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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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linn non oltrepassavano i Cinquecento ein-quantn fiorini d’oro.

Da qoestu ternpo fino a! 4434 Ja ValTeilina, ntl eeeezione di aicune giuridichedissensioiii da parte dal vescovo di Coirn,godetie pacc. Ma nel 1436 comincinndo adecadere ia famiglia Visconti , i Vaitelii-nesi cbhero nneora n soflrire Io strnziodella guerra. II ducn Filippo Maria Vi-sconti , tmnientando di potere, feee nasceregelosia soprattuUo ai Veneli pcl stto in-grandimento, 1 Veneti, i Fiorenlini, Al-fonso d’Aragona cd altri, fecero lega colVisconti, ed il Senato veneto, inviö imesercilo nel Valtellinese e neüa Val Ca-monica, il quäle mise a soqqnadro questevalli, die in hieve tenipo caddero sottoil doininio Veneto .

Si distinse ne’fatti d’ariui de’Veneti coiDucali, Stefano Quadrio di Ponte.

INel 1447, eslinta la successione de’Vi-sconti , e dopo breve repnbblien nel go-verno di Milano , venne innalzato al po-tere Francesco Sforza , e la Val Tellinadovette di nuovo riconoscere altro doini-natore,

I Grigioni, coine glä fu detlo, confinantin tramontana colla Val Tellina, comin-ciarono ad aver pretese su questa volle;ed a dirnostrare qttali ragioni ne addn-cessero colesti nnovi stranieri, servano leparole d’uno slorico nioderno:

« Si prelese che nel 1404 Mastino Vi-sconti, figlio di Bernabö, facesse ttn attodi donazione al vescovo Hart di Coira ,presso il quäle erasi rifnggiato, di tuttala Val Tellina, Poschiavo, Bormio , e Chiu-venna in ricompensn dell’asüo e de’ser-vigj prestatigli. Deplorano gli storici Val-tellini quest’atto, siccome In fonte del'eprime pretese de’Grigioni snl loro paese,e nsano varj argomenti a provarne la nul-litä. Noi non crediamo che i Grigioni ab-biano mai fatto di qitelia donazione, piüche del sognato lestamento di Carlo Ma-gno , un serio fondamenlo delle loro in\a-sioni. Le usnrpazioni amano annnantarsidi qualche onesta rngione a velare iasfrontnta loro brnttezza, e questa pote pa-rere buona a quei signori, i qttali in di-fetto di essa ne avrebbero mendicutn quai-che altra, in mancanza fattone benissimosenza, come sempre accade. Le invasion!Grigie incominciarono adunque quandopoterono, cioe al deciinare della forlnnadi Lodovico i! Moro, die cesse loro Po-scliiavo, chiuse la venuta in Val Tellina,ritifrancö i passi, e cinse Tirano di inu-ra. Per bisogno di denaro quel principe

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alFrancö ai comttni deüa vaüe 1’ annnocettso che pagavano aüa Camera dueale*per imperiali lire 40-3.212: ottimo mer-ento, se ne avessero avute quante altreba-tavano a farlo rispettare.

Cadnlo il Moto, venne la Ya! Tellinacol rimanente del Duculo milanese, in po-tere di Francia ; ma i popolani disgtistatidella prepotenza francese , ed amanti dinovitä, favorirono la cabita dei Grigioni ,sempre attenti a far valere la faniosa do-nnzione di Mastino. Per tnl modo il -13di apriie 1513 si stabil! un patto moltocquhoco tra Grigioni e VnlteUinesi, ehequosti voliero sempre rigttardnre come diaileanza, quelli come di sndditanza. Ec-co!o per chi fosse vago di darne giudizioommesse le inntili premesse:

4.° Quod Homines P'aWsleUintP, e.l Co-munilalis Tilli velint, et debeant DominiEpiscopo Curiensi, nt tribus Lighis per-prhtis lemporibus in omnibus ei singulisticitis et honestis purere, et obrdire.

2. ° Quod praliboli homines P'allistelli-nce, et CumUnilulis Tdii sint et esse de-beunt noslri, vide/icet Episcopi Curiensi,et omniutu triam liqarum chari, et fide-les confederati, et tales p er miniere, et protempore quo ncc.csse fueril ad die no-stras vocari, in conciliis nobise.um snlere,et consulere omne i<l quod eis videbitureommunilalibus, teeris, et honori, et uti-litnti esse.

3. “ Quod homines P'aUistidlinw, et Co-mniiitutis Tiiii gnudeant et utanlur eorumprioilegiis et antiipiis consueludiiiibiis sisattem fuerint dicio juramento latidabiles,et Deo consonce.

4. “ Quod prafatus Episcopu», et Lighcesint et isse debeant dictis hominibus, etComnnitatis niljulorio, et ennsilio ergoCcesaream iUajeslalem, et ducatum Medio *lani, aut alibi ubicumque eguerint qunte-ii us liberi fieri valeant a lotucis et snni-libus ul homines trium ligbarum.

5. ° Quod dicti homines leneantur si)i~qulis oiints dare et soloern domitio epi~scopo, et omnibus tribus Ligliis Renensesmille in promptis denariis persolvendisper quemlibet. seit quoslibet liabentes bonain dicht Dolle ad ralam bonorum sitorumexemptum et non exemptum.

Che ehe ne sia del signiiieato di questipatti e indubitato che l’unione fu in al-loro considerata come di semplice aileanza,non avendo per molto tempo esercitato iGrigioni neppore ttno di qnegli atti checostituiseono la sovranitn. Ma in progressodi tempo quella stessa oligarchin ehe nol