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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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e di Lombardia , e piü di tulto la condi-zione di Rovereto svincolata daile pastojedi un governo ecclesiastico, influi a quellagloria che avanzava in quel tempo di granInnga la vicina cittä di Trento , Verso'l’anno 4750 una societä di colte personeaveva in Rovereto introdotto il lodevolcostunie di unirsi la se'ra una volta almese ad una dotta conversazione che preseforma di privata accademia. Questo spi-rito di coltura era prineipalmeute soste-nuto dal lumiuoso esempio dell’abate Gi-rolamo Tartarolti, II luogo del letterarioritrovo era la casa di Bianca Laura Sai-bante, donna gentile, amicaidel Tartarotiie del Baroni e che dilettavasi di poesia.Cosi piacque la cosa, che per mantenerlapiü ferma, risolvettero dare vera formadi accademia a questa adunanza , iissan-dole un nome, distribuendo cariche e pre-scrivendo Ieggi a cni tutli fosser tenuti.

1 piü fervidi zelatori di questa impresafurono Giuseppe Vannetti eile sposö poiBianca Laura, l’abate Graser, il Baroni,Valeriano Mulfatti ed altri di ininor fa-im. II Tartarolti fu escluso per quelliadombramenti che nascono da schizzinosegl n ie letterarie, e non fa certo onore agliistitutori. Per altro ciö seguiva con moltorincrescimento del Baroni, del Graser edel Malfatti,

Cosi di privata divenuta puhblica l’ac-eademia degli Agiati di Rovereto , ad essafurono ascritti i piü chiari ingegui italiani,e a darle celebritä e fermezza conli'ibuimolto un decreto onorevole dell’ itnpera-trice Maria Teresa , in data dei 29 set-tembre 4753, col quäle riceveva sotto lasua protezione la nuova accademia,

A tenerla in credito e splendore ioflui-rono poi moltissimo .gl’ingegni di Clemen-tino. Vannetti e di Carlo Rosmini , ai qualitenne dietro Giuseppe Telani, e presente-inente e ancor sostenuta daile forze intel-lettunli di Francesco Antonio Marsili edelprofessore Bertanza.

L’accadetnia possiede una piccola biblio-teca nel locale delle sue tornate annessaal ginnasio, ed i libri sono tutti generosodono degli accademici. Essendo priva didotazione essa non puö arricchire la sualibreria di opere moderne, ma il suo ca-talogo presenta una serie doviziosa di sto-rici lalini e italiani e di altre opere let-terarie e scientifiche molto pregevoli.

htituti di pubblica beneficenza. Rove-reto possiede un ospedale per gli infermicon un capitale di liorini 458,500 che daun’ aunua rendita di circa 6,600 liorini.

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II numero medio degli infermi accolti inquesl’istituto sopra un quinquennio in unanno e di 358. Le giornate di alimenti edi medicinali prestati sommano a 44,453e la spesa ammonta a fiorini 4,572, x. 43,compresi i salarj dei medici, del cappel-lano e degli inservienti, e questa spesa di-visa per le giornate da car. 24 3;4 pelcosto d’ogni infermo.

h’Istituto elemosiniere ebbe origine nel-l’anno 4760 con un fondo di fiorini 5,433,il quäle nel corso degli anni crebbe finoa fiorini 473,000. Questo istiluto soccorreal bisogno l’orfanatrofio maschile e la casadi ricovero-.

II /J/aiite di Pieta o presto pubblico ebbeprincipio neU’anno 4541 , e beuche abbiaper varie infedeltä solferto, conta ancoraun capitale di fiorini 54,600. Gli imprestitisi fanno contro pegno al 7 per cento, esiccome a malgrado di un frulto cosi esor-bitante sono molti gli accorrenti, e forzaconchiudere essere ancor maggiore 1’ avi-ditä dei prestatori privali.

L’ Orfanoh'ofio femminile, fondato nel 4749dal sacerdote Andrea Vannetti con un fondoche in progresso di tempo aumentö iinoa fiorini 21,268, basta a ricoverare ed edu-cai'e sei ragazze orfane.

La Casa di ricovero si trova in Castello,e quest’edificio fu comperato nelfanno 4833dnll’erario a questo scopo: esso fu ristau-rato essendo quasi in rovina. II primitivocapitale lasciato da Gio. Batt. Sannicoiöera di fiorini 44,460, ma con altri piilegali crebbe fino a fiorini 35,800, com-preso il valore del fabbricato. Settanta sonogl’individui ricoverali che vengono impie-gati in varj lavori secondo la loro capacitä.AI difetto di rendite viene supplita consovvenzioni del fondo elemosiniere e collevolontarie Offerte dei cittadini.

UOrfanotroßo maschile fu aperto sol-tanto nel 4840, appoggiato piü alle futuresperanze che ai fondi presenti. AI suoapri-mento la sostanza consisteva in fiorini 9800.Qualche altro successivo legato Io portöa fiorini 40,200. 11 numero degli orfaniaccolti e di dodici, e la casa e sussidiatadall’istituto elemosiniere.

Da questi dati emerge che il patrimo-nia della pubblica beneficenza in Rovereto ascende a fiorini 449,068.

Chiese. Al tempo dei Castelbarchi, circal’anno4300Rovereto erasoggetta alhi pieveed arcipretura di Lizzana, L’arciprete diLizzana inanteneva in Rovereto un cappel-lano e la ebiesa era in S. Tommaso oltreil Ponte. Keil’anno 4446 troyandosi Ro-