Band 
[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
Seite
280
JPEG-Download
 

280 CRE

le discordie, chiamarono i fuorusciti e siriconciliarono. Ma il Pallavicino , (4260)temendo che lo stesso effetto potesseroprodarre a Cremona ed a Brescia , proibisotto gravi pene di praticare quelle peni-tenze; e cosi per questo corae per altrecagioni, ei venne poscia a rottura cogliecclesiastici, scacciö il vescovo da Cremo-na , s’impadroni delle sue rendite , e fuscomunicato dal papa che sottopose al-1’ interdetto anche la cittä. Ma le annispirituali facevano poca paura a queifacinorosi. I papi, nel 4265, avendo chia-mato in Italia Carlo d’Ängiö , per opporloa Manfredi re di Napoli, il Pallavicino ,come ghibellino, fece i suoi preparativiper contrastargli il passo; ma fu rottopresso Capriolo nel Bresciano, in con-seguenza di che perdette anche Brescia ,Cremona e Piacenza che si ribellarono.Papa Clemente IV mandö in Lombardia alcuni suoi legati onde riconciliare le cittäeretiche, e Cremona fu ribenedetta ai 43novembre 4266 •, fra i patti dell’ assolu-zione vi fu pur questo: che i Cremonesi« lasciassero eseguire il loro officio alli« inquisitori dell’ eretica pravitä, ad ogni« richiesta de’ quali fossero anco tenuti di« porre prigioni tutti li eretici manifesti« ed a dare aiuto e favore a detti inqui-« sitori. » I quali per altro incontravanocosi poco favore, che anzi trovavanoovunque un’ opposizione armata e spessevolte funesta agli inquisitori, Nel d233Frä Rolando da Cremona predicando aPiacenza fu gettato dal pulpito, battutoaspramente, e a malo stento salvö la vita;nel 4252 Frä Pietro da Verona fu assas-sinato presso Barlassina , e gravementeferito il suo compagno; e in circa lo stessoavvenne in piü altri luoghi.

Sebben Cremona si fosse tolto di dossoil giogo di Uberto Pallavicino , non perciöfu libera dalla domestica tirannide, percheal Pallavicino succedette Buoso da Duara,potente cremonese, ora amico ed ora ne-mico del Pallavicino , e quel medesimo cheDante , pe’suoi tradimenti, cacciö nell’ ul-tima bolgia dell’ inferno, A lui succedettesubito dopo Amatino degli Amati, capode’ guelü, che i legati apostoliei opposeroa Buoso: cosi i ghibellini erano fuori e iguelfi dentro, e straziavansi a vicenda,Giä erano cominciate le fazioni fra i Tor-riani ed i Visconti, a cui presero partetutte le cittä della Lombardia , nelle qualiturbolenze fu involta anche Cremona . Maprima i Cremonesi furono uniti coi Vi-sconti, poi 1’ arcivescovo Ottone avendo

CRE

voluto impor gravezze alla cittä, si par-tirono da lui ed attaccaronsi ai Torriani( <1294 ),

Nel 4340 l’arrivo in Italia dell’ impera-tore Enrico VII fu di molto abbassamentoalla parte guelfa, e Cremona che era at-taccata alla medesima, avendo ricusato diricevere il vicario imperiale, fu soprafattada tutte le forze di Matteo Visconti edeH’imperatore. Guglielmo Cavalcabö , cheda vari anni la faceva da padrone in Cre-mona , insieme coi principali altri guelfise ne fuggi a Viadana ( 4344)5 il terroreera entrato in tutto il popolo, e la cittäsarebbe restata deserta se la moltitudinenon fosse stata trattenuta da Sopra-monte Amato , che la esortö a sotto-mettersi. Infatti i Cremonesi in abitodimesso, colla eorda al collo, il capo seo-perto ed a piedi scalzi andarono ad in-contrare 1 ’ imperatore che era giä arri-vato a Paderno, Otto miglia lontano dallacittä, e prostratisi a ginocchio imploraronomisericordia 5 ma 1 ’ imperatore li feceimprigionare e disperdere in vari luoghi, ein poco tempo quasi tutti furono falti mo-rire. Entrö in Cremona a 26 aprile (4314),fece spianare le mura della cittä, e vo-leva anche far lo stesso delle case , mamolti signori si opposero a questa cru-dele deliberazioue; contuttociö i fuoruscitivollero soddisfare il loro vendicativo maltalento, con abbruciarne varie. La cittäsi trovö in balia di Tedeschi e ghibelliniche si abbandonavano a rapine, a violen-ze, a confische, insomma ad estorsioni ebrutalitä d’ogni genere, Lo stesso impe-ratore che era in distretta di denaro, in-vece d’ impedii-e que’ disordini, volle aver-vi la sua parte: levö una contribuzionedi 400 mila fiorini d’oro, confiscö le ren-dite publiche, fece demolire i sobborghied empire le fosse, Ma appena lui partito,le cittä guelfe avendo fatta una lega, so-stenuta anche da Roberto re di Puglia ,Guglielmo Cavalcabö entrö di nuovo in Cre-mona (4342), seonfisse i ghibellini, liobbligö a svignare, e se ne fece signoreegli stesso: ma nel medesimo anno essendoegli stato uciso in una zulfa contro i ghi-bellini, e Cremona trovandosi in gran pe-ricoio, i Cremonesi si diedero a Gibertoda Correggio signore di Parma , Nel 4344furono signoreggiati da Passerino Torrianivicario di Roberto re di Puglia ; nel 4345da Giacomo Cavalcabö marchese di Via-dana. Le discordie fra le due fazioni pro-seguirono piü aeerbe che inai, a tal puntoche a 46 maggio 4347 la cittä si cmpi di