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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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e tirate a filo; quartieri altrevolte umidi,sudici, malsani e quasi deserli hanno oraun aspetto civile e sono popolatissimi; inalcuni luoghi furono o coperti o asciugaticanali le cui aque semistagnanti o fetidenuocevano alla salute e tolte dalla vista lepiante che sulla loro sponda ne formavanoun selvatico ornamento; le contrade fu-rono selciate e lastricate con una sontuo-sitä ed una eleganza che ha poche pari;e da questo lato la pulitezza delle con-trade di Milano si lascia indietro di lungavia quella delle altre grandi capitali del-fEuropa Furono rifatti a nuovo vari pontisul naviglio; assaissimi edifizi publici eprivati furono ricostrutti di pianta, e visono anzi contrade intiere che seiiibranoappartenere ad una cittä fondata da pocotempo. In onta perö a taute utili innova-zioni manca aneoraun macello publico, unaampia dogana; un mercato cinto da portici,ove li ortolani, i fruttajuoli, e i contadini cherecano alla cittä leloroderratepossano met-tersi al coperto delle intemperie; un porti-cato vasto e comodo che serva di ritrovoai sensali ed ai foresi, che vengono a trat-tarvi i loro commerci: e i portici dipiazza de’ Mercanti che si vollero desli-nare a quest’ uso, non conseguirono loscopo per essere angusti. Manca infineuna piazza bella e regolare, ornata dimonumenti, e tanlo spaziosa da dovercorrispondere all’ estensione della cittä.Piazza Fontana, ornata di una bella fon-tana a getto con due Sirene in marmocarrarese, lavoro dello scultore GiuseppeFranchi, ■ e ancora troppo piccola ed hadi piü lo svantaggio dei volgari edifiziche da due lati la circondano. Ma alcunedi queste cose si potranno avere col tem-po, altre sono difitcili a conseguirsi, acagione della troppa spesa che richiede-rebbero , o della mancanza di spazio sucui bisognerebbe stabilirli.

In totale Milano e una fra le piü bellecittä d’Italia . Le contrade principali sonopassabilmente dritte, larghe, ben selciate,lastricate ai lati da bei marciapiedi, e nelmezzo da trottatoi. Le contrade lateralisono quasi sempre comode, ma in variluoghi, massime nel centro, sono streiteancora e si risentono dell' antica viziosacostruzione della cittä, Sono mantenuteovunque con molta pulitezza; ed appo-siti aquidotti raccolgono una parte delleimmondizie, come anco la neve che nelverno viene sbarazzata in poche ore, Duoleperö che non sia stato ancora posto adesecuzione il progetto di costruire luoghi

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destinati a spandervi aqua e veder toitafinahnente la licenza d’ insudiciare quasiogni angolo: unica impolizia che si scorgain Milano , massime di bei mattino, avantiche siano spazzati quei luoghi. Di notteuna parte della cittä e illuminata con lam-pane a gas , e il rimanente ad olio; masi spera fra breve che tutta l’ illumina-zione della cittä sarä a gas. Fra le gran-di contrade primeggia il larghissimo edallegro corso di Porta Renza od Orientaleliancheggiato da eleganti case signorili, eche e uno de’ piü frequentati concorsi dipasseggio. Le case sono per lo piü gi-andie belle con un esteriore di buon gusto,comode all’interno, solidamente costruttedi qialtoni, e coperte di tegole. Hannogronde poco sporgenti onde lasciar piüaria e luce alle strade ed alle finestre, ele aque piovane raccolte in canali, indiin tubi incassati nel muro, vanno a per-dersi ne’ condotti sotterranei che attra-versano in tutti i sensi la cittä.

Vi sono undici porte: cioe,

4. Porta Renza (Lorenza) o portaOrientale, donde si esce sulla grande stra-da veneta che conduce a Bergamo, Bre-scia e Verona . Malgrado il nome, essa none esposta al levante, ma sta precisamente agreco o tramontana-levante. 11 forestiereche viene da questa parte, un miglio pri-ma di arrivare alla cittä ineomincia apercorrere un ampio e maestoso stradonefiancheggiato da superbi viali di pioppi( V. Loreto ); indi entrando la porta epercorrendo il magnifico suo corso, la cittäse gli presenta sotto un aspetto il piü se-ducente. — L’aatica porta era stata fabri-cata sopra un disegno del celebre Pier-marini ; ma rimasta incompiuta, nel 1827fu adottato il progetto di rifabriearla anuovo, e il disegno essendo stato messoal concorso, ebbe la preferenza quellodell’architetto bresciano Vantini. Un di-segno assai piü sontuoso era stato pre-sentato dal celebre architetto marcheseG’agnola, ma fu forza abbandonarlo stantel’eccessiva spesa. Un modelio di questodisegno, in bronzo dorato, fatto fondereespressamente dal signor Pecis, sta nelMuseo dell’Ambrosiana. La porta attualecomponesi di due eguali edifizi quadratiornati di bassi-rilievi e di otto statue inmarmo. Le due, rappresentanti la Con-cordia e la Giustizia, che guardano lacittä, sono del cavalierePompeo Marchesi;le due altre dello stesso lato rappresentantil’Eternitä e la Fedeltä sono del Monti diRavenna , Delle quattro statue laterali,