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f imperatore sostenuto dagli Overgnaghicapi della fazione Ghibellina, che si ab-bandonarono a crudeltä contro i Somma-riva ed i Guelfi. I frali Jlinori, operosipartigiani del papa, fiirono banditi, eduno di loro tu anche abbruciato vivo,onde la cittä fn sottoposta all’ interdettoda papa Gregorio IX ; a tal che vi fuguerra civile e religiosa di dentro e guerradi fuori. Quesl’anarchia durö fino al 4252,qtiando i Lodigiani riconciliatisi con SantaChiesa, le scoinuniche furono levate dapapa Innocenzo IV e tornarono anche ifrati. Insignificante compenso a qtiestimali fu il privilegio ehe Federico II nel1238 concedette ai Lodigiani di poter hat-ten moneta.
Stanchide’tumulti democratici, i Lodigia-ni diedero la signoria della loro cittä a Suc-cio Vistarino, per lo spazio di dieei anni,colla facoltä di essere anco prolungato secosi fosse piaciuto all’ assemblea del po-polo; sette anni dopo (4259) furono ob-bligati sottomettersi a Marlino Torrianisignore giä di Milano e di piü altre cittä,
IVel 4269 nuove turbolenze vi cagiona-rono li Overgnaghi, che esuli, poi ritor-nati, raandarono alla loro volta in bandoi Sommarivn. Questi diedero la cittä aNapoleone Torriani: il quäle onde com-primere Ie fazioni che si battevano sottoi suoi occhi, esilio li Overgnaghi, mandöa Milano Succio Vestarini loro potenteausiliare, inalzö i Fissiraghi emuli delladi Iui famiglia, ed a sopt’acollo della cittäcostrui due castelli,
Sconfitto poi Napoleone alla battagliadi Desio (4278) dali’arcivescovo di MilanoOttone Visconti , e chiuso in una gabbianel castel Baradello, Lodi fu di bei nuovoin preda alle fazioni: tornarono Over-gnaghi e Vistarini favoriti dal Visconte ;i contrari chiamarono Cassone Torrianicon un rinforzo di Tedeschi ; quindi guerracontro i Milancsi finche questi vincitorialla battaglia di Vaprio (4281) ebbero nelleloro mani Portascarla podestä di Lodi eCassone Torriano con piii altri a cui fe-cero tagliare la testa: onde i Lodigiani,dopo tre mesi di assedio, stipularono pacecoi Milanesi a condizioni reciproche, Nel4294 e 93 furono assediati due volte maindarno da Matteo Visconte; nel 4304presero parte aneh’essi alla lega contro ilmedesimo e dalla quäle fu balzato dal po-tere e mandato in esilio.
Ouesto trionfo della fazione Torriana oGuelfa non fu di lunga durata, iraperoc-ehe nel 4340 Enrico di Lucemborgo es-
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sendo sceso in Italia per recarsi a Komae farsi incoronare imperatore, il Visconti fu rimesso in patria, i Torriani o ammaz-zati o mandati in esilio; indi Enrico pro-cedendo a Lodi e trovandone chiuse eben guardate le porte , fece spogliare eminacciö di far appiccare alcuni ragguar-devoli personaggi lodigiani andati ad osse-quiarlo in Milano , se la cittä non si arrendeva.31 a entrativi i Tedeschi non seppero con-ciliarsi 1’ amore de’ vinti; onde appena1’imperatore si fu allontanato, AntonioFissiraga , potente capo de’ Guelfi Lodi-giani e stuto assai maltrattato dagli Im-periali sollevö molte terre del contado, evenne a fiera zuffa con Guarnerio Oin-bergo vicario dell’imperatore dal quäle fuvinto e mandato prigione a 3Iilano.
L’imperatore Enrico aveva dato Lodi ad Enrico conte di Finndra, poi egli stessoessendo morto di quasi subita malattia inToscana (4343), e nella Lombai'dia tra-vagliandosi asprameute guelfi e ghibellini,il conte di Fiandra venne in Italia pervedere il suo Stato e venderlo a papaClemente V. Ma intanto che 3Iatteo Vi-sconti lo teneva a bada in 31ilano, i Vi-starini suoi partigiani s’impadronirono diLodi , e ne caeciarono i partigiani delconte , che scornato doyette tornarsenedond’ era venuto, Cosi Bassaino Vistarinifu fatto signore di Lodi nel 4324, il quäleessendo inorto di li a poco tempo, glisuccedeltero Giacomo eSuccio suoi figliuoli.
Costoro non dissimili dagli altri signo-rolti di allora si mostrarono crudeüssimitiranni; molti fecero perire di vari sup-plizi, altri di fame; ma Succio nvendoviolata la nipote di Pietro Temacaldo suocancelliere, questi cospirö contro di loröe li fece tormentare e morire di quellastessa maniera che nvevano essi praticatacon molti altri (4328). Pietro era un uomooscuro, che i Vistarini avevano sollevatodal nulla e in cui ponevano la massimaconfidenza; e dopo che ebbe tolti di vitai suoi signori, si fece tiranno egli stessoed anco peggiore; onde i Lodigiani se neliberarono col darsi ad Azzo Visconti si-gnor di Bliiano (4335).
Furono poi, per quasi dieei anni (1339-49) tiranneggiati da Bruzzo bastardo diLuechino Visconti, il quäle, dopo la inortedel padre, fu scacciato a furor di popolo,e rimase il governo all’ arcivescovo Gio-vanni. Morto egli pure (4354), si diviserolo Stato i tre suoi nipoti Slatteo, Bernaböe Galeazzo; ed a ftlatteo toccarono le cittädi Lodi, Pincenza, Bologna, Logo , Blassa,