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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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1/anno 1124 Alteinnnno vescovo diTrento, nella curia, cioe nell’abitazionevescovile, di Arco , concede agli abitantidi Riva a di erigere ovunque per sicurezzndelle loro persone ed averi , salvo il di-ritto di riparo entro il detto castello permesser Io vescovo, e di dominio entro efuori del detto castello. Iooltre nel dettocastello niuno deve patir violenza, eccettoi ladri, i debitori, ed i traditori o delvescovo o de’ suoi dirilti, e chi avrä rottoil banno di mercato paghi cinque soldie non piü, fuorche l’omicida e il forni-catore, e chi avrä amputato o rotto altruiqualche membro. »

« L’anno 1153, i Ripensi daranno adEverardo vescovo ed a’snoi successori an-mialmente nel giorno festivo di S. Mi-chele per ciascuna casa soldi veronesi 12.Non pagandosi entro il tennine la dettaimposizione, allora sarä libero al vescovo1’ entrare al possesso di quella casa, dellaquäle non fu pagata l’imposta. Ed in ciölo ajuteranno i Ripensi stessi, e cacce-ranno l’insolvente di casa, e nol vi lascie-ranno abitare finche non abbia al vescovosatisfatto. Di piü daranno al vescovo undicevole casamento , ed ajuteranno lui nelguardare il porto, sempre che vorrä; eque’ diritti ed usi che in tal bisogna go-dettero i suoi antecessori non verranno peressi diminuiti in di lui danno, nä lascie-ranno abitare in Ripa persona che sap-piano intepdersela con alcuno a pregiudi-zio del vescovo. Muoveranno anche in soc-corso del vescovo per lutto l’episcopato ecomitato, quando ne vengan richiesti, siintende a spese ed a carico del vescovo.Entro il contado di Ripa militeranno puren richiesta del vescovo in suo favore esotto i suoi auspicj, ma a spese proprie.Quando poi il vescovo od i suoi successorivolessero la imposizione stille case conver-tire in feudo od altro, i Ripensi non sa-ranno tenuti a pagare contribuzione adaltri se non al fisco di S. Yigilio; se iRipensi daranno al vescovo da usufruireun casamento sopra Dosso, il vescovo edi suoi successori saranno tenuti a non in-vestirne persona fuori degli stessi Ri-pensi. »

« L’anno 1139, sendo principe Alber-to IL quelli di Leudro dovranno dare ognianno al vescovo ed a’suoi successori almercato di Ripa 30 arieti, 4 vacche e75 lire; al mercato di S. Andrea 75 lire,20 arieti, 2 vacche e 2 porci. Accadendoad essi mercati adulterj, omicidj od ince-sti, ne terra ragione il siudaco, o il vice-

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domino, o l’arcidiacono, a spese dell’of-fensore. 11 servigio sarä di lire 150 alvescovo e 50 alla curia. »

11 vescovo di Trento Giovanni, strettodal Brandeburgo ne potendo alle spese digrossa guerra bastare i tenuissimi fruttidel suo dominio, oppignorava per 4000ducati d’oro Riva, Tenno, Val di Ledro eTegnale eolla val di Cavedine e la giuris-dizione di Arco a Mastino II , stipulandoperö per se e per successori il diritto diricnperamento per la stessa somma.

Trupassato giä nel 1402 Giän Galeaz-zo, e seguito l’abbattimento della signoriadei Visconti, porgevasi al vescovo Giorgiodi Trento occasione di tentare la rieupe-rnzione di Riva e del territorio. Ottenevada Rodolfo re dei Romani licenza d’ im-porre contribuzione di 4000 fiorini d’oroe con quesli venire a patti. Alla quäle im-presa confortavalo la sperimentata lealtädei Tennesi, che giä nel 1400 aveanocacciato il milanese presidio e la inespu-gnabile rocca aperta al capitano di Gior-gio, Azzo Francesco di Castelbarco. InlantoFrancesco II di Carrara divenuto signoredi Verona , sen venne pel lago alla voltadi quella terra , che insieme cogli altriluoghi del Veronese era pervenuta a lui.Del cui arrivo udito ch’ebbe il principeGiorgio , vi trasse egli pure per amoredell’accennata ricuperazione; ne il Carra-rese vi si.moströ restio, tanto che si sta-tui ritornasse Riva al vescovo (1405) con-tro compenso di 6000 fiorini d’ oro. Se-nonche, morto poco dopo il Carrara , ven-ne questa cittä da Filippo Maria Visconti ricuperata, e trattata come ribelle, ed ab-bandonata alle devastazioni di Galeazzodi Mantova (1406), che vi traeva a bot-tino da 3000 soldati.

Nella guerra sorta fra i Veneziani edil Visconti, che nel 1421 aveva presa Bre-scia , seguirono varj fatti d’armi anche inRiva , ed e tradizione che la cittä in unsol giorno fosse stata presa e ripresa dallemilizie del Visconti, dei Veneti e del ve-scovo di Trento. Fatta la pace fra Vene-zia e Filippo Maria Visconti , per gli of-fiej deirimperatore e per buona sommad’oro fu restituita al vescovo di TrentoRiva col suo territorio, e giä il 15 otto-bre 1426 il vescovo confermava alla cittai privilegj che le furono concessi dagliSealigeri. La restituzione fu poi confer-mata nella pace dei 30 dicembre 1427 ,come pure nella susseguente di Ferrara dei 19 aprile 1428, ove si conferma alvescovo anche il possesso di Caslel Tennocolla sua pieve.