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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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MIL

ganteschi filari di castani d’India ; da PortaRomana sino a tutto il bastione di PortaTicinese le piantagioni sono ancoru re-centij e non rimane da abbellirsi che iisolo bastione di Porta Vercellina, al chesi e pur ora posto mano.

Milano ha come due parti: l’una e lacittä interna od antica, circondata tut-t’all’intorno dal naviglio, e niunita altre-volte di mura, di torri e di porte: delleporte alcune restano ancora, delle torrinon rimane se non qualche reliquia, e lemura furono quasi tutte incorporate coicaseggiati. L’altra e la cittä esterna, trail naviglio e i bastioni, la quäle si costi-tuisce degli antichi sobborghi, e ne ritieneancora i nomi. Quest’ultiina, quantunquesia la piü amena, e perö la men popolatarelativamente alia superficie, essendovimoltissimi orti e giardini; le ortaglie som-mano a piü di 60. ed a piü di 90 i giar-dini privati; ma e popolatissima in rap-porto coi caseggiati. Ora questa distin-zione, meramente topografica, non e puntoconosciuta nell’uso.

E invece ammessa la distinzione am-ministrativa fra il Comune interno, ossia1’ ambito della cittä compresa entro il girode’ suoi bastioni, e il Comune esterno, os-siano i Corpi Santi, cioe i sobborghi fuoridelle porte. (Y. Corpi Santi).

Il naviglio che circonda interiormente lacittä fu fatto scavare da Lodovico il Moro nel 4495; e navigabile; le pendenzedell’aquasono regolate da sei conehe , da moto atre inulini, si passa sopra diciotto pontidi pietra, ed uno di ferro assai eleganteornato di Sirene e di bassirilievi (V.Dongo ).

Ha tre altri navigli esterni, tutti delparo navigabili e che servono ugualmenteall’ irrigazione ed alle comunicazioni com-merciali, II piü antico e il Naviglio Grandecominciato nel 4179 e terminato un secolodopo : procede dal Ticino . L’ altro ü laMartesana cominciato nel 4457 e termi-nato tre anni dopo: le sue aque derivanodall’Adda. L’ultimo e il Naviglio Nuovo ,lavoro di molti secoli perche intrapresoed interrotto varie volte e terminato sol-tnnto nel 4849. Parte dalla Darsena diPorta Ticinese ove confluiscono il NaviglioGrande e la Martesana, non che il fiumi-cello Olona, e dirigendosi verso Pavia vaa gettarsi nel Ticino un po’ al disopradelle sue foci nel Po . (V. Navigli.)

Altre aque che passano per Milano , sono1’Olona , il Seveso , il Nirone, fiumicellidi poca importanza, la Yetra, l’Aqua

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Iunga, e il Naviglio-morto, che sono piütosto scoli che liumi. Le loro aque di-stribuite in una rete di numerosi canalisotterranei attraversano la cittä in varisensi, servono allo spurgo delle case, delleaque piovane e delle nevi, indi uscendodalla cittä irrigano la campagna ove siperdono assottigliati in piccoli canali.

La superficie censuaria della cittä e diperticlie 42,429, delle quali 6680 almenosono occupate da caseggiati. Vi sono :

Corsi, corsie e stradoni .... 20

Contrade.204

Strade (con caseggiati da una solaparte, ma di cui alcune al pre-sente le hanno da ambidue) , 40

Vicoli e strette (contradelle an-

guste). 99

Piazze. 64

Borglii. 24

Ponti. 49

Ortaglie, alcune anco vignate . . 63

Giardini. 92

Le case erano:

Nel 4824. 4909

» 4837 . 4723

Questa diminuzione procede da ciö chemolte furono demolite per ridurre a ret-tifilo le contrade, altre piccole e vecchiefurono atterrate, ed indi rieostrutte anuovo, di due o di tre facendone unasola, assai piü vasta che non erano tuttequelle insieme. Nel decennio precedenteil 4837 le case demolite per allargar le

contrade furono. 56

Le case rifabricate di nuovo , . 787

Di maniera che sebbene le case numeri-camente siano diminuite, le abitazioni sisono assaissimo aumentate.

Quindi Milano quantunque sia una frale piü antiche cittä della Lombardia , di-strutta e rifatta tante volte, conserva po-chissimi avanzi delle sue antichitä; e talquäle e al presente si puö anzi conside-rarla come una cittä moderna, Infatti sonotante le innovazioni subite in questi Ultimitempi da farla quasi non piü riconoscerea chi l’avesse veduta un mezzo secolo faod anehe da soü trent’anni: a tal che laparticolarizzata descrizione che ne fece ilLnttuada ora e piü di un secolo, ricordaquasi una cittä di tutl’altri tempi. Soppresselecorporazioni religiöse, scomparvero ezian-dio non poehi di que’ sontuosi edifizi cheservivano di monastico asilo , o furonoconvertiti ad altro uso. Lo stesso dicasidi varie chiese. Le contrade, giä primastrette ed angolose , furono coll’atterra-mento di anche vasti caseggiati ampliate