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ncssione tra Ia eostru/ione delle cuneanalitiche e la quadralufa dcllc curvc,e Iraltamlo eon molto onorc il metododclla separazione dolle indeterminate nelleequazionidifferenziali. Vincenzo liella idro-slatiea, Giordano neU’architellura e nelloasscgnarc le leggi dclla musica : de’Riceati diedo alle slampe un’accurala bio-gralia non e molto 1’ abatc Bernardi. 1pittori Ponehiiio c Piazza, il Dominicon ele sne sorelle, Orazio del Paradiso, i l)a-mini, il Novelle e il Manzoni, liirono lutlidi Caslelfraneo, il quäl paese poi hasovratufto la gloria d’ aver dato i natalia quel Giorgio Barberelli dctlo il Gior-gione, che avrebhe eguagliala la fama diTiziano se piü teinpo fosse vissuto. Nacquenel 1477 e fu discepolo del Rellini, mapoi si fece una maniera propria che, agiudizio del Mengs , tiene particolarmcntedel Correggesco: i suoi numerosi affre-sehi sulle faceiale delle case in Venezia sono quasi intieramente periti, ma riman-gono le lavole a olio che ne atlestano larand’ anima e il merilo singolare' nelisegno e nel colorito. L’iinmatura mortenon lo lasci(’) educare che pochi allicvi,e questi pure sono controvcrsi. Paria ilItidolfi di un Pietro Luzzo da Feltre , dctloanche Zaralo c chiamato da taluno il3Iorlo da Feltre ma non e ben cerlo sca Giorgione fosse scolare od ajuto: non-dimeno si tengono coine suoi allicvi Se-basliano Veneziano, delto |>oi fra Se-J)asliano del Piomho, che fu il piü celebre di quella scuola; Giovanni da Udine, .divenuto poScia scolare di Raffaello; eFrancesco Torbido , che poco si fermö colGiorgiore slesso.
Inline, come ahhiaino giä imlicato, Ga-slelfranco diede pure i natali a France-sco Maria Preti , il quäle oll re alla chiesadi S. Liberale e al teatro accademico, co-strusse parecchi altri edilizj della provin-eia trevisana, lasciando fama ■ d’ esserestato uno tra i inigliori architetli clel suolempo.
Inoltre questa piccola ma gentile cittadiede alle lettere, segnatamente negli Ul-timi lempi parecchi nomi ragguardevoli,tra quali ricorderemo il Trevisan, il Pa-gello, l’Andretta (Giocondo) dal commer-cio rapito alle lettere e dalla morte ineta giovane ancora alla benefiea operositadella vita, e il vivente Lorenzo dottor Pup-pali, autore di parecchie Prose e Poesiecelebrate per purezza di Stile e per isqui-sita elezione di concetti. E per fermo adiffondere ne’ cittadini 1’ ainore delle lei-
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tere valsero un bene ordinato e liorenlecollegio cd un’aecademia letteraria ches’inlitola dc’Filoglotli alla eui adunaiuagenerale che ha luogo ciascun anno illuuedi primo thqio la fesla del Rosario ,interviene il liore degii uomini di letteredelle circostauli provincie, sieche assumelo aspetlo di una soleunita cilladina.
G.4STELGOMRERTO. Genuine del di-stretto di Valdagno , nella provincia ediocesi di Vicenza .
Non gli apparliene veruua fi'azione.
Popofazione 2510.
Eslimo, liie 78,270. 47.
I la consiglio comunale e una parroc-chia.
Dista 6 miglia da Valdagno e 15 daVicenza .
Suoi principali prodotti sono viti egelsi.
La liera che vi si tiene ai 22 di luglio6 di gran lucro al commercio.
A breve dislanza da questo borgo eprecisamente al lüogo denominato la iioc-caraj indicanle una via aperta fra duemontagne i geologi scoprirono un feno-meno assai singolare. Ecco il risultato dialcune osserx azioni.
II lato deslro della via non presenlache strati di pielra calcarea giacenti sovraprojezioni vulcaniche; la sinistra e unaspecäe di monlieello formato da grandiholle a strati conccntrici di caltiva pozzo-lana, leiTosa, grigiaslra, cnlro a cui tro-vasi quasi sempre un pezzo irregolare eangoloso di roccia calcarea , sparsa dicorpi marini spalilicali appartenenti ainautili lenticolari. Nelle holle medesimetrovausi ancora della zeolite, dei globettid’ agata e dell’ ossido di ferro: tantopoi la parte superiore quanlo la inferioredi esse presenta eguali accidenti: laquäle identitä vieue spiegata dal Fortiscol supporre abbiavi 1’ incandescenza vul-cauica avuto un centro che , sopportatapiü a lungo Ia forza del fuoco e conser-vatene le traccie in un grado di fusionepiü prossimo alla vetriheazione che leparti. restanti, non ha potuto essere facil-mente tocco da agenti csterni. Una cir-costanza che accompagna mai sempre lebolle vulcaniche terrosc, si e lo stato didecomposizione de’ loro strati esterioriconcentrici, non solo nella parte chetrovasi esposta all’ azione meteorica, maeziandio in quella che rimane del conti-nuo sepolta nel masso. Or dunque sem-bra al mentovato Fortis che un tal ea-rattei'e dimostri essere la decomposizione