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pi. Ritornata la pace coli’anno 4815, ri-pigliö vigore anche 1’industria delle sete,nia Rovereto non sali piü a quella pri-mazia di prodotti che aveva avanti il se-colo XIX. Essa precedette perö coll’esem-pio all’erezione di regolate Alande, I for-nelli costrulti ab-antico sparpagliatamentee senz’ordine nei cortili delle case, furononotabilmente aumentati e quasi tutti con-centrati in eleganti e ben architeltate fab-briche, di cui se ne contano nei comunidi Rovereto , Sacco e Lizzana 5 di primoordine con piü di 50 caldaje, ehe sono deisignori Candlpergher di 56, Giacomo Kep-pel di 70, Giovanni Battista Tacchi di 100,PaciAco Galvagni di 60 e Giuseppe Bet-tini di 170 caldaje; 9 di secondo ordinecon piü di 20 caldaje e 14 piecole conineno di 20 caldaje; in tutto queste Alandesono 28, sette delle quali sono perö fuoridi attivitä; le quali contengouo 870 cal-daje, di cui si possono contare 134 fuoridi attivitä, lilano libbre 1,769,580 di boz-zoli, producono libbre 125,930 di seta edimpiegano 66 uomini e 2000 donne. Sicalcola che per due terzi dei bozzoli chevengono impiegati in queste Alande sonoritirati dal territorio di Verona .
Tutte queste Alande furono costruttedopo l’anno 1816, tranne quella di An-drea Marsilli, eretta in Lizzanella nei 1784dal negoziante Cobelli, e quelle dei nego-zianti Keppel e Tacchi erette in borgoS. Tommaso nei 1800 e migliorate in partenei 1836. La piü grande e distinta fra leAlande di Rovereto fu eretta nell’anno1817 dai fratelli Bettini, e Giuseppe fra-tello inaggiore pei suoi merili in quest’in-dustria fu anche decorato della medagliad’oro d’onore.
A Gaetano Tacchi e poi dovuto il me-rito di aver primo fra i negozianti di setedei Trentino esteso il commercio collespedizioni dirette Ano a Londra , e ciöancora in un’epoca (1798) quando il com-mercio di sete per le guerre francesi gia-ceva prosiratto e languente. Il suo esem-pio valse d’impulso ad' altre case, ed orasono diverse che fanno spedizioni direttea Londra e Lione, mentre nei secoloscorso le relazioni mercantili in questogenere erano limitate alle cittä di Ger-mania .
La seta di Rovereto viene in gran parteanche torta sui proprj Alatoj e passa incommercio col nome di organzini o setalavorata. Lo smercio della seta lavorata sifa principalmente in Vienna . I Alatoj sonodiyisi per piani e questi si suddividono per
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valichi. Un valico e composto di 108 roc-chetti, sui quali si torce il filo della seta.Dal numero dei valichi si misura l’am-piezza e la capacitä dei Alatoj. Un Alatojomosso con sufficiente e costante celeritäpuö torcere 200 libbre di seta sopra unvalico in un anno, e siccome i Alatoj diRovereto contano 830 valichi, si calcolaa 166,000 libbre la seta lavorata daglistessi in un anno.
Questa industria e ben lungi dall’aversofferto detrimento dal secolo trascorso.Prima dell’anno 1740 i Alatoj di Rovereto contavano 240 valichi, che ritenuta anchel’attuale celeritä di lavoro, potevano tor-cere 48,000 libbre di seta. Dallanno 1740Ano al 1766 aumentarono di 348 valichi,e quindi in quell’epoca contavano in tuttovalichi 588, che lavoravano 117,600 lib-bre di seta. Dallo scorso secolo ali’epocapresente i valichi dei Alatoj di Rovereto aumentarono di 242, ed il lavoro di lib-bre 48,400 di seta.
L’industria roveretana fu soggetta a unagrave perdita neU’nrte tintoria. Le cinquetintorie di Rovereto che si trovavano inattivitä nell’anno 1766 impiegavano 66 la-voratori e 14 donne, ed erano in grancredito per la vaghezza dei colori che sa-pevano imprimere alle sete. La seta tintapassava in Germania e specialmente inSassonia , ove si trovavano dei grossi de-positi che venivano poi con sicurezzasmerciati in piecole partite ai fabbricatoridi Stoffe. Ma la moda instabile dei pre-sente secolo, ch’esige sempre nuove foggiee nuovi colori, rendeva incerta la venditadelle grosse partite, e dall’altro canto lescoperte della chimica perfezionarono an-che l’arte tintoria, e nelle cittä industrialiove si irovano le fabbriclie di Stoffe sistabilirono delle tintorie che potevanocorrispondere alle momentanee esigenzedei fabbricatori.
Le tintorie perö di Rovereto conserva-rono sempre un certo credito in paese, epassarono Ano a questi Ultimi anni co-me le uniche dei Trentino capaci a beneseguire i ritingimenti di seta.
Anche nelle conciature delle pelli lacittä di Rovereto si tenne in credito, eAno dall’anno 1766 si spedivano ogni an-no 12,000 pelli lavorate fuori di paeseoltre quelle che venivano consumate pergl’ interni bisogni. Presentemente si distin-gue in quest’industria la Gitta Tambosi,la quäle nella quantitä delle pelli che la-vora e nell’ estensione dei suo commercioavanza di gran lunga tutte le fabbriche