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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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loro paese medcsimo tiranneggiava le co-iimni grigione, volle tanlo piü tirunneg-giare tu Vul Tellina.

A poco a poco le principali cariche digovmnitore e podesla, alle qnali venivanochiaroati in prima solo i Vullellini, poiindistintumente Valiellini e Grigioni , perfavorire fors’anche di quei del paese, che,come accade : per domestiche gelosie po-spongono i proprj a'forestieri, vennerotutte in mani grigione, che ne fucevanoil piü strano abuso. Ogni liberlä fu cosi af-fatlo immomessa.La Diela Retapubblicavn,e vero, di quando in qnando quolche bnonprovvedimento; ma tollerando che le prin-cipali magistruture fossero venderecce, cheper denaro fossero acqnistale e per de-naro cedute, che cadesscro quindi in maniabbiellissime cd avurissiine, non si puo nmeno di tenere quei governo responsabiledegli enormi abusi che ne seguivano. »

Dopo il breve dominio de’Francesi nelducalo di Milano e neila Val Teilina, com-pare sulle sceno Gian Giacomo De Me-dici , il quäle pcl valore inilitare venne te-mito in somnin rinomanza a que’tempi.Egli non vedcndo eon lielo aniino !a pre-ponderanza de'Grigioni sullu Val Teilina,poseai a suu dil'esa, e molegtatidoli perogni parte, li bolteva ovunque ne riscon-trava le arinute. I Grigioni erano coadju-vuti dai Fruncesi, i quali quanuinqtie ri-cucciali dallTtaiia, rilornarono di nuovocon forti leve e poderosi esercili.

11 Duca di Milano , per sempre piü af-fezionarsi Gian Giacomo, diedegli il per-petuo governo di Musso, del lago di Gomoe dellu Val Sussina, ed ancor di Chia-venna, se impadronito se ne fosse. In lalmodo pcnsuva il Duca die il Medici po-tesse far Ironie alle «nni fiancesi checoH’ajuto de’ Grigioni, desideruvano pos-sedere non solo quella valle, ma ancorala Lombardia. Assediö egli pertanto ilcastello di Chiavcnna, fortezza in queitempi assai rispettabile, con diciannove solide’ piü arditi, diede ad un tal Riccio , suofidalissimo, e come pratico de’ siti l’inca-ricö dell’attacco. Col l’avore delle tenebre(1525) se ne fa padrone, e di molti pri-gionieri. Baldo delia vittoria, tentu sor-prendere Morbegno, e rinforzato da unabanda di truppe che il Duca gl’inviö sottoil cmnamlo di Francesco del Matto, met-te la valle a succo e u ruba korghi evii-

Al conte d’Arco, suo compagno di guer-ra, lasciü !a cura di continuarc l'impresadoila Vu! Teilina, ment re egli andü aila

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volta di Chiavenna an«ora assalita daiGrigioni; ma fatto deiuso di sua speranzafu costretto a fuggire, e Chiavenna vienericuperata da’Grigioni.

Il castello dopo breve assedio dovettecedere, e quella fortezza fu dui Grigionidemolita, come pure ie lorri di Morbe-gno, di Masegra, di Piuro , di Tirano, diDosso ed ultre (1526).

Il Medici non piü spallegginto dal Duca ,pensava con ogni arte d’impossessarsi deliaVal Teilina, inlanto che allargava il pro-prio dominio sul Comasco , non rispar-miundo ne rapine, ne incendj, ne mortiper ottenere il suo intento, dividendo lapreda fra sooi commilitoni,

Nel 1531 radunando tutte le sue truppe,soprese Morbegno, se ne impadroni, locinse di ripari e lo provvide di vettova-glie. Accorsero a tale invasione le miliziedelia valle e ne intrapresero l’assedio; manon potendo resistere per molto tempo,invano aspettando rinforzi, si parti daMorbegno, e curundo le cose sue, muniil forte di Musso, lasciundo in MorbegnoGabrieilo suo fratello, con sulliciente pre-sidie, onde diverlire il nemico.

Eru intento di Gian Giacomo di farsipadrone delia Val Teilina, del Lavio edelia Brianza, e in tal modo volea vivereaila maniera degli altri condottieri; maognor piü molestato dai Grigioni , fu co-stretto nel 1532 ad ncceltare accordi, elaseiare Lecco e le tre Pievi, e riceverein compenso il marchesato di Melegouno,Piü umpie nolizie intorno a Gian Gia-como de’Medici, vedi i’articoio Mt’sso.

Fu cosi che ia Vul Teilina ed i Gri-gioni allontanato ogni timore d’invnsioneper parte del loro avversat'io, godelteroper alcun poco quulche tranquillita e pace.

La dominazione dei Grigioni neila ValTeilina appurtö gravissitne conseguenzenello stato morale di questo popolo, el’epoca storiea ehe succede, contiene tristicasi e strani accidenli di guerre religiöse.

Mai tino Lulero, frate Agostiniano, sco-noscendo le bolle pontifleie, che ne’primianni del secolo XVI iiniava Leone X inGermania , «ltamenle coininciö a prote-stare sul mercuto che facevasi delia fedecattolica , e rotlo ogni freno a quanto l’iu-telletlo puö funtasticare, niegö pubblica-inente i’autoritä delle induigenze; e scen-dendo d’induzione in induzione, pervennea non riconoscere nel Papa tulta quellaautorita che i secoü aveuugti attribuira.Per la quäl cosa, forte de’suoi argomenti,e pradicando a NVuvtemberg nuove riforme,