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inila persone. In conseguenza di questiinfortimj nell’anno 15-12 fn eretta in RivaIn chiesa di S. Rocco, nel 1522 si feceun Iazzaretto presso la chiesa di S. Bar-tolommeo sul Dosso e nel <1663 fu erettala cliiesa di S. Sebastiano.
Tra'scorsi questi due secoli di pace, tor-nava ad esser Riva il campo di nuove vi-cende politiche nella guerra insorta perla successione al trono di Spagna . II 31dicembre 1702 miuaeciava un’ invasionedei Francesi dalla parte del lago. Settelegni armati comparvero a vista del porto,ponendosi verso Caliarole e al Salto dellaCapra; e non essendo la cittä presidiata,furono i cittadini presi da terrore ; maper buona Ventura furono tratti alcuni«olpi di cannone daH’eminenza della roccae dal castello Penede, e i Francesi cre-dendo che In cittä fosse munita e forteretrocedettero e i legni armati scompar-vero dalla vista del porto. 11 2 agosto del-1’ anno seguente essi vennero forti perterra e per acqua; una colonna prese ladirezione della volle di Ledro e scese pelmonte Giumella, un’altra venne dal lagoe le terza , comandata dal duca di Van-dome, sboccö da Montebaldo . IVella riti-rata i Francesi distrussero il forte del Ba-stione e una torre della Rocca e minaccia-vnno d’incendio Riva. Fu duopo patteggia-re a danaro un riscatto e nell’anno 1704restava ancora da estinguere l’imprestitofatto in quell’incontro. La ritirata seguiil 13 ottobre 1703,
Sotto il governo vescovile risiedeva inRiva un capitano con militi a presidiodella Rocca e a guardia del lago (in dovesi eslendevano le ragioni del principato.La giurisdiäione civile e criminale venivaamniinistratn da un pretore. La pretura,oltre al territorio diRiva, si estendeva allavolle di Ledro, tolte le cause civili, per lequali aveva un proprio vicario che venivaconfermato dal principe.il pretore, ch’erapodestä, aveva diritto di presiedere al con-siglio civico e teneva l’amministrazioneeconomica del comune. II Consiglio, a te-nore dello Statuto, era composto di duesindaci e di consiglieri.
In Riva distinguevansi due ordini, quellode’ciltadini e quello degli abitanti. I cit-tadini dividevansi in cittadini ab inlra ecittadini ab extra , e la diferenza tra essiconsisteva in ciö che i cittadini ab extranell’assemblea non avevano diritto di voto.
I cittadini costituivano il corpo aristo-cratico, nel qtiale erano lutti i poteri, Ve-nivano eletti nell’assemblea generale die-
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tro istanza da essi presentata, ed un depo-sito, a titolo di tassa, che andava a fa-vore delferario pubblico quand’ariclie laloro dimanda non avesse sortito due terzidei voti, necessarj alla elezione. Il depo-sito variö secondo i tempi; p. e., avantiil 12 luglio 1392 consisteva in cento du-cati; ma in quell’assemblea si stabili chedovesse essere di duecento ducali da ventilire piccole trentine l’uno, e che un pa-dre avente figli dovesse inoltre per ognunodi essi pagare la tassa di ducali cento. Macome Venezia nelle necessitä schiudeva ilsuo libro d’oro a chi piü largheggiava perla repubblica, cosi appare da’pubblici li-bri che Riva iscrisse talora cittadini ingran numero quando il suo erario trova-vasi esausto; mentre per 1’ ordinario, especialmcnte nei tempi antichi, Fassembleagenerale non accordava cittadinanza senon a chi se ne fosse mostrato degno.
Anlicamente quel cittadino che non avessedomiciiio in Riva, durante la sua assenzanon poteva esereitare i diritti ne godere iprivilegj della cittadinanza; la quäle siperdea per intiero da chi per dieci annicontiuui non avesse sostenulo qualche pub-blico ulficio (probabihnente s’intenderä chenon ahbia almeno preso parte all’ assem-blea generale). La elezione dei cittadini fusempre diritto esclusivo de’eittadiui. Ven-ceslao re dei Romani fece cittadino di Rivacerto Antonio Quindi da Verona , ma con-tro tale nomina avendo reclamato il pub-blico, i delegali di Sigismondo re nel 1414annullarono quel rescritto, dichiarandoche Riva non dipende dall’Impero. I prin-cipi vescovi di Trento , quando pure eranosignori di Riva, non si arrogarono maitale facoltä: si limitarono solo a racco-mandare che fosse eletto cittadino il taleo il tale altro loro protetto.
Esenzione dalla decima, tutti i pubbliciufficj, l’uso esclusivo dei monti comunali,erano questi i principali privilegj de’cit-tadini, i quali godeano pure del dirittocosi detto di retralto, in forza del quälequalunque o cittadino o abitante o fore-stiero intendesse nel circondario comunaledi Riva di vendere qualche stabile o l’a-vesse venduto, dovea per un proclama de-nuneiare la cosa nella piazza di Riva, af-finche ai cittadini fosse libero comperarloo pretenderlo pel prezzo d’acquisto da chil’avesse giä comperalo. Tale diritto s’estin-gueva scorso un mese dalla pubblieazionedel proclama. Questa prerogativa, beuchecontraria ad ogni legge di ragione, peivdonabile tuttavia riguardo oi tempi e alla