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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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celebri Francesco Hayez e Pelagio Palagi .Vi sono oltresi superbi medaglioni di Mar-tino Knoller e di Giuliano Traballesi ,stucchi di Giocondo Albertolli ed altri sifatti lavori.

Annessa al palazzo sta la cappella diCorte intitolata a San Gottardo : fu co-strutta nel secolo XIII per online diAzzo Visconti,,ristaurata ed abbeilita mo-dernamente. E celebre pel tragico lineche Giovan Maria Visconti duca di Milano ivi incontrö ai 48 maggio 4442 quandofu assassinato dai congiurati, Ha un belloed alto Campanile, in cima a cui evvi annngelo di rame dorato che gira a seeondade’venti. Sn di esso fu colloeato il prirnoorologio che in Milano battesse le ore,onde la sottoposta via ritiene ancora ilnome di contrada delle ore.

Piccola ma elegante, tutta magnificenzae buon gusto, e deliziosa anche pe’ suoigiardini, e 1’ I. R. Villa altre volte VillaBonaparte, in vicinanza de’Giardini pub-blici. Fu costrutta nel 4790 quasi perincanto dall’architetto viennese Luigi Pol-lack, per ordine del generale conte LuigiBelgiojoso: fu indi posseduta da Bonaparte ,dal principe Beauharnais , dal marescialloBellegarde, e serve al presente di villeg-giatura alla famiglia vice-reale,

Nel numero de’regi palazzi si puö col-locare quello del Marino. Trae il suonome dal celebre genovese Tommaso Ma-rino, che venuto a Milano nel 4525 di-venne appaltatore delle publiche renditedel ducato di Milano , e con questo si ar-ricchi immensamente, Pari alle sue ric-chezze volle avere un palazzo che fu ideatoed eseguito dall’architetto Galeazzo Alessi nel 4555: doveva essere quadrato, edisolato da ogni parte, con una gran portaa ciascuno dei lati. Ma il Marini, secondoalcuni, essendo stato accusato di aver uc-cisa per gelosia la propria moglie nellasua villa di Gaggiano, secondo altri perdebiti verso il fisco, ebbe i suoi beni con-fiscati, e cosi quel palazzo rimase incom-piuto. Ora serve di dogana e di uffizio alTesoro della finanza; ma evvi anche unappartamento vicereale, abitato da SuaAltezza soltanto nelle straordinarie occa-sioni, che per concorso di molti grandiprincipi in Milano , ei dovesse cedere adalctino de’ medesimi i suoi appartamentinel Palazzo reale e nella Villa.

Il palazzo di Governo e un beH’edifiziogiä appartenuto ad un Diotti che ne fuanche l’architetto. La facciata fu abbeilitadi recente; il cortile e vasto e circondato

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da portici sostenuti da eolonne. Vi sonovasti e comodi appartamenti, pei vari di-casteri governativi e per 1’ sbitazione delgovernatore ed una sala decorata dal pen-nello di Appiani.

L’Arcivescovato , e un palazzo che iVisconti donarono agli arcivescovi; e chel’arcivescovo Arcimboldi sul finire del se-colo XV fece ristaurare. Contiene duecortili, di cui il piü grande e di buongusto, e fu eretto sul disegno del Pelle-grini, autore anche della facciata, che piütardi fu terminata dal Piermarini, Ancheil palazzo e distinto in due parli: nellaprincipale risiede l’arcivescovo, serve l’al-tra di abitazione al capitolo. Nella primaü notabile la cappella disegnata dal Pel-legrini e la galleria de’quadri che il Car-dinal Monti regalö agli arcivescovi e chefu accresciuta dal cardinale Pozzobonelli .Singolari, cosi per eleganza che pel rne-rito della difiicoltä vinta, sono le scuderie,a tre piani e di forma decagona, costruttedal Pellegrini. Il terzo piano serve di fe-nile e i due piiini ai cavalli. San CarloBorromeo stimava tanto questo piccoloedifizio, che stava per consecrarlo ad unuso piü nobile. In totale questo palazzoha sommo bisogno di ristauri, e dicesiche possano aver luogo in breve.

Il palazzo della Contabiiitä fu ideatoda Carlo Borromeo , ed eseguito dal car-dinale Federico suo nipote col disegnodel celebre Fabio Mangone . Fu destinatoad uso di un seminario cattolico per liSvizzeri , e da ciö ebbe il nome di col-Iegio Elvetico- Il seminario essendo statosoppresso da Giuseppe II , il locale caddein potere del fisco. Sotto il regno d’Italia servi alle adunanze del Senato , ed e ora1’ ulficio della Contabiiitä generale dellaLombardia . Il Collegio Elvetico ripristi-nato alcuni anni sono, fu posto in un altrolocale a Porta Nuova ov’eravi giä un semi-nario fondato da San Carlo. L’interno diquel palazzo e di uno Stile puro ed ele-gante al sommo: i due cortili possonoservir di modello: ma la facciata di unadata posteriore e dovuta al Richini cheavrebbe potuto far meglio.

Il Broletto o Palazzo Municipale, e piünotabile per la sua storia che per la suanrchitetturaj perche fu giä residenza delduca Filippo Maria Visconti , che poi lodonö al celebre conte di Carmagnola: ca-duto in disgrazia del duca, fu conliscato;e nel 4605 Filippo III re di Spagna nefece dono alla cittä. I vasti due suoi cor-tili servono al mercato dei grani, e i suoi