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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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lico Guido Grandi, ed i distinti poeti latini Girolamo Yida, Gabriello Faerno , e Be-nedetto Lampridio.

La provincia di Cremona b suddivisa in9 distretti che sono

4. Cremona ,

2. Soncino,

3. Soresina,

4. Pizzighettone,

5. Robecco,

6. Sospiro ,

7. Casalmaggiore,

8. Piadena,

9. Pescarolo.

Superficie geografica di tutta Ia pro-vincia migiia quadrate geografiche 397.

Superficie censuaria pert.1,923,874.40. 1,

Estimo scudi 44,804, 442. 5. 2. 44i 48.che a cent. 25 per scudo da una tassa pre-diale e comunale di L. 3,704,033.

Popolazione 498,500 ossia 500 animeper ogni miglio quadrato,

CoHettabiii 48,945.

41 distretio di Cremona e costituito da 49comuni, cioe

4. Cittä di Cremona e corpi-santi,

2. Due-Miglia ,

3. Ardole San Marino,

4. Bagnarolo,

5. Ca de’ Bonavogli,

6. Ca de’ Quinzani,

7. Ca de’ Sfrondati,

8. Ca de’ Stefani,

9. Cigognolo,

40. Gadesco,

44. Gazzo,

42. Malagnino,

43. Montanara,

44. Pieve Delmone,

45. Pieve San Giacomo,

46. San-Savino,

47. Silvelia,

48. Yighizzolo,

49. Yescovato.

Superficie censuaria pert. 492,442.

Estimo scudi 2,566. 310. 5. 7. 3i4.

Abitanti senza la cittä ed i corpi santi48,446.

CoHettabiii come sopra 4799.

Tutta questa provincia formata dall’an-tico territorio di Cremona e di Casalmag-giore, confina a tramontana colle tre pro-vincie di Brescia, Bergamo e Mantova , alevante colla provincia di Mantova ; adostro col ducato di Parma e Piacenza,mediante il fiume arcifinio del Po , e adoccidente cotla provincia di Lodi e Crema.

II territorio e tutto piano e senza bo-schi, oye pochi se ne eccettuino nei cir-

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eondari di Soncino, e Genivolta , sulle rivedell’ Ollio e quelle del Po . Esso e bagnatodai detti fiumi Ollio e Po , come ancodall’Adda e dal Serio; il Po e naviga-bile in ogni tenipo con barche fino allaportata di 64,000 kilogr. L’Ollio poi recasingolare vantaggio alla provincia perchecolle aque che se ne estraggono tra Civi-date e Torre Pallavicina nel Bergamasco ,si formano i canali chiamati naviglio dellacittä ed i dtie navigli Pallavicino, i qualiirrigano la maggior parte Gelle Campagnecremonesi, Da questi adaquamenti, dall’in-dustria de’ coltivatori, e dalla fertilitä delsuolo deriva la ricchezza dell’ agro cre-inonese abbondevole di lino sceltissimo,di biade in copia, ed eccedente di granlunga il consumo, di riso, di vino e difieno, Prosperissima vi e la coltivazionedei gelsi e dei fikigelli; vi si alleva moltobestiame, vi abbonda la cacciagione, evi si fanno buoni formaggi cosi detti par-migiani: sonvi altresi molte manifatluredi tele di cotone e di lino, ma nissunaperö in grande.

In tutta (a provincia vi sono sette fiereannue e 45 mercati ebdomadari.

Cremona e cittä antichissima, ma sullasua origine non si hanno che favole ; sullaetimologia del suo nome vedi quanto ab-biam detto all’articolo Crema. Da primaella senibra essere stata una borgata deiGalli , o di altri o barbari o semi-barbariche stanziarono nell’Alta-Italia avanti ildominio de’ Romani . Fu poi colonizzata efortificata da questi Ultimi l’anno 535 diRoma , 218 av. l’era volgare, e divenneben tosto una cittä importante. Si difesecontro Annibale , dopo la morte di Cesaresi appigliö alle parti di Bruto , e fu de-vastata dai partigiani di Ottaviano j e peravere seguita la causa di Vitellio l’anno69 fu intieramente distrutta da AntonioPrimo generale dell’imperatore Ottone ,che volendo metterne all’ incanto personee beni, non trovö compratori, tanta fu1’ indignazione di quel fatto. Nelia deca-denza dell’ impero ne segui le infelici vi-cende, e dopo che l’Italia fu conquistatadai Longobardi , ella si tenne per moltianni fedele all’impero. Agilulfo re de’Lon-gobardi e rnarito di Teodolinda , coll’aiutodegli Avari la espugnö a 21 agosto del603 , ne spianö le mura, e secondo Ma-rio Lupo il territorio se lo divisero i duchidi Bergamo e di Brescia . Non sappiamone come ne quando sia ella poscia risor-ta, perche di lei non si parla piü fino aCarlo Magno . Nulla perö di memorabile