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cesco Peregolli, dotto nelle seienze legalie senctore del Bagno d’Italia . — AlbertoDe-Simone, autore di varie opere sul di-ritto, Vertemate di Chiavenua, che fnmembro del Governo ai lempi della Re-pubblica Cisalpina. _* Toinmaso Nani diMorbegno, professore di diritto neH’Uni-versitä di Pavia . .— Andrea Corvi diVilla, giudice d’appello, e autore di lo-date opere legali. Senza citare i Pelosi, iSertoli, i Paribelli, elevati ingegni negliUltimi tempi. — Romegialli, autore di unarinomata Storiä della Valtellina. —Fran-cesco Venosta, autore <!i una statisticadella stessa provincia, ed altri molti, chetroppo lungo sarebbe indicarli.
ln generale gli abitanti della Val-Tellinasono di buona indole e d’ ingegno aceortoe sottile ed amano assai i’educazione deiproprj figli, e sono anche molto religiosi.
La pubblica sicurezza ö assai beneguarentita, ed e forse questa una delleprowncie che dia meno delinquenti allaLombardia ; in venli anni si conta unasola aggressione. I Valtelünesi hanno peröuno spirito guerriero e corrono facil-mente alle armi.
II valtellinese, e soprattulto l’abitatorede’ monü, emigra sia nella Svizzera chenel Bresciano e nel Bergainasco, eserci-tando il mestiere del ciabattino, o la mer-catura girovaga, o del niagnano, vendendoin pari tempo i loro vasi di pietra ad usodi cucina, detii loveggi; nllri si portono aFerrara, a Mantova, a Venezia, a Livorno per esercitare 1’ arte del facchinaggio, e luloro probitä , essendo quasi proverbiale,trovano facilmente commissioni da ogniparle.
» II vilto del popolo e costituito per lamassima parte da sostanze vegetabili, sesi ecceltui il latte, il burro ed il formaggioche vi sono usitatissimi. Agli agiati perönon mancauo in ogni stagione buone carnidi manzo, di vitello, di castrato, caprettononche della seivaggina.
Il pane di segale che e il cereale apreferenza coltivato, e d’ uso generalenel popolo , che se lo prepara e cuoceper lo piü in casa ogni olto giorni; ebuono e salubre, e in molti paesi gli stessisignori gli accordano la preferenza. Ilpane di frumento e riservato ai piü agiatie ad uso degl’ infermi.
La polenta ginlla fatta con farina digrano turco, ela ncra preparata con fa-rina di saracono (Polygonum Fogopyrum)o semplice o condita nel rimestaria concacio o butirro (volgarmente polenta Ta-
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>'agna) e pure assai appettita dal popolodei distretii medii ed inferiori della valle.
Le patate, 1’ orzo, i legumi, !e rape edi cavoli (verze e cappucci) sono cibi usi-tati, dei quali Ultimi si fanno anche essi-care le foglie nell’estate per indi, all’ u-sanza degli Svizzeri e dei Tirolesi, farnecibo nel verno, rammorbidandole primaper qualche ora nell’ acqua. Il panico edil miglio pestato e mescolato a poca fa-rina di segale e brodo, costiluiscono unaminestra conosciuta comunemente sotto ilnoine di Pesto che supplisce pei poverialla mancanza del riso,
Non raccogliendosi olio d‘ oliva in pae-se, i contadini vi sostituiscono general-mente il burro col quäle condiscono leverdure e 1’ insalata , la quäle ultima nonirrorano solitamente con aceto, ma sib-bene taluni col vino, fucendone il j>iü stranoimpasto.
Vi si fa grand’ uso di farinacci edi certepaste grossolane che si cospergono conburro e formaggio a guisa di tagüatellidetii Phzoccheri , delle quali vanno cosighiotti i Sondriesi,
Buono e sano alimento a cbi ha stomacoforte e vie abituato, somministrano nell’in-verno parlicolarmente ai rozzi abitantidella sponda sinistra dell’Adda le castagne,delle quali ridotte in farina, si preparaanche una polta o specie di polenta (I).
Abbondante e il ricolto delle frutta, deinocciuoli e delle noci, delle quali si spremoanche buona quantitä di olio adusod’ar-dere e delle arti. Assai saporita e la fruttadei colli della destra dell’Adda, coine me«,glio esposta al sole di meriggio, ed assaidelieata e gustosa n’e la verdura che nep-pure in inverno non manca.
Primcggiaho le pesche di Morbegno pervenusta e grossezza straordinnria; persnpore quelle di Montagna. Molto ricercatisono gli asparagi di Chiavenna, enutlidi quelli d’Ulma.
Conchiudasi che molta vi e la povertä,e che il contadino assai malamente si ali-menta, per eni lo si vede generalmentescarno, di mal aspetto, eurvo dalle fati—che, e vecchio innanzi tempo; quel che epeggio il paesano cosi mal pasciuto, abusadel vino di cui abbonda il paese e malau-guratamente del vino peggiore, destinan-dosi il buono per l’estero e per gli agiati.
La birra si e pure introdolta da nonmolti anni senza perö che il di lei usosiasi punto generalizzato sul popolo, V’han-
(I) Lodovico Balardini, Memoria ecc.