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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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« perpetuo a riceverc il podestä, quäl« fosse piaciuto ul capo de’ Comaschi. »Taü capitoli vennero giurati, oltre dai de-putati del contado, da quasi tutti gliubitutoii del borgo, e parte della ValteUinareslö in tal modo soggctta alla giurisdi-zione di Gomn.

INel -1220 furonvi differenze tra il ve-scovo di Como e qitello di Coira intornoai coiifmi deM’uno e l’altro Vescovado.INel -1240, cominciö a grandeggiare in que-sta valle la famiglia di Venosta, la quäleollenuti varj privilegj nella valle, fu poiinvolta in tutti i trambusti che avvemierocoll’andare de’tempi. Le passioni guelfe eghibeliine, straziando l’Italia , ebbero ecoanche nella Val Tellina.

Le quali fazioni poi prcsero diversinorni dalle diverse famiglie che le segui-vano. A Como vi erano i Vittani e i Ru-seoni, i quali elessero a loro podestä, acagione di discordie, Corrado Venosta. Mai Vittani, volendo apporre un altro pode-stä at partito Ruscoui, chiamarono a lorosignore Filippo Torriani, rettore del po-polo Milanese. II Venosta si oppose ulcompelitore; ma Filippo Torriani avendocondotto seco Cinquecento fanti e gentid’armi, vinse Corrado Venosta; che venneprcso e posto nella gabbia del castello diPessano, e feee sterminio di tutti i par-tigiani dei Vittani. Venuto oltremodo inbaldanza Filippo Torriani, nel 4264 conpodcrose forz<> entrö nella Val Tellina einvesti il castello di Teglio . Sinanteilatanela fortezza per vitloria, fece giurare aiValtellini che mai darebbcro ricelto aisuoi nemici.

Corrado Venosta liberatosi dai cattivitrattamenti di Filippo Torriani fece pri-gione il vescovo che parteggiava pei DeilaTorre; ma questa famiglia giä incomin-ciava ad avere somma autoritä in Milano non solo, ma in Brescia , IVovara e Conto.A Filippo succedette nel comando Napo-leone Deila Torre, guerriero assai rino-mato, che radunato un esercito, forzöCorrado Venosta a rilasciare l’arciveseovoche tcneva catturato, e internandosi nellaVal Tellina, vi fece grandi prodezze divalore.

In queslo tempo accadde che nuave settereligiöse infestavano l’alta Lombardia , evieppiu predominavano i Catari, Pata-rini, Arnaldisti ed altri che spargendosinella Lombardia ; e segnatamente nellaVal Tellina, seininavano discordie di reli-gione.

Corrado Venosta, proteggendo in parte

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lc eresie di costoro, li spalieggiava di su apolenza, e per vendelta ghibei'.ina fece mar-torinre l’inquisitore di Como , FrancescoPagano da Lecco , pereile voleva colla suaautoritä frenare la licenza degli eretici.

Ritornata di nuovo la fazione Vittana,predominante nella Val Tellina, persegni-tnva la Ruscona, e per le continue lotteciviii, i Bormiesi scossero la dipendenzache giä da molti anni avcvano a’ Co-maschi.

A frenare tali lumuUi, scese in ItaiiaEnrico VII , che abbatte la potenza guelfa, e ipartiginni dellTmpcro distrussero il borgodi Sondrio , il quäle tcneva soprappiü delpartito del Papa, e si spedirono per laVal Tellina e contadi adjacenti alcuni vi-carj imperiaii, che acquelarono que’tnmui-tuosi terrazzoni.

Mentre queste cose nella valle accado-no, i Visconti , potente famiglia miia-nese; vincono i Della Torre, e l'arcivescovoOttone dopo aver fatto slrage de’suoi ne-mini a Desio , fa un solenne ingresso inMilano ; ma il cattivo governo deli’arcive-seovo e In erescente dominnzione di Mat-teo Visconti intimoriscono le cittä lom-barde; e i Torriani riprendono di nuovoil comando. Matteo Visconti fu costrettodi rifuginrsi n Nogarola, e Galeazzo fuggea Ferrara colla moglie.

Guido della Torre (4307) viene eleltocapitano perpeluo del popolo. Breve fu ilsuo dominio, perocche 1’ imperatore En-rico di Luxemburgo entra in Milano conMatteo Visconti nel 4340, e nell’anno se-gtiente, scopertasi una congiuru de’ Tor-riani contro i Visconti , vengono quelli as-salili nelle proprie case, e in parte mas-sacrati, e i loro averi dati al saccheggio edalla distruzione.

Cosi la famiglia Visconti ristabilissi nuo-vnmente in Lombardia , e Matteo vennefatto vicario imperiale, medinnte lo sborsodi quarnntamiia fiorini d’ oro. Crescendodi giorno in giorno la loro potenza, s’irn-possessnno nel 4335 di Como , poi esten-dono il loro dominio in tutta la Val Tel-lina. Allora questa valle fu relta con leggisimiglianti a quelle di Milano , e il go-verno civile andava di di in di miglio-rando, ed aveva a capo un governatoreclie chiamavasi capilaneo. I pretori peröe gli altri secondarj magistfotl, erano elettidagli nbitanti della vaiie. L’ amministra-zione della giustizia aveva sede in Trevi-sio, e quando trattavasi di cause impor-lanti facevasi appello al Senato milanese.Gii aggravj che pesavano sulla Val Tel-