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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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44 ARC

architettura gotica; la parocchia e dipen-dente dal decanato di Caldaro , diocesi diTrento ed ha 4 curazie filiali cioe quelledi Missiano , di Perdonig, di S. Michele,€ di Yadena.

ARCO. Circolo di Roveredo , distrettoe comune dello stesso nome,

II comune di Arco oltre la cittä com-prende le frazioni Campiazzo, Mogno eMoletta, Prabi, S. Giorgio, Grotta, Cre-taccio.

Abitanti 2226, case 323.

Estimo fior. meran. 409,403 car. 47.

Arco e piccola cittä posta a 3 migliaRalle rive del Garda sulla via commer-ciale che dal Garda conduce a Trento , dacui e lontana 47 miglia. II clima dolce,l’aria mite e periodica che spira dal lagorendono fertile e docile ad ogni eolturail suo territorio, e i colli che in semi-cerchio le stanno d’intorno sono vestiti diolivi,

Yogliono alcuni riconoscere nella cittäd’Arco l’antica Carracct o Sarraca postada Tolomeo fra i popoli da esso chiamatiBeclnini; altri, poggiati a una frivola con-gettura, pretendono che il nome le deri-vasse dall’essere fabricata a guisa d’arco;comunque perö la cosa fosse, 1’antichitädi Arco sembra messa fuori di dubbio, eil suo castello, fabricato sulla cima d’unarupe, e un monumento di origine moltol'imota. Ci sembra probabile l’opinione dieoloro ehe derivano 1’ origine di questocastello da Teodorico re degli Ostrogoti,il quäle a sicurare T Italia da nuove in-vasioni dei popoli settentrionali fra le al-tre difese, fece fabricare sul territoriotrentino una torre, la quäle dominava iliiume Sarca,

II comune di Arco si resse da se, e apropria sicurezza tenne il castello, mafosse per cessione dello stesso comune, oper investitura dei principi di Trento s’in-trusero in esso dei signori venuti di Ba-viera ed esiliati dal principe Altemano,dai quali ebbe origine la dinastia col nomedi signori di Arco .

Il comune si oppose al novello dominioche cominciava a radicare ed estendersima invano; nell’ anno 4486 e successiva-mente nel 4496 la casa d’Arco fu inve-stita del dominio del principe di Trento e da causidici deciso, che il castello diArco spettava bensi alla comunitä, essereperö passato in potere dei signori per con-senso dei principi di Trento . Nel 4475 lacasa d’Arco fece acquislo da quella di Se-jano del castello e della giurisdizione di

ARG

Drena e venne con ciö allargando il do-minio verso settentrione e a confinare ladinastia a quella di Madruzzo. A mezzo-giorno era confinata dalla gastaldia vc-scovile di Riva, ad Oriente perö la casad’Arco brancö una sponda del Garda , efino dall’anno 4204 era in possesso di undnzio, la cosi detta muta di Torbole . L’im-peratore Federico II conferi ai signorid’ Arco il litolo di conti e confermö adcssi il diritto di dominio sul viilaggio diTorbole . Il castello di Penede che signo-reggia quella sponda del Garda e i duevillaggi di Nago e di Torbole comincianoa figurare come spettanti alla contea d’Arconella guerra, ch’ebbero i conti coi Bre-sciani guidati da San Bonifacio. I Bre-sciani incendiarono i due villaggi e strin-sero d’assedio Penede, ma il timore diEzzelino da Romano fece loro cambiareparlito e per la via del lago ritornaronosul territorio di Brescia .

La casa d’ Arco fu cacciata dal domi-nio da Mastino della Scala signore di Ve-rona . Il conte Nicolö d’Arco andö ramingoin terre straniere, ma seguita la mortedi Mastino e avvicinatosi un giorno allasua patria, fosse per affetto dei sudditi oper durezza di governo degli Scaligerigli Archesi si misero in armi, sorpreseroil presidio degli Scaligeri , uccisero il por-tinaio e gü arcieri e s’impadronirono dellaröcca, Corsero allora dal loro antico si-gnore, gli fecero omaggio e lo costrin-sero a ritornare nella sede dei suoi ante*nati. Venuta a notizia di Cane della Scalala sommossa degli Archesi si allestiva apunire coll’armi i ribelli, ed era uomo daciö, ma il conte d’Arco per messi lo as-sicurava ch’era suo desiderio essergli amicoe sarebbesi con tutto l’impegno adoperatoperche il popolo lo riconoscesse per suosignore e che intanto terrebbe il governoin suo nome. E di ciö pago il_ signore diVerona per mezzo degli stessi messaggiIo nominava suo capitano non solo dellacittä d’Arco , ma ben anco di Cavedine edelle Giudicarie ,

I conti d’Arco continuarono a gover-nare come prefetti degli Scaligeri , ed es-sendo poi passato il dominio a BernaböVisconti continuarono a tener questa ca-rica a nome del signore di Milano , finoche il territorio venuto in potere degliAustriaci furono da!P imperatore Sigi-smondo nell’anno 4413 invesliti della con-tea. Per tal modo il feudo fu staccato dalprincipato di Trento e divenne impe-riale,