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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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raura, e 1’ industria degli abitanti si oc-cupö a raccogliere le aque in canali, e arendere il suolo atto alla coltura. I croni-nisti dicono che la fondazione della cittäfu decretata dagli abitanti in un’ assem-blea che tennero a 45 di agosto 570, eche la denominarono da Cremete Ioroc<ipo ; ma non so d’ ond’ abbiano presaquesta notizia; ne credo probabile, sicco-me essi asseriscono, che al principio delVI secolo fosse giä una cittä ragguarde-vole, ricca di tre sobborghi, munita diun castello e cinta da muri e da bastioni;imperocche il nome di Crerna non occorremai nella storia da’ Longobardi, ma con-fesso d’ ignorare quando cominci ad in-contrarsi ne’ documenti,

La storia di Crema si schiarisce sol-tanto dopo 1’XI secolo. Nel 4009 era si-gnore di questa cittä, come anco di Lodi ,certo Masano che ne fu spodestato dal-1’ imperatore Corrado I , e fra i molti no-bili Lombardi che il medesimo imperatorecondnsse captivi in Germania vi furonotre Cremaschi.

IVel 4429 Crema si distaccö dal domi-nio di Cremona , e d' allora in poi fu lacostante alleata de’ Milanesi e, la costantenemica de’ Cremonesi che non deposeromai il pensiero di soggiogarla incova-mente. Nel 4458 fu assediata invano daFederico Barbarossa ; fu di bei nuovoassediata 1'anno seguente, e questo se-condo assedio e uno dei fatti piü memo-rabili nella storia Iombarda del medio-evo. L’ imperatore yi andö con grandiforze, ed assistito da tntte le forze de’Cremonesi, de’Lodigiani e di altre cittäghibelliue, e con un apparato straor-dinario di macchine da guerra. L’assediocominciö ai 7 luglio 4459 e continuö finoai 25 gennaio del seguente anno. In que-sti sette mesi i Cremaschi diedero provadi un’ abilitä militare, di un’ unione e diun coraggio degno de’ piü bei tempi eroicie della generosa causa che difendevano,Piü volte le macchine degli assedianti fu-rono distrutte, piü volte il loro esercitofu sbaragliato da vigorose sortite; ne lepromesse, ne le minaccie, ne le crudeltädell’imperatore valsero a piegare ed atter-rire l'animo degli assediati. Federico, ondeimpedir loro di battere le sue macchine,fece appender alle medesime vivi ed ignudinon pochi prigionieri cremaschi, i quali in«vece d'invocare la pietä dei loro concitta-dini, gridavano che dovessero pur percuo-tere e non curarsi di loro; e i cittadini,senza badare che ogni colpo tirato con-

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tro quelle torri di legno, poteva costarela vita al padre , al fratello , all’ amico ,continuarono valorosamente a difendersi.Alla fine diminuiti di numero, rotti dalleferite, estenuati dalla fame e dalle fatiche,si arresero a patti di poterne uscire e di an«dar liberi ove volessero. Piü di 20,000 per-sone, tra uomini, donne e fanciulli, e com-presi li ausiliari Milanesi e Bresciani, sgom-berarono la cittä, nel rigore del verno esi dispersero nelle vicine Campagne o nellecittä guelfe. I Lodigiani e i Cremonesifurono i primi ad entrare nella vuota cittä,poi vi andarono i Tedeschi: Crema fu sac-cheggiata , indi incendiata. L’ imperatorecol suo esercito parti cinque giorni dopo;ma i Cremonesi, yolendo pienamente sod-disfare i loro odii civili, vi rimasero finoal 3 febbraio: indi si fecero vendere daFederico, per 46,000 lire imperiali, la giu-risdizione di Crema. La cittä sfortezzata eridotta ad un mucchio di rovine , fu a pocoa poco ripopolata dalla plebe; ma i nobilisdegnando di essere sudditi dei Cremonesi,si fortifiearono nelle loro ville. Due annidopo anche Milano fu distrutta dallo stessoBarbarossa , e i Milanesi ridotti a meschi-nissime condizioni, pagavano 5 /g delle ren-dite publiche agli agenti imperiali, e i Cre-maschi ‘Ms. Cosi passarono 25 anni.

In questo intervallo di ternpo i Milanesi risorsero, fu ripresa la lega Lombarda ,1’ imperatore fu sconfitto, e la pace di Co-stanza nel 4483 mise fine ad una guerrache durava da mezzo secolo, che costö aFederico il tiore delle sue milizie, e cheebbe per risultato il consolidamento dellerepubliche Lombarde , Allora Federico sti-molato dai Milanesi, e disgustato dei Cre-monesi , ordinö la riedificazione di Crema,nella quäle impresa i Cremaschi si adope-rarono con tanto ardore che in tre mesila cittä, compresa in un circuito piü am-pio di prima, fu attorniata da fosse e ba-stioni e messa in istato di valida difesa,Ciö avvenne nel 4485, L’imperatore con-cedette ai Cremaschi la giurisdizione cheprima esercitavano i conti di Camisano. Piütardi, sotto Federico II, ebbero anche ildiritto dell’ alta giustizia, riservata finoallora al vicario imperiale. La cittä fugovernata da tre consoii e da due podestä ;la popolazione, compresa quella dei sob-borghi, fu divisa in 27 vicinanze, che for-mavano altretante compagnie di milizia,capitanate ciascuna da un console mino-re, scelto fra i nobili. Ad ogni vicinanza,nei bisogni di guerra , era destinato ilsuo speciale servizio; 21 di esse dove-