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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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I

ME II

zo III, Prima di mettersi in viaggio ai25 giugiio dei 4217 fece diverse dona-zioni alle chiese e inonastcri e eiö per lasahezza de Ha sua anima, come diee il do-cumento, e di quelle de’suoi paronti, senel pellegrinaggio che meditava d’ intra-prenderc in Terra Santa fosse perito Itingoil cammino. Kgli non segni ii primo lu-ninlto beliicoso alle sponde del Giordano,e solo neii’ anno 1218 si associö ad nnaseconda spedizione di rinforzo die si ri-volse verso le spiagge del Ailo.

Dopo tre anni ritornö alla palria tantoedificato dalla santa croeiata, che rivolseogni stndio e potere ad opprimere i ve-scovadi di Trento e Bressanon. e. Giunsefinalmente l’ora che Alberto dovette pa-gare il tributo alla natura e mori il 22luglio 1254. II papa Innocenzo IV ordinönl vescovo di Salisburgo di far disotter-rare le ossa del conle scomunicato, cheposavano tranquille nel grembo della ehie-sa, e di farle riseppellire in un luogo di-stinto fuori del cimitero coinune de’Cattoli-ci, minacciando cogli anatemi coloro cheardissero ostare nl sno volere. Eccilava poile figlie eredi dell’estinto conte a risnrcirei danni cagionati dal loro padre alle chie-se, minacciando pur esse coll’armi del Va-ticano.

Maisardo I. Adelaide figlin di Albertosposö Mainordo conte di Gorizia ed acqui-stö tutta la Venosta colla cilta di Merano ,tutta la Pusteria ed il diritto di patroei-nio dei vescovadi di Trento e Bressanone .

Tosto che Mainardo entrö in possessodel 1’ ereditä della moglie, essendo scon-volto il principato di Trento per le fazioniguelfe e ghibelline, si mise in occulti tna-neggi coi ghibellini di Trento e slrinseuna lega segretn con Ezzeliuo. Enlratnbiavunzarono le loro soldatesche verso lacittü; il vescovo Egnone abbandonö lasua sede e fuggi nella valle di Aon, ovesi mantenne in comunicazione colle Giu-dicarie a Iui rimaste fedeli. La cilta diTrento venne occupata da Ezzeliuo e daMainardo, di cui T uno ne teneva dueterzi, I’ altro il rimanente in possesso.All’esule vescovo si cercö di sostituire unsucccssore nella persona d’nn certo UI-rico, ma Egnone non si sbigotti al tur-bine dei disastri, fece mostra di acconio-darsi con Mainardo, e puhbficö la crociatacontra Ezzeliuo. Sostenuto dal marchesed’Este, introdusse di soppialto 500 uo-mini armati nella citlä di Trento , la quäle,stanca del governo tirannico di Ezzelino ,ne tagliö a pezzi il suo presidio, Egnone

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cercö conciliarsi con Mainardo, eonccden-dogli tutti i diritti che il conte Albertosuo suocero nveva esercitati sul princi-cipato di Trento .

II documento relativo e dei 20 aprile1256; ma ai 2 di maggio Gello stessoanno adunö un segreto consiglio e di-chiarö solennemente di essere stato in-dotto a eiö fare pel pericolo che sovra-sta alla cilta e alla chicsu di Trento . Mai-nardo mori il 22 di luglio 1258, lasciando!a consorte con due ftgli Mainardo ed Al-berto.

Maiaap.do II sposö Elisabetta vedovadell’imperatore Corrado IV e madre diCorradino, Le sue tendenze furono to-sto rivolte all’infelice principato di Trento;sopra eccitamcnto della madre si mise insegrete praliche con Mastino della Scala signore di Verona e attirö i Veroncsi ad-dosso a Trento che dopo una dcbole re-sistenza fu presa di assallo. Mastino ladiede a ruba ai soldati, e ritornö nellostesso anno a Verona colle truppe cari-che del fatto bottino. Questa sciagura fuascritta alla manifesta debolezza di Egno-ne, omle tutto quel mal umore che i cit-tadini sentivano pel sofferto svantaggio,ebbe a cadere sopra il vescovo, produ-cendo quelle discordie che sono la conse-guenza dei disastri.

Mainardo colse il frutto de’suoi ma-neggi, e approlittando di questo scompi-glio, prese possesso di Trento . Ferrantee Marliuello vi esercitarono in suo nomeil temporale dominio, e il vescovo fugace,fulminö di scomuniche Mainardo e i cit-tadini di Trento . 11 Papa sostenne l'op-presso prelato, e col mezzo dell’ arcive-scovo di Ravenna rinnovö la scomunicacontro Mainardo. Soltanto il 15 febbraio1269 segni fra Egnone e Mainardo untrattato di pace, giusta il quäle Mainardorestitui al vescovo la citla di Trento edFlgnone lo sciolse da qualsiasi scomunica.Üuesta pace perö fu poco dnrevole e leusurpazioni per parta del conte Mainardo,le proteste per parte della Chiesa di Trento ripresero l’antico lor corso.

Sul ritorno d’un viaggio che Mainardointraprese in Gorizia per assistere a dellenozze infermö e mori nell’ultimo giornodi ottobre dell’anno 1295. Da Elisabettasua consorte ebbe due figlie: Agnese, chesposö Federieo margravio di Misna e Tu-ringia, e Elisabetta, moglie di Alberto eprogenilrice di tutta la Casa il’ Austria .Qualtro furono i figii di Mainardo, cioeAlberto, Ottone , Lodovico ed Enrico.