VAL
ghiltcrra, ma anche buona paite dellaSvizzera , giä irrompeva in Itulia ; percui i persecutori e i perseguitali mollevo!te ritiravansi ne’casolari o ne’villaggi,disseminati qua e ln negli nlti ed inocees-sibiü monti della Val Tellina, fino n chenuove persecnzioni non li rimovessero.
Cominciamo daiVantica sua storia:
Gli storici Latini conoscevano ia ValTellina sotto il nome di Volturenna, cosidenominata da una citiä che esisteva versol’cslremo del lago di Corno, precisainenteove comincia la Val Tellina- ma coll’an-dar del tcmpo prcse un allro nome, conieavvenne a varie altre citiä e nazioni, e perdiverse cause ora palesi ora celate, cosisi denominö Val Tellina da un bnvgo eheesi.-te nclla valle, chiamato Teglio , il quälene’tempi rcinoti cra eospicuo, ricco e po-polalo.
Opinano gli slorici che questa valle fosseanticamente orcupata dngli Etrusehi, iquali maestri di ineivilimento, lo traspor-tarono fino neile alpi Retiche; jioi fu inpreda ai Galli , che da Belloveso condol li,si fermarono nellTtalia del [Vord, la quälepoi chiamarono Gallia Cisalpino, e le loroconquiste portarono fino al confine dolleAlpi Retiche .
1 Valtellinesi in sidle prime fecero re-sislenza conlro i Galli , c per alcun poco,segnatamente dalle parti del lago di Como ,li frenaronoj ma loro non nrrise la sol le.Intanto innalzavansi a potenza i Romaniche spggiogarono i Galli, e sotto Augusto estcndevano giä le loro conquiste e co-lonie in tutlo il mondo.
I Valtellinesi fieri e indomiti per amoredi lihertä, unitisi cogii allri popoli dellaRezia , e con quclli di Val Camonica eVal Trompia , si difendevano contro ildominio romano; ma vinse la forza, e v isoggiacquero; e lutti que’popoli alpin; fu-rono ridotti in provincie, munitc di ca-stella e di presirij romani, che servironodi haluardo alle nuove incursioni barba-liche, giä proroinpenti nell’impero, • chebentosto il dovcnno abbattere, vincere edistruggere.
GTiinperatori dellero non solo ai Val-tellinesi, ma a tutti i popoli circonvicini,il nome di lieti ; e ridotti li in legioni,quelli che polevano portare le armi, se-guivano il volere e la fortunn de’ Cesariuelle battaglie. (4)
{1) Non ci estendiamo piu a lungo inlorno all’ori-gine de’popoli della tal Tellina, conie pure alle par-licolari guerre degli Etrusehi coi llalli e coi Romani,impcroeclie non essendovi docuiucnlo certo da trac-
VAL 1)13
Cosi domata la Val Tellina, godevanoi talligiani di quellu libertä che le al-Ire provincie.
Mentre i Romani soggiogavano il mondo,il cristianesimo, quantunque perseguitato,si estendeva neile provincie laline, e coiprincipj di amore e di caritä di cui siservivano i suoi Apostoii, faceva abbrac-ciare la nuova reiigione da pressoche ipopoli tutti.
Il priino ad iniziare i Valtellinesi nei-1’ Evangelio fu S. Ermagora, l’anno 58di Cristot succedulo da S. Siro, e quivii Cristiani vivevansi in tranquiliilä e paee,perehe lontani dai eenlri delle persecu-zioni. E S. Ennodio, vescovo di Pavia ,dopo aver accreditata la valle coi titolodi Cristiana e buona , dice anche che inquell’ epoca era una delle piü feiici edamene fra que’dintorni.
IVel 470, caduto 1’ impero d’ Occidente,ed infestando 1’ Italia i Vandaü, i Goti ei Longobardi , i Valtellinesi non n’ebberoa soffrire molti disustri, poiche la posi-zione montuosa di questa valle, non nl-letlava l’aviditä di que’popoli. Ma nel 002regnando Agilulfo, quarto re de’Longo-bardi , cominciö ad assediare la citiä diVolturenna. Era questa citiä assai forte ebell omnita, e vi scorreva una fossa na-vigabile fino a Delebio . Ne sola questafortezzu fronteggiava la Val Teliina, macon essa anche 1’ isola Comacina, situataalla metä del Lari-o, e che serviva di an-temurale a Volturenna. L’isola di Comn-Cina , dopo sei mesi d'nssedio, endde (591))sotto n Tnuri, re de’Loligobardi.
Rolta nel suo anleinurale Voliureniia,Agilulfo rivolse le sue armi contro que-sta fortezza. « Allo strepito di una talmossa, (dice il Lavizari) gettossi nellapiazza un grosso di Valtellini in rinforzode! debole ordinario presidio, che forsedTmperiali eostiluivasi; e lusingavansi in-coraggiti a soslenere l’assedio per soste-nere tultavia in quel posto la patria loro.Nel 001, solto vi si presentö l’agguerritonemieo e ciiiamarne la resa; ma obbli-gato d’impegnarvi la forza, con tal furiapromosse gli assalti, che disperati i difen-
ciarne un completo racconto, non varrebbe il fanta-sticare nelle favolose traduioni de’ buoni cronisti, iquali mal interprelando alcune anlichitk, scrisseromollissime dissertazioni solo proprio al trattenimentodi poveri e troppo creduli intelletti.
Se il lettore uesiderasse piü ampie noliz'e su taleargotnento, legga le seguenti opere: Qüadrio, Dis-sertazioni storico-cril-ichc sulla Fa/ Tellina, 3 vo-lumi iu-4.° — Layizarl, Slorta della Val Tellina| libro l. — Biccellinub, Rhaetia sacra.