Band 
[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
Seite
916
JPEG-Download
 

9-Iß VAL

sori (ii sostcnersi nila lunga, ne piü fi-dando ne’deboli e lontani soccorsi dell’ab-battnto esarca, la piazza arrescro a’Lon-gobardi vincitori, Irritato Agilulfo del-l’ardita difesa volle distrutto il luogo daifondamenti. Ne mai piü risorse, cospirandoda]>poi conlro de’miseri avanzi nnche leinnonduzioni dell’Adda, che scorrendo al-lora piü alta ai pic dei monti che fian-eheggiano alla destra 1’imboccatura dellaVal Teliina. indi a poco a poco guada-gnando quella pianura, ove impaludn, ap-pcna ne lascia conoscere qualche reliquiaa'piü curiosi per gloria aloieno d’ essereslata. Ed anche tali vestigia oramai saräduopo credcrli piuttosto agli altrni alte-stati che all’occhio proprio. Sino a’tempivicini a noi rilenne il nome del borgo,che sopra d’essa stendevasi a quella fossa,che navigabile, portava giä a Delebio .Nelle preminenze ecclesiastiche sottentröSorico, crede iusieme del piano ove giac-qtie l’infclice cittä. »

Per tal modo fu distrutbn Volfurenna, ei Longobardi entrando nella valle, nssog-gettarono i suoi valligiani al propriodominio, che durö fmo al 77 1 ; nellaqnal epoca Carlo Magno vinto Desidciio,colle sue vittoriose anni, fugö i superslitidi que'barbari che dicdero il nome allaLombardin.

Fu soggetta adunque la Val Teliina alnuovo imperio , e mono Carlo Magno ,parteggiava ora per questo, ora per quelloimperatore, che si disputavano I« spogliedel regno. Ebbe Carlo Magno a successoriprincipi deboli di menle e di braccio, in-trigant! e senza fede , coi quali , fra di-verse rivolnzioni e scoinpigli di Stati edisnstri pe’ popoli, pervennesi alla menoinfelice epoca del 4003.

In quest’epoca Enrico I , detto il Santo,passnndo pe’monti di S. Gottardo e diS. Bernardino, venne in Ilalia a battersicontro Arduino. Molto di bene fece nel-la Lombardia e regnlö al vescovo , diComo , Everardo , la mclä di lutta laVal Teliina. Morto Arduino, ultimo reitaliano , cadde T impero sotto il dominiode’principi tedesehi. La Val Teliina ser-viva allora di passaggio nelle loro calatein Italia , e Corrado imperatore, nel 4026,con la i'egina e gran corteo di principi,altraversö questa valle e pomposamentevenne dal Pontefice rontano, salutato inComo .

Per la lontananza degli Imperatori ale-manni, diversi popoli del Nord dell’Italia ,scossero il giogo imperiale, e presero formadi governo repubblicano,

VAL

La Val Teliina segui la stessa sorte, eforse avrebbesi potuto questo reggimentoproseguire per molto tempo, se le gelo-sie municipali non avessero cominciatoad avvelcnare qualsiasi istituzione.

I Milanesi, losto che leraronsi dal collol’autorilä imperiale, andarono alla voltadi Como , e facendo scempio ne’dintorni,posero l’assedio a quella cittä. I Coma-schi lo sostennero per dieci anni, il quäleassedio di si lunga durata, sarebbe tenutoper favola, se testimonj oculari e di fede,non I’ avessero registrato. I Valtellinesi,guidati da Adelrano Quadrio, uno de’prin-cipali della valle ajutarono con vettova-glie i Comaschi (1125).

Ma tanta era la ferocia e l’accanimentoche i Milanesi posero in questa guerra,che nel 1127, Como fu in loro potere.La cittä fu distrulta, e gli abitanti sparsiper quelle vallate; molti si rifuggirononella Val Teliina. Non godettero i Mila-nesi molto questo bottino. Fedeiico loSvevo venne in Italia nel 4154, vi slabiiirimperiale autoritä, e misevi de’podestaoltramontani; sollevö i Comaschi, i qualiebbero molti privilegi. La Val Teliina,ftera ddla stia indipendenza, rißutossi aconoscere l’autoritä imperiale,

Federico, per suo decreto, ordinö chei Valtellinesi prestassero all’ imperatorein mano de’Comaschi il giuramento difedeltä; ma in questo frammezzo di tempo,fattasi la lega, detta Loinbarda, fra leprincipali cittä di Lombardia , cacciaronoi’imperatore, che fu costretto n fuggirsinelle Germanie (1176).

Nel 4196 i Valtellinesi , non volendorinoscere 1’autoritä de’Comaschi, ven-nero alle armi, e Bormio soprattutto,sostenne rineontro della soldatesca Coina-sca, Nel 4205, rinnovossi uncora la guerratra i Bormiesi e quelli di Como , i qualivincitori, loro imposero i seguenti capi-loli;

« Che ciascun anno i Bormiesi pagos-« scro a’Comasclii L. 50 imperiali; non« potessero für lega con altro luogo o« cittä, n& ammettere persona alcutia della« giurisdizione de’ Comaschi, nel borgo« loro senza consenso particolare della« comunitä di Como . AH’arbitrio de’Co-« maschi consegnassero la torre di Serra-« valle, ed il eastello del borgo. Smantel-« lassero le opere alzate a Bagni,ne in luo-« go alcuno fosse loro lecito erger fortezze*.« Ogni cinque anni avessero dugento per-a sone, delle principali del borgo, a giu-| « rare i presenti capitoli in mano deia deputati comaschi, e fosscro tenuti in