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Conitjj e visuundo egli la Yaitellina per«nior di reiigione, quantunque non po-tesse rassodare neila fede que’ valligiaui,pure vi operö alcun die di bene; nmprorompendo di nuovo le forze protestanti,l'u costrelto ad abbandenare questa im-presa, e lasciore ad arbitrio delle LegheSvizaere i destini della Val Teliina,
Videsi in allora la Yal Teliina turbatada interessi religiosi; la diflidenza delvolgo dominante ogni accidente volgendocontro la fedeltä de’sudditi, esponevagli apiü severi trattamenti de’ magistrati, (ecome dice il Lavizari) quasi si spedisseroquesli di qua da’monti con le credenzialidi snervare i! vigore agli spiriti di ribel-Iione. E per tali sospizioni arrischiö gra-vissiuu castighi nel 4009 la comunita diTraonn, quando Ulisse Parravicino Cap-pello , nobile dello stesso luogo , esiliatogm per aimnazzamenti ragguardevoli, in-seguendo ferocemente le incominciate risse,cinto di sicarj, assali Io stesso Pretorio,trucidandovi il rnppresentante GrigionePietro Pianta, con Francesco Parravicinoe qualclie servo.
Ä’ovc commissarj, cinti di mimerosapattuglia, comparvero dalle Leghe, sovratutto il Comune rivolgendo 1’ intenzionedel gasligo, quasi che fossero gli attentatiprivnti comune principio di ribelli tumulti.E risolutamente promovevasi da’commis-sar] l’intento, Ma l’ambasciatore di Fran-cia ne’Grigioni a piacevolezza nuiggiorepiegando le Leghe, in rimostrare loro ilperniciöso consiglio con cui si andavanotroppo efierando gli animi de’sudditi, connuove e piü dolci istruzioni si commisela causa ad altri delegati, Da - sudditi stessidiscordanti attraevasi il male: quando iprotestanti di numero molto inferiore aicattolici, contro quesli cercando rendersiforti per mezzo|del principe, sotto a’piedigii posero da se stessi la pnlria.
E nttlla di pregiudizio in ciö quelli viopprendevono, mentre la somiglianza direiigione considerar li faceva piuttostoconfederati che vassalli. Purche avesseroottenuto alcun ordine a se stessi favore-vole, ben comperato il giudicavano conla perdita d’ogni altro privilegio; e nonpiü considerato il pubblico, volgevasi l’at-tenzione tutta al vantuggiarsi tra loro lefazioni.
E i magistrati in tante discrepanze, edella Reziu stessa, e del paese suddito,con franehigia attender potendo alle estor-sioni, contener si sapeano di rado (Jul-ia felice opportunita d’ amininistrare laPiz, Cok. Yol. I
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ragione a tutto talenlo dell’ utile, Permezzo de’proprj deputati non mancö laYalle di piü voitc sollecitar il rimedio uisuoi mali; ma le Diete ancora essendo perIo piü ad arbitrio di quegii stessi controcui portavansi le querele, invece di sol-iievo, incontravansi acerbi riroproveri.
Gol presentare sonirae considerabili atitoio di donativosi ottennero bensi alcunigraziosi rescritti, ma erano baleni diesparivano nello stesso risplendere; nuliatemuti, poiche giammai accompagnati dafulmine esecutore. Ricorsa perö la Yalle,oramai quasi disperata di ripiego, nel 4602,ne riportö finalmente intiera soddisfazione.Yide gastiguti gli eccessi di inolti officiali,e provveduto per I’avvenire con ottime erigorosissime leggi. Imperoeclie dai benintenzionati della Repubblica , compreso ildi lei corrotlissimo stato, ne promosserouna solenne riforma, intrapresa nell’annopoco fii accennato, e nel seguente 4603compiuta. (1)
Ma i casi che succedevano neila ValTeliina erano non solo fomentati dai pro-prj cittadini o dai doininatori Grigioni;quello che piü metteva Io scandalo srerano le potenze estere d’ Europa , che aseconda de’ioro privati interessi, vi in-viavano ambasciatori, affine di favoreg-giare le parti del principe che li mandava.Cosi Spagna, Francia, Yenezia, ed Austria ,erano gelose le une le altre della conqui-sta che far potessero della Val Teliina,punto importante e precipuo pei passaggidelle truppe,
Quelle perö che dominavano sopra lealtre erano Francia e Spagna , imperoe-che i Grigioni eransi sottratti daü’ au-striaco governo, e vi portavano assai odio,e gli Austriaci non vedeano di buon oc-chio avere i Grigioni abbracciato il Cal-vinismo,
La Rezia adunque si divideva in duefazioni: l’una parleggiava per la Spagna ,avente a capo Rodolfo Planta; l’altra perla Francia , ed avea a sostenitore ErcoleSalis. Il governatore di Milano dava istru-zioni al Planta, atfinche stesse in solleguardie delle trame degli emissarj fian-cesi, ed essendogli stato riferito come iGrigioni piü dappresso stringessero Legacon Enrico IV, ed anche con Venezia , ilconte di Fuentes, in allora governatoredel ducato di Milano , fece erigere unafortezza sul colle di Montecchio, ali’en-
(1) Lavizari, Storia della Val Teliina. Libro III,