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Nella guerra dell’anno 1438, insorta frail duca di Milano e la republica di Ve-nezia , i conti d’ Arco parteggiarono pelduca e perdeltero il castello Penede coivilluggi di Torbole e Nago , che restaronosotto il doroinio di Venezia fino alla se-conda guerra, nella quäle i signori d’Arco fecero lega con Sigismondo d’ Austria eaitaccarono le terre di confine, 11 castellod’Arco fu preso e incendiato dai Yene-ziani, ne i conti riebbero il loro feudoche in forza del trattato di paee dei 13novembre 1487 convenuto fra 1’ arciducaSigismondo e la Republica.
IVeir anno 1571) i castelli e le giurisdi-zioni di Arco e Penede furono occupatida soldali e connnissari dell’arciduca Fer-dinundo d’Austria per disordini di governoe querele nate fra i conti, i quali si ap-pellarono alle diete deH'impero germani-co, ne riebbero il feudo che neU’anno 1614e ciö a condizione che riconoscano 1’ ar-ciduca Massimiliano come signore e prin-cipe.
Per cessione dei conti d’Arco fatta nel-l’anno 1844 la giurisdizione passö al go-verno, da essa iurono staccati i villaggi diNngo e Torbole e incorporati al distrettodi Riva.
Il territorio del comune di Arco e deipiu fertili di tutto il paese e generahnentei frutti di Arco sono i piü squisiti, Oltregli olivi si coltivano le viti e i gelsi, iquali come si pratica in generale sul Tren-tino sono piantati a flla e negli intervallii campi sono coltivali a grano.
Sulla sinistra del Sarea a piccola di-stanza dalla cittä di Arco sul pendio delmonte che le sorge a settentrione si trovaun’ abbondante cava di pietra arenaria.Essa e compatta, pesante di particolarelinezza e vantaggiosamente riconosciutanell’arte di scoltura, Di questa arenariasono le statue che ornano la gran fon-tana posta sulla piazza del duomo in Tren-to, come pure le statue colossaii che os-servansi al ponte sul Taro, Viene impie-gata specialmente a formar tubi per con-durre 1’ acqua, de’ quali si fa grandissimospaccio nelle provincie Lombardo-Yenete.
Il distxetto di Arco ö formato da 5comuni cioe Arco , Oltresarca, Romarzollo,Drö e Drena .
Abitanli 9724, dei quali 4808 di sessomaschile e 4856 di sesso feminile,
Case 1139 abitate da 1668 famiglie.Superf. del distretto, torn. 10,513,92,Estimo fiorini meranesi 537,591.
D’imposizione direlta il distretto pagn
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lire austriache 18,405 cent, 45, d’industrialire austriache 791 cent. 25.
Il distretto di Arco si estende sopraanibo le sponde del Sarca; a settentrioneconfina col distretto di Vezzano circolodi Trento , ad Oriente e diviso dal giogodi monte ch’e una continuazione del Bon-done dal distretto di Nognredo, a mezzo-giorno e conflnato dal distretto di Riva,a ponente il giogo de’monti lo divide daldistretto di Stenico,
L’olio, il vino e la seta sono i prodottiprincipali del distretto; esistono in esso16 Alande le quali hanno 108 caldaie, im-piegano 264 persone, ßlano 76,700 libbredi bozzoli e producono 8,380 libbre diseta. Oltre le premesse Alande esistonocirca 200 caldaie nelle singole case aduso di Alare il proprio prodotto, per cuinel distretto di Arco la produzione di setasale a circa 45,000 libbre.
La cittä d’Arco ha due monasteri, unodi Franeescani riformati, 1’ allro di ver-gini Servili. La cliiesa collegiata di Arco e un magniAco tempio di bella architet-tura, adorno di altari di inarmo e dibuone pitture, Il collegio e formato da unpreposto e 8 canonici,
Come decanato ha una sola parocchiasoggetta, cioe Nago , ha 10,218 abitanti,e avanti un decennio, cioe nell’anno 1836aveva soli 9546 abitanti.
Come parocchia ha 12 chiese filiali, lequali sono S. Giorgio, Padaro, Vigne,Chiarano, Yignole, S. Marlino, Mogno,Bolognano, Massone, Yarignano, Drö ,Ceniga.
In tutto il decanato esistono 15 scuolefrequentate da 714 fanciulli e da 488 fan-ciulle.
ARDARO. Frazione del comune di Ri-va, distretto dello stesso nome, circolo diRoveredo ,
ARGENTARIO . Monte situato ad Orientedella cittä di Trento fra il Fersina e l’Avi-sio, dai lavoratori di miniere tedeschi de-nominato Calisperg o monte calvo e cosivolgarmente chiamato; alto dal livello delmare metri 1089.
Sul piovente orientale di questo monteerano situate le antiche miniere della cittädi Trento . E opinione che in qneste mi-niere si lavorasse giä ai tempi romani,Frä Bartolomeo da Trento, il quäle circaGanno 1250 scrisse una vita di S, Vigiliodice, che l’antico suggello della cittä avevalaseguente iscrizione montes argentummihidant, nomenque Tridentum, Da ciö sipuö dedurre 1’anlichitä dellc miniere tri-