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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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LOD

loro signori: ora i Lodigiani propouevnnodi giurare ai Milanesi saloa imperatorisficlelitate: ma essi volevano un giuramentoesplicito, minacciando la confisca e l’esiiioa clii non obbedisse. Molti preferironoquesl’ ultima sorte, e furono dai loro ti-ranni scacciati crudelmente, senza permet-tere che portassero cos« alcuna delle lororobe; la citta o per dir meglio il borgofu saccheggiato e incendiato un’altra volta,non fu perdonato alle viti ed agli alberi,furono distrutte le messi, demoliti alcunicastelli, e i pochi abitanti rimasti furonocondotti a Milano . Ciö avvenne neH’apriledel 4158.

iXella state di quel niedesiino anno scesein Italia un’ altra volta Federico Barba-rossa , risoloto di sottomettere le repu-bliche Lombarde e scgnatamente Milano ,che era la piü potente e che traeva nellasua alleanza le bellicose citta di Brescia ,Creina, Tortona e piü allre, II primo suopensiero fu di soddisfare alle querele deiLodigiani e Comaschi nel riedificare leloro citta. Per Lodi fu abbandonato ilsito antico , e fu scelto di preferenza ilcolle Gliezzone o Eghezzone in riva al-l’Adda ove sorge la citta presente, Fede-rico con un suo diploma degli 44 decembre4158 concedette molti privilegi ed esen-zioni; e per la pace successa poco dopotra 1’ imperatore e i Milanesi, Lodi furiconoseiuta indipendente da questi Ultimi,e fu anzi governata da un podesta impe-riale. Lo stesso governo volle introdurrenelle altre citta; alcuue si sottomisero,mn altre, e tra queste Milano , scacciaronoi vicari di Cesare e presero le armi. Quindinuove battaglie de’ Milanesi e Cremaschicontro Lodigiani e Cremonesi. Federicotornato da Bologna prese e distrusseCreina (4160), poi Milano (4163), e controquest’ ultima sfogarono i lunghi e maleaugurati loro odii Pavesi, Comaschi e Lo-digiani. Acerbo Morena podesta di Lodi fu tra i deputati dall’ imperatore per ri-cevere il giuramento di fedeltä dai vinti,e i Lodigiani ebbero 1’ incarico di distrug-gere il Rione di porta Orientale o portaRenza e agli altri Italiani assegnö le altreparti della citta: « i quali tutti, dice it« Villanuova, con tanto furore esegui-« rono il comandamento di Cesare, che« in pochi giorni ferono tanta rovina, che« nissuno havrebbe stimato potersi fare da« tutte quelle genti in due mesi: ... et i« Lodigiani raccordevoli degli stratii pa-« titi de’ Milanesi, si segnalarono sopra« tutti gl’altri nella distrutione di quella« citta che era sempre loro stata nemiea, »

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Le citta Lombarde oppresse dall’avariziade’vicari iinperiaü, e non ricevendo giu-stizia dall’ imperatore, che in lotta coipontelici dava anzi a divedere di volerdominare dispoticamente, a’7 aprile 4467stipularono la fatnosa lega di Pontida,merce ht quäle i Milanesi furono restiluitialla loro patria e poterono riedificare leloro mura. Al congresso di Pontida oltre.

i deputati di Milano , vi furono quelli diBergamo, Brescia, Cremona, Mantova eFerrara . I Lodigiani ricusarono di pren-dervi parte, ma vi furono costretti collaforza. Da vari anni erano anehe scisma-tici, perclie il loro veseovo Alberico Mer-lino, funatico partigiano di Federico edell’antipapa Pasquale, fu scomunicato dapapa Alessandro III; indi Galdino arcive-scovo di Milano , minacciando le stessecensure a quei di Lodi , riusci a deporlo,a scacciarlo e a für eieggere a sua veceun veseovo ortodosso,

Federico battuto piü voite dalle armidella lega, giaque finalmente nella famosabaltaglia di Legnauo (4174) dopo la quäledovette rinunciare per sempre all’Italia .

Nel 41!)4 i Lodigiani presero parte aduna lega de’Crcmnnesi, Pavesi, Comaschi,Bsrgainaschi e Marchese di Monferrat.)contro Milanesi, Bresciani , Cremaschi ,Mantovani e Piacentini, I primi ebhero lapeggio : i Cremonesi perdettero il ear-roccio, e molti de'loro alleati la vila; madopo nove anni di ostilitä, i Lodigiani sipacificarono coi Milanesi, rinunciando aimedesimi, Melegnano , Calvenzago, Cerro,Vighizolo ed Agnadello.

Dal 4214 al 4226 Lodi fu travagliata dallefazioni tra popolari e nobili e dalle ri-valitä delle due famiglie Overgnagbi eSommariva, parteggianti l’unaper quelli el’allra per questi: le quali discordie cagio-narono alla citta un debito di L. 42,000di quel tempo. Al fine le cose furono pa-cificate coli’ intervento di Guazino Ruscapodesta di Milano e del consiglio generaledi questa citta, che non mancö di pro-cacciare il proprio inleresse. Le due partifurono obbligate a deporre le armi, a ri-mettersi le ingiuric, e a giurarsi concordia:

ii Overgnaghi furono condannati ad unonorevole esilio di cinque anni in Milano ,e Lodi fu custodita dai Sommariva a nomedei Milanesi.

In quello stesso anno 4226 Lodi entröa parte della nuova lega Lomharda con-tro Federico II imperatore; ma dopo labattaglia di Cortenova (1237) funesta aiMilanesi, Lodi fu assediata indi presa dal-