VAL
montana, jnnipera nana cineraria longi-folia, adouis, eslivalis , ece.
Mi no'all.
Trovansi la pirite aurifera nel Val Ma-leneo, la pirite d’argento nel Val di Bel-visö; lapis cerebrancino nella stessa ValMaleneo. La lienite iperstenica a Bormio ,il ram* e il zinco aneoranel Val Maleneo,l’oi o nel monte Zebrü; il piornbo a Chia-venna; ma se ne trae poco parlito, se siecceltui il ferro che appena ha un fornofusorio nella Val di Dentro.
Trovansi pareeehie sorta di marmo,cioe: rosso, sanguigno, pietra marina, ecc.Hanvi cave di granito, e buone nrdesie,e pietre ollari per fare stoviglie. (-1)
dgricollura.
« Il genere prevalente di coltura e quellodelle viti, in cui parlicolarmente si dislin-gue l’industria degli abitanti. Scarso es-sendovi il terreno situato in pianura, emal addattato alla coltivazione della vite,la indefessa pazienza dei coltivatori hasupplito, riducendo, non senza grave spesae fatica le falde dei monti in ridenti vi-gneti, i eui moltiplicati piani sostenutidaaltrettante linee di muri a secco esten-donsi il piü delle volle sin oltre la metädei monte. Signoreggia ivi la vite in bellamoslra co’suoi orgogliosi filari niaestre-volmente tesi e disposti. La manutenzionedei vigneti costa nondimeno assaissimo inconcime, in legname di sostegno, in ra«moscelü seccbi, su cui s’invita la vite aspiegare i suoi tralci, e pel sagrificio a cuiin ogni tiiennio al piü tardi soggiace ilcoltivatore, obbligato a raccogliere al piededei muricciuoli la terra ehe gradatamentevi trascinano le piogge, onde riportarlane’ luoghi in pendio, da cui venne toltao scemata.
Il vino puö chiamarsi il primo fra iprodolti della provincia. Se gli aceordaperö una dannosa preferenza anche insiti che converrebbe riservare ai grani,di che scarseggia la Val Tellina, o rite-nere a bosco per cosi garantire il sotto-posto territorio dai pericoli, ai quali bendi frequente lo espone il continuato dis—sodamento dei terreno cagionato dal con-sacrarsi a nuove piantagioni di viti. Esarebbe pure a desiderare che al sistemadi formare i sostegni delle viti con de-
(1) Visconti Yenoslo, Notizie, ecc.
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boli scheggie che si hatino, devastando iboschi di bellissimi alberi, o di tenerepianticelle che vengono spaccate, si sosti-tuisse ed introducesse lä pure la coltiva-zione dei castagneti, i cui regolari pro-gressiv! tagli costituiscono altrove la si-cura ed innocua dote delle viti.
Una soeietü agraria che guidasse op-portunamente il proprietario e coltivatoreaU’esatne di ciö che suggerisce il vero suointeresse, e quello non ineno della pro-speritä territoriale, riuscirebbe di non pocoutile alla Val Tellina, la cui agricolturapotrebbe pure slanciarsi a miglior metaove si giungesse a svincolarla da tutt.igli infmiti legami, coi quali un eccessivosminuzzainento di proprietä la tiene orainceppata. L'abitudine, o l’amore di con-servare il retaggio di famiglia, e tale neisiti particolarmeule i piü montuosi, chese avvenga di aver a dividere un em-brione di asse ereditario coinposto di solepoche tavole di terreno, ed anche disgiuntetra loro, ciascuno degli eredi pretende ovuole la propria frazione di ciascuna ta-vola. D’onde poi non deve sembrare stranoche dove prevale questo pregiudizio il ter-reno si scorge seminato d’infinite linee ditermini, alcuni dei quali rinchiudono traloro proprietä, che appena appena equi-valgono alla misura d’ uß braccio qua-drato.
E incredibile il danno che proviene daquesta Infinita suddivisione, la quäle im-barazzando le ispezioni censuarie, e poicausa ad un tempo di litigi e di conte-stazioni continue; oltre che esclude leutili speculazioni agrarie che richietlonoproporzionato spazio di terreno in cuisvilupparsi, toglie alla coltivazione unaconsiderevole quantitä di terreno desli-nato inveee ad uso di sentiere; e sottraeal lavoro tutto il tempo che occorre perrecarsi in apposti e distanti luoghi, dovelo stesso individuo possiede e coltiva po-chi e disgiunti palmi di terra, Ma ciö cheun’inveterata consuetudine ha consacratonon pnö avere rimedio che da una mi-sura di pubblica atnministrazione, la quälefreni quel perniciosissimo costume. (1)
Geist.
La rigidezza dei clima esclude nellaparte elevata dei distretto di Chiavennae nell’intero distretto di Bormio la colti-vazione dei gelsi: essi vi sono scono-
(1) Descriiione della Val Tellina, ece.