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sani, giunto a Costantinopoü, ravvisö pe-rieoloso il secondo ordine datogli dal go-vorno; iaonde, recatosi a Tenedo, la inunidi piü valide fortilicazioni, e surrogö alTron, Carlo Zeno , uomo giä assai chiaroper lirillanIi falli d’arine, e il quäle sepperespingere i Greci c i Genovesi ehe netcnlarono la conqnisla.
Intanto Venezia dolevasi presso i Ge-novesi delle nuove sopraffazioni; ina essia tuU’altro pensavano che ad accordi,poiche s’erano di giä alleati, con osliliintenzioni, al re d’Ungheria , al palriarcad’Aquileja, agli Scaligeri , al signor diPadova e alla conmnitä di Ancona . 1 Ve-neziani pensarono allora a procacciarsieglino pure degli alleali: ma rifiutalisigli Aragonesi, a eui s’ erano rivolti, nonebbero che l’adesione del re di Cipro, l’ap-poggio di Bernabö Visconti con cui pal-tuirono, sarebbero stati gli acquisti ma-rittimi de’ Veneziani , i lerrestri del Vi-sconti medesinio.
Dopo ciö spedirono un segretario a Ge-nova , il quäle non polendo ottenere ilrisarcimento de’ danni tantc volle richie-sto intimö solennemenle la guerra neltempo appunto che avviavasi a Venezia Damiano Cataneo per chiedere in nomede’Genovesi che l’isola di Tenedo fosserestitnita all’ iniperatore Andronico Pa-leologo.
Urbano VI tcnlo impedire la guerraniinacciando le censure eeclesiastiche alledue repubbliche : Venezia presenlo quindiun trattato di pace da conchindersi inun congresso che fosse tenutoin Milano ;nia non acconsentendo i Genovesi , pensösenz’altro alla propria difesa. Venne pre-sidiala la cittä di Truviso, esposta allescorriere non meno de’ patriarchi d’Aqui-leja che del re d’Ungheria , e allestita unaHolla di cui diedesi il supremo eomandoa Veltore Pisani con ordine d’ impedire1’ uscita dai porli genovesi dei legni ne-miei. Si approssiinö infatti il Pisani allerivicre di Genova , e do])o varie scara-muccie, s’ impadroni della galea ov’ erail comandante Luigi Fiesco, dopo di cheveleggio verso Cipro per espugnare Fa-lnagosta. Si era intanto sparsa' la voceche Luciano Doria s’ avviava con forlearmata verso 1’ Adriatico sicuro di tro-vare asilo ne’ porli dellaDalmazia. 11 riac-quisto di questa regione passala in do-minio del re d’Ungheria per la pace del1358, assai interessando ai Veneziani , ri-chianiarono il Pisani, il quäle espugnatoGattaro, e penelrato essere intenzioiie del
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Doria di assieurarsi del porlo di Zaraperindi avvicinarsi ai lidi di Venezia , deli-bero d’ affroulare il nemico prima c.h’en-trasse nell’Adrialico, e andasse a stagionenel golfo di Taranto . Le due Holle si az-zuffarono, ma inlanlo che il Pisani espu-gnava Sebcnico Luciano Doria fortifica-vasi nel porlo di Zara. ln queslo men-tre diverse altre fazioni seguivano si nelterrilorio veneto c si in qucllo di Ge-nova . Allorquando poi il Doria passenelle acque dell’Istria per combattereVeltore Pisani che trovavasi a Pola , edanzi il provoco alla baltaglia, quesli, co-me uomo di molta esperienza cli’era, fecoosservare a’ snoi suballerni, impazienli dicombattere, non esser cosa prudente ilcimcnlarsi prima che fosse airivato CarloZeno , il quäle dovea in breve giungercdal Medilerraneo con forle squadra; con-venir soprasedere per vincere, e non sa-grilicare per inconsiderato trasporto, ele reliquie dell’armata e la salvezza co-mune. Ma essi, anziche far bnone tali ra-gioni, F accusarono di debolczza, esage-rarono il compromesso onore della na-zione, tanto insomma lo slimolarono, cheridestatosi nel Pisani F ardire suo belli-coso, usci del porlo di Pola , s’azzuffö rei-leratamenle co’ Genovesi , ma dopo lungoe sanguinoso combatlimento fu gran ven-lora se poterifuggirsi nel porlo di Chiog-gia. Questa sconlitla fu una delle mag-giori avule fino allora dai Veneziani , poi-che, obre i numerosi morli, perdettero2400 prigioni con dodici sopracomili, enon mono di 15 galee. Avvenne questamenioranda baltaglia il giorno 7 mag-gio 137!).
Quanto si rallegrö di siffallo avveni-mento Francesco da Carrara , allrettanlose ne atlerri la cittä di Venezia . I no-bili accagionarono della disfalta il Pisani,gli Avogadori del Comune lo accusaronoal consiglio maggiore, e queslo lo deposedal generalato eleggendo in suo luogoTaddeo Giustiniani, e facendolo ricou-durre a Venezia fra ceppi. Le conseguenzedella perduta baltaglia furono assai lul-luose. Il governo fece bensi, frannnezzoalla generale eosternazione, fortilicare ilporlo di S. Nicolo e i lidi vicini, e \ ipose a custodia grosso nerbo di genti ;ma come non di rado accadersuole ne’mo-menti di piü grave pericolo, corsero ncllacitlä intestine diseordie.
Il governo avea prescrillo al nuovogenerale Giustiniani I' allestimento di 15galee. Il popolo, sdegnato della carcera-