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garlo onde giovarsene per terminare iluaviglio di Abbiategrasso e condurlo finoa Milano , Questo progetto tornava a granbeneflzio dell’ agricoltura, e fu anche ese-guito in pochi mesi, Oldrado da Tressenoper aver fatto abbruciare gli erelici ebbeuna statua; ma il Gozadini per aver pro-mossa un’opera di utilitä publica, fu ac-cusato di estorsioni, di avanie, i contri-buenti concitarono la plebe contro di lui,che lo massacrö e Io gettö in quello stessocanale da lui fatlo scavare, e che accre-sceva la ricchezza de’ suoi assassini,
La republica di Milano mancando diuna costituzione che garentisse a ciascunoi propri diritti, la lotta tra le fazioni eracontinua, era sempre accompagnata daviolenze, e la legge stava nel piu forte.Il bisogno di un moderatore facendosisempre piü sentire, si andava ripetendoil cattivo rimedio di conferire di volta involta il potere dittatoriale ad un solo eper un tempo prefisso, Tale nel 1240fu Pagano della Torre, e nel 1247 Mar-tino suo figlioj nel 1253 Manfredo Lan-cia marchese d’Incisa fu creato signoreper tre annij indi per cinque anni ilmarchese Oberto Pelavicino . Cosi il po-polo si andava avvezzando al dominio diun solo. Il Pelavicino travagliato dall’in-quisizione , bandi l’inquisitore; spaventatoda una moltitudine di flagellanti che siavanzavano alla volta di Milano , li allon-tanö facendo piantare lungo la strada sei-cento forche, Ma quantunque ei fasse pertitolo e carica signore di Milano , perö ilvero signore era Martino della Torre ilquäle dirigeva tutto a sua posta, e fer-vendo piü che mai la discordia fra nobilie popolo, l’ arcivescovo Leone da Peregoavendo preso parle per quelli, nel 1256fu bandito insieme col capitolo degli Or-dinari ed i nobili, Questa grave discordiafu poi terminata nel 1259 colla famosa pacedi Sant’ Ambrogio che stabili una paritädi diritti in ciascuno. Ma quasi Milano do-vesse essere un campo di dissensioni ine-sauribili, appena composta questa faccendacominciarono immediatamente le famosegare fra i Torriani ed i Visconti, che fi-nirono a vantaggio di questi Ultimi.
I Visconti, come lo indica il loro norne,appartenevano alla nobiltä del secondoordine, e fino a quest’epoca non avevanomai fatto alcuna importante figura; nonpotendosi dire che tutti i Visconti prece-denti appartenessero a questa famiglia ,come non si puö dire che tutti i Viscontiprescnti siano dalla nvedesima discesi.
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Morto 1’ arcivescovo Leone da Perego,secondo 1’ opinione comune nel 1257 (V.Legnano ) (o nel 1263 secondo il Sassi),papa Urbano IV, di sua autoritä, eiessel’arcidiacono milanese Ottone Visconti chetrovavasi in Roma . Il fatto era nuovo,perche 1’ elezione fino allorn aveva appar-tenuto agli ordinari; e quindi fu malsentito da tutti, ma principalmente da Mar-tino della Torre, che vedeva perciö esclusosuo zio Raimondo liglio di Pagano. Mar-tino fece sequestrare le rendite dell’arci-vescovato, e il papa sottopose Milano al-1’ intei'detto. Ma come i Torriani eranosostenuti dal popolo, cosi Ottone si misealla testa de’ nobili esuli o perseguitati. Sivenne alla sorte dell’armi: la battaglia diArona (4263) non fu felice all’arcivescovo,che dovelte errare qua e lä per 15 anni,senza mai perdere la speranza, per quautola fortuna gli si mostrasse contraria.
A Martino della Torre, cessato di viverenel 1263, succedette Filippo suo fratello,che essendo morto quasi subito (1235), la-sciö erede della potenza INapo o Napoleonefiglio di Pagano. Ei possedeva tuttc le qua-litö per bene assodare la grandezza , giätanto inollrata, della sua famiglia : corag-gio, scaltritudine, affabilitä , ricchezze ,munificenza, aura popolare, e fu in fattiper piü anni potentissimo in tutta la Lom-bardia , ed estese la sua influenza assailungi nell’ Italia . Ma le prosperitä gli gon-liarono 1’ orgoglio , e fra i molti suoifalli nel 1273 commise anco quello difarsi dare dalfimperatore Ridolfo d’Abs-burgo il titolo di vicario imperiale : ilquäl titolo tornö funesto a lui, come unpo’ piü tardi tornö funesto ai Bonacolsidi Mantova . Il popolo cominciö ad avve-dersi che l’autoritä non voleva piü rico-noscerla da lui, e che anzi mirava a farsisuo signore ; e le successive sue crudeltäcon molti de’ nobili contribuirono ad ac-crescergli il nnmero de’ nernici. Vercelli ,Novara e Pavia presero le parti di Ot-tone Visconti , che ciö nondimeno fu scon-fitto in varie riprese. Finalmente Como li apri le porte , e di li a poco la bat-taglia di Desio ( la notte tra il 20 e 21gennaio 1277) partori la totale rovina deiTorriani. IVapoleone caduto prigioniero ,fu mandato nel castel Baradello, chiusoin una gabbia, e trattato tanto duramente,che giacendo fra le immondizie, dispera-tamente si spaccö la testa da se medesimoa’16 agosto 1278. Il trattamento a cuisoggiaque fu crudele: ma non meno atrocifurono i Torriani avverso i nobili: e72