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Nelle nuove guerre fra le cittä Lom-barde e Fedcrico II ( 1230-50), Como vacillö dall’ una all’ altra parte , secondoche prevalevano i guelli o i gliibelliiii: maquesti essendo in inaggior numero, ancola cittä si attenne piü frequentemente le-gata agli interessi dell’ imperatore.
Dopo la caduta della casa di Svevia,passö piü di an mezzo secolo senza chel’Italia vedesse alcuno imperatore, e du-rante qnesto tempo le cittä consumaronole loro forze con intestine discordie, ovecapi priineggianti, li uni col pretesto diesser guelli, li altri ghibellini, si dispu-tarano il potere, scacciavano od erano dis-caceiati, secondo che volgeva la fortunadelle arnti o degli intrighi. Cosi anco inComo cominciarono allora (1250) le fazionidei Rnsca e dei Yitani, questi guelli e ghi-bellini i primi: ne andö guari che tuttala diocesi fu sottosopra. E come se lediscordie proprie non fossero sudicienti,i Comasehi presero parle anco a quellede’ Milancsi, appo i quali i plebei caccia-vano i nobili, e questi, profughi dalla pa-tria, cercavano ajuti per vincere la plebe,I Rusconi, facendosi appoggio ai primi, siralforzarono contro i Vitani, favorevolialla parte popolare, ed ebbero il disopra;ma poi coinbattuti e vinti dai loro avver«sari, guidati da Martino Torriani, essidovettero migrare dalla patria. Da quicominciarono i Torriani ad ave re influenzacome su Milano, cosi anche su Como , ed afar adottarc ai cittadini le proprie loropassioni, Marlino deila Torre, giä potentein Milano , fu nel 1259 eletto podestä diComo con poteri ainplissimi e quasi daprincipe, il quäle essendo mancato ai vivinel 1203 lasciö erede della sua potenzail frttello Filippo. Questi mori due annidopo , e gli successe Napoleone fratellodi Ilaimondo vescovo di Como, e ligliodi quel Pagano della Torre signore diVaisassina, che si era reso tanto beneme-rito dei Milanesi dopo che du Federicofurono sconfitti a Corte-nuora nel 1237.Ma i Torriani guelli e popolari, ed al-1’ apice della potenza , ebbero per loroemoli i Visconti ghibellini e sostenitori de’nobili, la cui fazione andava sempre cre-scendo , intanto che la fazione contrariacosi per le asprezze di Napoleone e per1’ eccessiva autoritä che esercitava , comeper altre gelosie, declinava a vista d’oc-ckio. A vicpiü indebolirla, Gregorio IX trasrmitö Ilaimondo dalla sede di Como a qnella di Aquilea ; e Giovanni degliAvvocati suo successore, quantunque pri-
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mo fra i Vitani , si lasciö corromperedall’ oro nemico e contribui a richiamareli esuli Rusconi. I quali colto il destrolävorevolc , arrestarono il vicario di Na-poleone , ed obbligarono quest’ ultimo alasciar libero Simone da Locarno, prodeguerriero, nemico ai Torriani, e che giäda qualche tempo era tenuto chiuso inuna gabbia. Indi tutti costoro insiemeindussero i Comasehi a liberarsi dai Tor-riani ed a ehiarirsi fautori dei profugoarcivescovo Ottonc Visconti, ed ebberouna parte principale alla vittoria di Desio (20 gennaio 1277) nella quäle i Torrianifurono prostrati definitivamente , restandoprigioni i principali di quella famiglia csegnatamente il suo capo Napoleone , chefu dai Comasehi chiuso in una gabbia ecustodito nel castel Raradello ove si pestöla testa da se medesiino a 16 agosto 1278.
Con tutto qnesto continuurono ad agi-tarsi in Como i Vitani ed i Rusconi, quellifavorevoli, e questi contrari ai Visconti,mutando la fortuna a vantaggio oradegli uni ora degli altri, iinehe la cittä(3 gennaio 1292) si diede a Matteo Vi-sconti , dichiarato (due anni dopo) vicarioimperiale nella Lombardia . Dieci anni do-po Vitani e Torriani tornarono a domi-nare di nuovo in Milano ed in Como ,ma per breve tempo; imperocche nel 1310essendo sceso in Italia I’ imperatore En-rico di Lueemborgo , con esso i Visconti entrarono in Milano, i Rusconi in Como ,i quali vi signoreggiarono fino al 1335;quando Franchino Rusca , giä signore diComo sino dal 1311, vessato da numerosinemici, si depose dal comainlo, e consi-gliö il popolo a darsi ad Azzo Visconti signor di Milano , riservando per se il con-tado di Rellinzona.
Sotto il nuovo dominio Como godetteanni di pace , perturbato a volta a voltadagli ancora bollenli spiriti repubücani,o dallo stimolo delle represse , ma nonestinte fazioni. Ma queste pure andaronocalmandosi sotto il regno , si puö dirglorioso, di Gian Galeazzo Visconti primoduca di Milano : risorsero l’agricoltura edil commercio, e Como , punto di comu-nicazione fra 1’ Italia e la Germania , siempi di ricchi negozianti. Tuttavia i vacuilasciati dal deelinante fervore di una tu-multuosa libertä venivano «mpiti da unasuperstizione religiosa fomentata viepiüdallo spavento che incutevano i progressidelle armi de’ Turchi che minacciavano1’ Europa . E fra le altre vogliamo quirainmentare la coinpagnia de’ pellegrini