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vano troppo frequente trovarsi a colli-sione; e ii terzo stato, essendo troppodebole per eostituire una posizione neutrae bilaneiare H altri due, fu anzi costrettoa dividersi ed a parteggiare quando perl’uno quando per 1’ altro. Alla mancanzadi un potere moderatore, si cercö disupplire con una magistratura dittatorialedelta del Podestä, che durava un annoin cariea od anche solo sei mesi, ed acui per lo piü si eleggeva un forestiero. IIprinio podestä di Milano fu Uberto Vi-sconti di Piacenza chiamato nel 4186, Cosifra le inquietudini de’ partiti alternaronoora i consoli, ora i podestä, variando ilnumero cosi degli uni e degli altri, anorina delle dillidenze reciproche e dellepassioni onde si travagliavano i partiti,A intorbidare vieppiü la materia si ag-giunsero li eretici. La storia ne ricordasedici sette delle quuli, come se ne ignora1’ origine, cosi anco sono oscuri i dogmi.ln generale perö sernbra, che tranne al-cuni visionari, fossero associazioni di mi-stici, che mediante ulcune pratiehe specialipretendevano ad una migliore perfezione,V. Bagnolo. Che ehe ne sia, l’arcivescovoEnrico Settala ( 4213-1230 ), il podestäOldrado da Tresseno (4233), ma princi-pahnente 1’ inquisitore frä Pietro di Ve-rona , si distinsero nel perseguitare lavera o supposta eresia: le persone si ar~devano, i beni si confiscavano, le case siatterravano. Ma i settari o i loro parti-giani essendo numerosi, ne successeroreazioni non meno violenti: 1’arcivescovofu esiliato , 1’ inquisitore fu assassinato.(V. Barlassina ). Ma l’eresia era cosi maldefinita che la fainosa Guglielmina ebbein prima onori da santa da quelli stessiche poi la condannarono. (V. Chiaraval-le), E perö notabile che in mezzo a talidisordini, non si ommettessero le cosebuone: fu incominciato il naviglio di Ab-biategrasso; fu pure scavato il canale chia-mato allora l’Adda nuova ed al presentela Muzza; furono costrutti i sontuosi e-difizi di Piazza de’Mercanti; furono com-pilati con miglior ordine li statuti mu-nicipali.
In mezzo a questi avvenimenti fu in-coronato imperatore (nel 4220) Federico IIdi Svevia, nipote di Federico Barbarossa ;e com’ egli era erede de’ sentimenti del-1’ avo, cosi i Lombardi concepirono con-tro di lui la stessa avversione, ricusaronodi presentarsi alla dieta di Cremona erinovarono la lega. I Milanesi andaronopiü oltre, prestando ajuti ad Enrico di
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lui figlio che si era ribellato, Quindi laguerra ricominciö nel 4237: i Milanesisulla iin di novembre di quell’ anno furonosconfitti a Corte-nuova (V. l’art,), e liavanzi del loro esercito diflicihnente sisarebbero salvati senza li aiuti di Paganodella Torre signore della Val Sassina, Matenue frutto colse 1’ imperatore dellasua vittoria: poco dopo fu scomunicato daGregorio IX , e nel 4239 fu prima bat-tuto dai Milanesi a Camporgnano, poicompletamente sconlitto a Casorate . Un’al-tra potente sconfitta toccö al re Enzo suofiglio nel 4245, che rimase anco prigione(V. Gorgonzola). Questa battaglia fu de-cisiva: Federico trattö la restituzione disuo figlio, ne piü s’impacciö de’Milanesi,Finita la guerra esterna, ricominciaronole diseordie intestine. Giä nel 4220 1’ar-civescovo Enrico Settala venuto in dis-cordia colla Credenza delle arti fu dalpodestä Ainireo Sacchi di Lodi banditocoi nobili suoi partigiani : dal che nevenne una guerra eivile fra nobili e po-polo durata vari anni. Ora il popolo, sem-pre difildenle de’nobili, e memore dei be-nefici ricevuti da Pagano della Torre , loeiesse a suo podestä nel 4240 : egli moria’ 6 gennaio deil’ anno seguente. Suo ni-pote Martino gli succedette nel protettoratopopolare e nel 4247 gli fu dato il titolodi Anziano della Credenza, Mancando unsistema regolare di percezione, le finanzedella republica erano sempre in cattivosesto. I nobiii non pagavano,il clero nep-pure; il dazio delle mercanzie andava aprofitto della comunitä de’ mercanti cheaveva per obbligo di eonservare le strade:le regalie o erano abolite, o passate aprofitto de’privati: a tal che nella guerraantecedente, per trovar denari, si dovettedare a pegno un calice cavato dal tesorodi Monza (V. Albairate). Ne questo ba-stando, si pensö al ripiego di mettere incircolazione la carta; primo esempio nellastoria dell’ uso di si fatta moneta, Dopola pace convenne avvisare al rimedio diritirare questi valori fittizi; e malgrado1’ opposizione de’ nobili e del clero, 1’An-ziano della Credenza fece approvare edeseguire il primo cadastro (4248) ricor-dato nella storia milanese. Li Arabi loavevano portato in Egitto e nella Sicilia , everso il 4474 sotto il doge Vitale Faliero s’ introdusse anche dai Veneziani , Mer-ce il nuovo sistema , Milano dovevapagare i suoi debiti nel corso di otto an-ni. Nel 4257 il podestä Beno de Gozadinibolognese, coneepi il pensiero di prolun-