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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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GIU

J piü de’ quali vanno ad induslriarsi aZVapoIi ed a Palermo , ove fanno il facchi-no, il merciadro, il droghiere, il mercantedi piecole conterie, di stampe e carte geo-graiiche. Yuolsi che questa foggia abhia lasua origine da un voto alla santa Rosalia di Palermo , fatto in occasione di una pe-stilenza verso il 4450. Ma siccome la stessafoggia o con lievi differenze si trova inpiü altre valli dell’ Italia boreale , comelielle valli di Antigorio e di Anzasca edin Val Vegezzo , separate dalle valli diGravedona e Dongo dalle montagne evalli del Bellinzonese e Locarnese , cosigiova credere che esso dipenda da un usoforse piü antico. A Gravedona questedonnecosi vestite, chiamansi Mondonglie o Mon-cecche , che sembra rainmentarci il voca-bolo germanico Mönch (frate) e Mönch -dug o Mönch-Tug, abito da frate, deno-minazione che sale forse fino al tempo de’Langobardi .

Nella storia della provincia di Como ,Gravedona occupa un posto non affattoprivo d’ interesse. Il borgo debb’ essereantico, e ne sembra una prova la stessaoscura etimologia del suo nome, Anzi, secrediumo allo Stampa, in origine esso chia-mavasi Laricola, ma i motivi per cui lüchiamato Gravedona , riferiti dal medesimo,sono favolosi senza dubbio. Contuttociöle Iapidi ivi scoperte, ed accennate di so-pra, dimostrano che il eristianesimo viera giä ivi stabilito fin dal principio del Vsecolo, e l’nntica sua chiesa dovrebb’ es-sere anteriore a quesl’epoca. Yuolsi chefosse un tem|)io di Apollo che piü tardila regna Teodolinda dedicö a San Gio-vanni Battista , il grau patrono de’ Lan-gobardi . Sembra altresi che il lago il quäleal presente ne lambe quasi le mura, fossealtre volte molto piü lontano e che vifossero vari caseggiati all’ intorno, di cuivedonsi tultora le rovine sepolte nellasabbia.

Dopo la venuta de’ Langobardi nel 568,Francione con altri Romani si ritirö nel-1’ isola Comacina ove si mantenne per 20anni; e sembra che le coste lacuali, dallaComacina all’ insü formassero uno statoindipendente dai nuovi dominatori, i qualinon penetrarono in quelle parti se nondopo che Autari ebbe conquistata 1’isola.Anzi, anche dopo quest’epoca non pare chela loro influenza sia stata molto grande,se e vero che nelle vicinanze ove e orail Forle di Fuentes, vi fosse una citta for-tificata detta Yulturnia o Yulturena ; cheSorico fosse protetta dalla torre di Olo-

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nio; che Gravedona avesse fin d’allora uncastello; e che Stazzona al disopra di Don-go fosse pur fortificato fin dai tempi ro-mani per custodire la frontiera contro iBarbari della Rezia : per cui quel distrettoavrebbe presentato una fronte poco ac-cessibile ai Langobardi , non molto abiliad espugnar fortezze , massime in posi-zioni cosi incomode , ne pratici ancora anavigar laghi. E almen certo che un eser-cito Langobardo difficilmente avrebbe po-tuto trasportarsi fin lä , quando non vierano strade per cui potesse passare laCavalleria, principale loro forza. Ad ognimodo le relazioni commerciali fra le Tre-Pievi e la cittä di Como , e il bisogno incui sono anco al presente di tirare granparte delle vettovaglie dalla pianura mi-lanese , devono avere a poco a poco fa-vorita la sommissione anco dei Pievesi;i quali per altro sembra che continuas-sero a governarsi molto liberainente , eche appena un Gastaldo del re v’andassea riscuotervi i tributi di uso. Di ciö nesarebbe una prova il vedere che anchesotto i Carolingi le pievi di Dongo eGravedona costituirono un governo in-dipendente,sotto il dominio di un Gastaldoo conte, e che nell’879 si sbrigarono anchedi questo per darsi un governo munici-pale, forse come lo avevano avuto prima.La somma della cosa publica fu aflidataad un consiglio di cento, di cui lin terzosi cambiava ogni anno, la potestä esecu-tiva fu commessa a due consigli, e la mi-litare ad un capitano : questi uflici dura-vano in carica un anno. Ogni anno , nelniese di ottobre, si tenevano le assembleegenerali alle quali intervenivano ed ave-vano voce tutli i maschi di una determi-nata etä. Questo sistema che non pote es-sere creato all’improvviso e che si sviluppöin tutti i comuni dell’alta Italia , fa sup-porre negli abitanti un’antica abitudinenel maneggio delle publiche faccende. Unpo’ piü tardialle pievi di Dongo e diGravedona si uni anche quella di Sorico :e questa piccola republica federativa cheoggi giorno fa poco piü di 47,000 anime,sostenne la propria indipendenza per quasicinque secoli. L’ imperatore Ottone I laconl'ermö con un diploma 29 decembre965; fu violata momentaneamente dal reArduino, e fu rispettata da tutti i succes-sivi re d’ Italia .

Ma l’epoca gloriosa fu dal 4040 al 4200.Nel 4040 i Pievesi, partigiani del re Cor-rado, sostennero una guerra con quei diBcllagio e Bellano partigiani di Eriberto