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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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Rir

Insoria poi un'altra volta la gnerra frala Repubblica e il Visconti, Alessandro,vescovo di Trento , si dichiarava pel Vi-sconti, e i Veneziani occuparono tosto iivillaggio di Torbole , mentre le genti delVisconti stavano nel castello di Tenno .II 12 gennajo 1439 seguirono dei fatti fraBallino ed Arco, e Nicolö Piccinino rifug-giavasi nel castello di Tenno che fu strettodi assedio dal conte Sforza . Preso il ca-stello di assalto vi restarono prigionieriCarlo figlio del marchese di Mantova , Ce-sare di Martinengo ed altri condottieri,mentre il Piccinino con astuzia seppe fug-gire e recatosi all’esercito sotto Verona laprese d’assalto. Premeva grandemente aiVeneziani di avere Riva in loro potere,e fatte tradnrre dall’ Adige per la via diLoppio delle barche al Garda , vi pianta-rono 1’ assedio per acqua e per terra, edopo una lunga ed ostinata difeso, fattada qtielli di dentro , finalinente il di 29maggio riusci loro di penetrarvi e vi com-misero stragi e violenze. Nella pace diCremona del 4441 veniva Riva con Tor-bole e Penede aggiudicata alla Repub-blica .

Si piantarono pertanto i Veneziani sta-bilmente in Riva e ne ritennero il domi-nio fino all’ anno 4509 , dnrante il quältempo mantennero sempre in quella cittäun nobil uomo col titolo di provveditoredi Riva e sue appartenenze, tra le qualicomprendevasi IVago e Torbole .

Seguiva la lega di Cambray, e dopo lacelebre sconfltta toccata ai Veneziani aGhiara d’ Adda il 44 maggio 4509 , ve-dendo i cittadini di Riva il pessimo statoin cui erano le cose de’Veneziani preseroil partito di darsi al vescovo di Trento ,al quäl fine inviarono allo stesso i lorosindaci. Il vescovo mandö tre commissarje con essi il decano Antonio De Fatis,facendoli scortare da contadini armati, af-finclie prendessero possesso della cittä. Sulviaggio intesero che il provveditore te-neva occupate le porte ne lasciava entrarepersona, per cui ripararono nel castellodi Tenno ed inviarono i sindaci a rilevarela cosa. II fatto era cosi, ma essi reca-rono un salvocondotto del provveditoreveneto , col quäle potevano venire allemura e quivi conferire tanto con essocome coi cittadini. Si venne a trattative,ma il provveditore domandava otto giorniper deliberare sulla cessione e intanto ri-tiravasi nella rocca. Dal lago si appres-savano due navi di soldati veneziani chevenivano a rinforzare il presidio, ma i

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cittadini di Riva vedendo giä inoitrate lecose e temendo delle rappresaglie per par-te dei soldati veneziani, introdotti in cittäalcuni armati del vescovo assalirono e pre-sero il bastione scacciandone il presidio.Allora i commissarj del vescovo entraronosolennemente in cittä coi conti d’ Arco.Cid seguiva il 29 maggio 4509, Restavaancora il castello col presidio veneto , maessendo giä tutta la riviera bresciana inpotere dei Francesi, e di lä u poco tempoavendosi data con Verona anehe la ri-viera orientale, cosi si arrese anehe la-rocca di Riva.

La chiesa di Trento cercö poi di avernela conferrna dall’imperatore, e l’ottennecon decreto di Carlo V dei 3 maggio 4521.La consegna formale segui il 46 ottobre'4521, essendo state consegnate al principedi Trento le ehiavi della cittä e della roccae sciolta la popolazione di Riva dal giu-ramento verso I’ imperatore. Presenti aquest’ atto erano il podestä di Riva, Gi-rolamo Roncagnano, i sindaci e il popolo.Il 5 luglio 4522 il vescovo Bernardo con-fermö poi alla cittä di Riva i privilegjgiä convenuti con Giorgio suo anteces-sore, i quali erano (lei seguente tenore:

4. Che il giudice fosse scelto fra la ternadei dottori che ogni due anni presentereb-be la cittä ;

2. Che i monti, i pascoli e le selve delterritorio fossero di proprietä di Riva,meno il bisogno per la rocca;

3. Che i comuni di Gargnano, Limone e Tignale venendo sotto il dominio dellachiesa di Trento , dovessero far parte dellagiurisdizione di Riva, come lo erano perl’addielro •,

4. Che non fosse ammdssa l’appellazioneda due sentenze uniformi.

Questi privilegj furono di principe inprincipe confermati fino a Pietro Vigilio,e l’ultima conferrna dello stesso e dei 44setteinbre 4778.

Riva fu dicliiarata cittä in uno scrittodell’imperatore Massimiliano II dei 22 lu-glio 1575, e come tale fu poi riconosciutae chiamata dai principi di Trento . Essafu desolata dalla peste nel 4512, nel 1522enel 1630. Lu prima volta venne da Tren-to , la seconda procedette dagli Stati diMilano e vi fu recata da Torbole , la terzavolta fu introdotta da GiulioDe Grandis.capitano dell'esercito di Ferdinando II inMantova , da dove spedi dei mobili all»sua casa in Riva, senza usare la precau-zione di farli espurgare. In quest’ultimaoccasione perirono in Riva oltre a dlue