Band 
[Volume primo. Parte seconda.]
Seite
143
JPEG-Download
 

CAO

al cadere della repubblica. Solto questiUltimi essa cra capoluogo d’uu distrettoformato da 10 villaggi e popolato dacirca fiOOO ubitanti.

11 piü ragguardevole di quesli cra Torrodi Morto. Aveva inollre titolo di cittit, cstatuto proprio, in forza del qualo eranoin essa, oltre il consiglio dei cilladini ,anche gli ufficj di giudici, di deputati edi giustizieri, al pari delle allre piü hö-rend isolc del dogado.

Di antico nuH’altro conserva che lachiesa di Santo Stefano, rifabbricata nel1058, nia in tempi posteriori manoniessapiü volte. ln essa vedesi ancora un’anticapala d’argento di pregovole lavoro. Qual-ehe rudere infonne e quanto resta dellemassiere torri e delle nmra a doppio giro,che la ehiudevano verso il porlo. E que-sto porto slesso di ampio cli’ era e pro-fondo, ora ö falto angusto e capace solo,conie piü sopra accennainmo, di piccolilegni, per lo piü pescherecci. Gli abitantisono per la massiina partc pesealori ovignajuoli, i quali traggono mesrhina lavita in codesta plaga insalubre dai pic-coli loro coinincrcj d’erbaggi e di pesee,ehe abbondantissimo cd cceellentc vivenelle adjaeenti peschiere.

Diocesi. — Le molestie da' Longobardi apportate ai vcscovi sulTraganei del pa-triarcato di Grado, furono cagione ehequei prelati risolvessero finalmente di tra-sportare le loro catledre nella veneta la-guna; e quindi il diritto metropolitano diessa Grado s’ando estendendo sopra tuttequelle cliiese vcscovili ehe di tempo intempo sorgevano in essa laguna. Sei in-f.itti ne ritroviamo ereile nei primi secolidella Repubblica : Gaorle, Torcello, Mala-mocco, Eraclea , Equilio ed Olivolo. Ilvcscovato di Gaorle per ragione della suaanlichita e il piü ragguardevole di lultii vescovati della Venezia marittima, beu-che per gli angusti conlini della sua dio-cesi, e per la ristretlezza delle sue ren-dite l'osse considerato conie inferiore atutti ed il piü infeliee. Se ne fa ascen-der l’origine lino ai tempi di S. GregorioMagno 11 priino vescovo fu certo Giovan-ni, unghero di nascila, il quäle, caeeiatodalla sua sede avanti l’anno 898, fissodi-mora primieramente in un castello chia-mato Novas, indi a Caorle, isola vicinaal detto castello. Rilevasi eio da una lcl-tera del mentovato S. Gregorio a Galli -nico esarca greco in Ravenna , Indiclio-ne II, cioe nel 899 dell’era cristana; co-ine pure da allra indirizzata a Mariniano

CAO m

arcivescovo di Ravenna. In quesla se-conda, eh’e la 10.“ del libro IX, riferisceil |)onle(ice che il vicedomino e il difen-sore della chiesa di Caorle, vale a dire,Eecononio e il proeuratore, gli aveanoesposto essersi un certo vescovo per nomeGiovanni venuto dall’Ungheria stabilito inun castello denominato Novas, a cui laloro chiesa era nel governo spiritualeunita. Aggiungono, segne a dire S. Gre-gorio, che il detto Giovanni fu seacciatoda quel castello, dove un altro in suoluogo fu ordinato; e quindi passato Gio-vanni a Caorle per non aver voluto ade-rire allo scisma , domandö a questo finela protezione dell’csarca Callinico.

Indi a poco pero il vescovo Giovannisi lascio sedurre dalle lusinghe de’ eon-fratelli scismalici e abbandonala l’isola diCaorle, fece ritorno probabilmenle al dettocastello. I cattolici di Caorle chiesero per-ciü un nuovo vescovo al pontefice S. Gre-gorio, i! quäle ordinö a Mariniano arci-vescovo di Ravenna di adoperarsi accioc-che Giovanni si convertisse, ma nello stes-so tempo diedegli facolta in caso di ri-pulsa di consacrarne un altro. Checchene avvenisse ü ignorato poiche, da quel-l’epoca fino a’ primordj del secolo XI, nonresla piü veruna memoria, riguardante lachiesa di Caorle, tranne quest’unica cheil vescovo Leone venne scomunicato dalpapa Giovanni VIII, perche chiamato alsinodo di Ravenna non vi giunse ehequando cra gia terminalo; e che posciafu assolto dalle ccnsurc ad istanza deldoge Orso 1 Partecipazio.

Un altro vescovo Giovanni trovasi sot-toscritto nell’anno 1085 in un diploma deldoge Domenico Contarini . Dopo Giovannigov erno Ruono, che nell’anno 1074 sollo-scrisse ed assenti al diploma di Dome-nico Silvio a favore di Domenico Cer-boni patriarca di Grado, registrato dalMuratori nelle slntichilä del medio evo,tomo I, pag. 243. Vienc in seguito (iio-vanni 'l'revisano, nobile veneto . il cui no-me leggesi in una ducale del doge Ordc-lafo Faliero all'anno 1107. Dopo il Trevi-sano occuparono la sede vescovile di CaorleDomenico Orio, il quäle nel 1117 giuröohbedienza al patriarca di Grado; Pietronel 1127, Giovanni, quarto di questo no-me, nel 1182; Domenico. delegalo dellaSede aposlolica nel 1172; Giovanni dellaTomba nel 1197 : Angelo Marini nel 1209.;Giovanni Malipiero nel 1210; Angelo nel1210; Natale di cui si sa che giurö sog-gezione al patriarca di Grado nel 1220;