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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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T altezza di metri 3. 95 sopra

zero.metri cubici 780, 00

11 metro cubico d’ aqua com-prende assai approssimativuinen-te brente milanesi 43. 436

E viceverso la brenta mila-nese pure assai approssimativa-mente .... metri cubici 0. 076Anco i piccioli laghi formati dagli in-golfamenti dell' Adda , si trovarono ri-speltivamente abbassati, cioe:

Lago di Moggio. , . di metri 0. 20» Olginate .... »0. 60

» Brivio in principio al

ponte di Capiate. » 0. 61in fine, al sito della vec-chia chiusa ... » 0. 73

I detti lavori furono ideati e condottiin modo che avesse bensi ad ottenersi1’ abbassamento delle piene , ma non giädelle magre, onde non rimanessero insecco i porti e le darsene, e non venis-sero a diminuire le aque, nella stagionejemale, all’agricoltura, agli opilicii ed allanavigazione.

I venti principali che dominano il lagosono il Tioano o trumontana in tempo dinotte ed al mattino; e la lireva (garbinood ostro-ponente) dopo il inezzodi. 11primo e quello che in tempo delle escre-scenze cagiona gravi inondazioni alla cittädi Como , poiche spingendo le aque nelramo occidentale , bisogna che esse perquasi 25 miglia tornino indietro per en-trare nel ramo di Lecco in fondo alquäle sta, come si disse, il suo emissario.Altri venti sono chiamali Montivi, perchesolfiano improvvisamente dalle molte goleo valli tra inonte e monte, e vi cagionanotalvolta pericolose procelle. Imperoccheessendo il lago una lunga e sinuosa valledi aque fra altissimi monti ad angoli sa-lienti ed entranti, varia di larghezza e diprofonditä, le onde piü o meno volumi-nöse e spesse volle ripcrcosse dal lido ,rendono agitatissime quelle aque e soventepericolosa la navigazione, specialmentequando sorgono i detti venti montivi, iquali inferociscono colle loro Jiumate ,nome con cui dai harcaiuoli sono chia-mate le repentine bufere. Un annuvola-mento, una pioggia, una grandine in qual-che parte del lago o dei vicini monti, ebastiinte a tosto sconvolgere la regolaritadei due principali venti ed a far sorgeresubitanee burrasche.

Questo lago fu mai sempre celebratoper l’abbondanza di pesci, per la molecolossale di alcune specie, e per lo squi-

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sito sapore di tutte ; imperocche aneo ipesci piü volgari sono quivi meno in-grati che non quelli di altre aque. Maquell’ uberta e ora diminuita di molto,stante le grosse pesche che si fanno con-tinuamente, i mezzi abusivi di cui si ser-vono i pescatori, e la trascuranza di an-tiche provvide leggi : in guisa che sonodiventati meno frequenti certi grossi pesciche pigliavansi una volta, massime dellaspecie de’ lucci, delle trotte e de’carpioni.Con tutto questo la pesca vi e ancoramolto proficua, e serve al mantenimentodi alcune centinaia di faniiglie. La solapesca degli agoni tiene occupate piü di230 barche.

Fra i pesci che alimenta il Lario sonocomuni e saporitissimi, la trotta, il luc-cio , talvolta grossissimi, la tinca, il per-sico, la bottatrice, il carpio o carpione,il pigo, il vairone , 1’ arborella. Somma-mcnte pregiati sono li agoni ( CyprinusLariensis) i quali fanno annualmenle unviaggio da un’ estremitä all’ altra, e se neprende un grau numero, massime nellaestate e nelf autunno. Si chiamano agoni,quando hanno raggiunta la naturale lorogrossezza; ed antesini sono detti li agonipiceoli: questi Ultimi poi assumono il nomedi missoltini quando sono salati, laltiseccare al sole e stivati in un mastello.Li agoni e li antesini quanto piü sonofreschi tanto piü sono prelibati; se ne; pescano ogni anno piü di 480,000 libbre,

| e se ne la gran ricerca sui mereati dij Milano . Non meno gustosi sono i missol-I tini di cui se ne spediscono raoltissimifuori della provincia.

« Strani racconti, dice un Ingiesc, si« sono spacciati e forse creduti intorno« ad un pesce enorme, o meglio mostro« marino, piü grande di un uoino il quäle« si nutre in fondo al lago». Yuolsi chea tanta mole possano arrivare i carpioni,e Paolo Giovio allerma che a suoi tempiil Lario ne nutriva taluni del peso di200 libbre e grandi quanto un uomo ; mache potevano bensi vagheggiarsi sotto leonde, non perö prenderli perche strac-ciavano le reti, e la fiocina non penetravala durezza delle scaglie, E vero infattiche questo pesce invecehiando imlura tal-mente la pelle che pena la fiocina ad in-taccarli. Di questi carpioni giganti, se evero ehe hanno esistito, ora piü nonse ne vedono; e i piü grossi toccano le 45libbre, o tott’al piü le diciotto, ma sonorari. Un eccellente Ittiologia della pro-vincia e diocesi di Como fu inserita nel-