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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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bianchi nata allora, prima in Francia ,ove di solito hanno origine le supersti-zioni piü ridieole, e che di lä propagossi esi sparse in varie parti deir Italia . « Uo-« mini e donne d’ogni etä e condizione,

« dice il Monti, si raccoglievano insieme,

« e vestili di bianchi iini, onde lor venne« i! nome, imprcndevano lunghe proces-« sioni di chiesa in chiesa, cantando inni,

« (lagellandosi e chiedendo con alte voci«misericordia. Luchino da Brossano ve-« scovo di Como entrava nel duomo in« su 1’ alba del di, celebrata la messa ,

« intuonava lo Stabat Mater e avviava la« processione. Giunli ai bivi delle strade« e tutti inginocchiati, gridavasi missri-et cordia, e si baciava la terra. NeU'ulli-.« ma chiesa della visita, e all’ elevazione« dell’ ostia, di nuovo si gridava miseri-tt cordia. Parecchi giorni durarono le«processioni e talora andarono fino a« Grandate, a Lucino , a Santa Maria« presso Lurate , a Chiasso , a Pontegana.« Alla line il vescovo, presenti un dieci« mila persone, raccomandö la recitazione« deH’inno sopradetlo aggiungendori l’in-« dtilgenza di quaranta giorni. In qualche« sito d' Italia si vietarono le processioni,« poiclie movendosi popolazioni intere ser-« vivano a fomentare le disonestä e molti« abusi ; e uomini di pessima indole se« ne prevalcvano per Seminare discordie« tra cittä e cittä, ( V, 1’ art, Crema. )« La pestilenza si propagö colle proces-« sioni, e nel seguente anno, che fu il 1400,« fece orribili guasti, Tra noi perirono« tredici mila persone, e quasi non vi fu« famiglia che ne andasse illesa. »

Nel 4402 mori il duca Gian Galeazzo ,e nella minoritä de’ suoi figli tulto il vastoducato fu diviso tra piccioli e discorditiranni, e in Como ancora si ravvivaronole faziorii dei Rusca e de’ Yitani, Fran-chino Rusca, secondo di questo nome, sene impadroni, ma fu discacciato quasisubito da Pandolfo Malatesta e Jacopo delYerme generali del giovanetto duca Gio-vanni Maria che abbandonarono la cittäal saccheggio. Ma il Rusca se ne impadronidi nuovo nel 1408 e vi tenne signoria finoalla sua morte (1442), Loterio, suo figlio,non potendo resistere alle armi di FilippoMaria Visconti , gli cedette la cittä e granparte delle sue dipendenze , e si riservöil dominio delle altre terre del giä suoprincipato, cioe li attuali distretti di Men-drisio, Lugano e Locarno (Cantone Ticino )e le valli Travaglia e d’ Intelvi. Ciö ay-venne agli 11 settembre 4410,

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Dopo la morte di Filippo Maria (1447),Como si uni alla republiea Ambrosiana ,ossia ai Milanesi che si erano dichiaratiliberi e republicani ; ma costretti questia darsi a Francesco Sforza (1430), anchei Comaschi dovettero imitarnc l’esempio.

Francesco regnö gloriosamente 40 anni;ma sotto i di lui successori incominciauno de’piü deboli, e piü vili e piü trava-gliati governi che si avesse nvuto finoallora la Lombardia, Como fu spogliatodi quasi tutte le sue dipendenze provin-ciali, a cui si aggiunsero le accresciuteimposte; e dopo che Lodovico il Moro cominciö a chiamare in Italia li stranieri,questa cittä fu quasi continuamente espo-sta a passaggi di truppe tedesche , sviz-zere, francesi , che si nbbandonavano atutti li eecessi a cui erano ovvezze lebrutali soldatesche di quel secolo; masegnatamente ebbe a patire assaissimodai Francesi nel 4308, che insullavanoall’ onor delle donne , e non risparmia-vano le robe e la vita degli uomini. Nonmeno tristi furono quasi tutti li anni suc-cessivi, ma |)iü gramle sventura pati a 3dicembre 4321 quando fu presa e sac-cheggiata dagli Spagnuoli, e da altremarmaglie guidate dal celebre marchesed'Avalos. Al principio di novembre 4334mori Francesco II Sforza ultimo duca diMilano , e questo ducato divenne partedella vasta monarchia di Carlo V. D’ al-lora in poi Como , come anche il ducatoMilanese, ebbe a subire per 470 annitutte le calamitä dell’ ignorante cd avarogoverno spagnuolo.

Essaancora,alparo^ellealtre cittä, ebbei suoiguai da piangere: per la lunga guerradella Yaltcllina, la cittä grnvnta di con-linuo da angherie militari e civili, si trovöoppressa da 300,000 lire di debiti; lacelebre pestilenza del 4630 la privö di40,000 cittadini; nel 4073 fu allagata in-tieramente da una straordinaria escre-scenza del lago la quäle vuolsi che supe-rasse quella del 4820. Le imposizioni,gl’ interessi per debiti e le spese costa-rono al comune di Como dal4034 — 4660 L. 274,838 all’nnno4600 — 4680 208,872 »

4680 — 4700 300,311 »

4700 — 4740 401,303 »

In ragione inversa che crescevano li ag-

gravi diminuiva la popolazione. Nel sino-do diocesnno del 4308 si danno a Como 40,000 abitanti, e nel 4633 (dopo lapeste) si trovö ridotta a 6000 anime. Nel4040 sali ad 8244 anime. Dato pure che