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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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dall’ Appiani. Del Fontana e la statua dellaVergine, le colonne laminate di argento,e le porte di b.'onzo della balaustra, Delmedesimo Fontana e la statua di san Gio-vanni evangelista; le altre intorno all’ al-tare , come anche 1’ Adaino ed Eva cheadornano la facciata, sono del Lorenzi.

San Maurizio detto il Monastero Mag-giore sul corso di porta Yercellina, e sanNazaro sul corso di porta Romana sonodi antichissima data: la prima vuolsi erettasopra un tempio a Giove , ed era moltoceiebre il suo monastero di monaehe;1’ altra si fa salire al 322. Fra i vari se-polcri di quest’ultima evvi quello del fa-moso Gian Giacomo Trivulzio maresciallodi Francia, sopranominato Magno.

Ugualmente antica 6 la chiesa di sanSimpliciano, che vuolsi fondata da San-t’ Ambrogio , ma di recente fu interamenterimodernata.

Elegantissima e forse anco troppo riccadi ornamenti , e la facciata di san Paolo(presso sant’ Eufemia), costrutta nel -1434sul disegno di G. B. Crespi pittore ed ar-chitetto. Notabile pel buono Stile e perla sua fonna circolare sormontata da unacupola elegante , ü pur la chiesa di sanSebastiano fatta erigere da san Carlo Bor-romeo nel 4576 per soddisfare ad un votoche i Milanesi fecero durante la peste. IIvölto fu modernamente dipinto da Ago-stino Comerio.

San Stefano maggiore esisteva giä nel IVsecolo, e portava il nome di san Zaccaria;distrutta da un incendio nel 4675, fu indiricostrutta per ordine dell’ arcivescovo Ot-tone Visconti sul disegno di Aurelio Trezzi;fu poi ristaurata e perfezionata dal cardi-nale Federico Borromeo nel 4596, che ladedicö al Protomartire . Nel mezzo dellagran nave scorgesi un’ apertura ove pre-tendesi ehe scorresse il sangue dei mar-tiri Diodoro e compagni che patirono sottoI’imperatore Valeriano . Fu in questa chiesache Galeazzo Maria Sforza duca di Milano fu assassinato dai congiurati Visconti ,Olgiati e Lampugnani.

A canto a questa basilica evvi la cap-pella di san Bernardino, ove con ordinesimmetrico sono disposte molte ossa uma-ne, Vuolsi che siano le ossa de’ Milanesiuccisi dai Goti quando la cittä fu da loropresa e distrutta nel 539; ma e piü ve-rosimile che siano quelle ivi trasportatedall’ ospitale di san Giobbe, che qui esi-steva altre volte.

Piccola ma elegante e la chiesa di sanTomaso in Terra Mala, Grande, maestosa,

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sormontata da una bella cupola, ma noncorretta nello Stile in ciascuna sua partee quella di san Vittore al Corpo, con qua-dri ed affreschi del Procaccino: i bassiri-Iievi del coro, degni di attenzione, sonodi certo frate Alfonso fiorito nel secolo XVI.

Un magnifico tempio, a foggia di ar-dita rotonda, si sta ora erigendo a SanCarlo Borromeo , presso la chiesa di SantaMaria de’Servi destinata ad essere demo-lita. Fu intrapresa dal curato GiacintoAmati, col disegno dell’ architetto Carlosno fratello e meree le pie contribuzionide’ cittadini. La prima pietra fu gettata il29 dicembre 4838 ed ora (marzo 4847)si e giä alla costruzione del Campanile,per cui si spera in breve di vederlo ter-minato. Essa e una tra le piü grandi ro-tonde d’Italia , come rilevasi dal seguenteprospetto:

Altezza dal Diametropavimento della tazza

San Francesco di Paola InlernoEsterno

a Napoli . . piedi 485 444 446Panteon di Agrippa a

Roma .» 437 432 466

Battistero a Pisa . » 457 94 402

Rotonda di Canova a

Possagno ...» 85 86 442

Gran Madre di Dio aTorino . ...» 95 65 92

San Carlo Borromeo

a Milano , . . . » 440 99 422

Vi sono varie altre chiese, piü o menorimarcabili o per pregio architettonico oper dipinti che ne decorano l’interiore.

Indarno si cercherebbero in Milano isontuosi e giganteschi, ma spesse voltesolitari palazzi marmorn che si ammi-rano a Genova, Venezia, Firenze, Roma ,ed in altre cospicue cittä d’ Italia. I Mi-lanesi cosi passati, come presenti, nelleloro abitazioni cercarono piü la como-ditä che il lusso: e questo carattere ri-sulta in quasi tutti gli anche grandi edifizidestinati a quesfuso.

Fra i principali distinguesi il palazzoreale o la corte, che per altro non cor-risponde ne al suo nome, ne alla sua de-stinazione. Bastantemente vasto per unpalazzo privato, non lo e egualmentetrattandosi di una reggia e manca ezian-dio di un’ ampia piazza e di giardini. Fitcostrutto nel 4772 dall’architetto Pierma-rini sull’antico palazzo ducale de’Yisconti;la facciata e semplice e di ordine jonicojl’interno e assai bene scompartito, e son-tuosamente risplende per gl’insigni dipintidell’ Appiani, continuati da’ suoi allievi f