Band 
[Volume primo. Parte seconda.]
Seite
200
JPEG-Download
 

200 CII1

zionc fiel Pisani ricusö <1’ ascriversi alruolo beuche di giorno in giornu cre-seesse , oll reelle il bisogno , il pericolo,mentre Pietro Doria partito eon nuo\asquadra da Genova facea vela versol'Adriatico per assalire Venezia d’ aeeordoeon Franeeseo da Carrara . E in vero ,sorpresi ncll’ !stria Kovigno cd Uinago,passu ad oeenpar Grado, poi Caorlc : diiä venne a Brondolo, indi a Maiamoeco,tenlö (jui\i di assalire i caslclli fabbri-eati sul lido maggiore, nia posria dispe-rando di vincere Venezia eolla lorza,prese la deliherazione di abbalterla eonla fanie.

Porlö allora il cenlro della gnerra soltoChioggia , e c " o dal Carrarcsc eheF assaliva dalla parle di terra, dopo settegiorni d’ assedio la vinse. Nella piazzas’ alzarono le insegne di Genova , nelpalazzo prelorio quelle dei Garraresi esulla torre le Ungare; venne (atto pri-gione il podeslä Pietro Emo e pdriala lala dcsolazione in lutta la citta. « Essendoin tali .(erniini (scrive AIareo Barbaronelle sua Cronacn) parve al Senato perliaver pace niandare ambasciatori aCbiozza a M. Pietro Doria capitanio ge-nerale de’Gcnovcsi, el al Signor di Pa-doa, die cra ivi anco lui ; e la coinmis-sione sua fu deüa cleüberatio tenebrosala quäle non ho vedutn per essere nelGonseglio de’ Dieci , nia dicesi , eheli (lelleno cai ta bianca, purche Ve-nezia riinanessc libera : li qoaü alli 22del detlo niese (d’agoslo) li esposeno ilbene che era a godere le villorie e nonlenlare la fortuna, provamlo oio eonmolti esenipii passati , e con il nostro ,che non volendo con loro Genovesi lapacc onorevole , quando fu \olta la suaannala a Sardegna , !' addimandassimopoi e fu fatla con danno nostro del1555;... rispose ad essi ambasciatori, cheprima volevano poner le brene a qucllicavalli sfrenati, che sono sopra la chiesaili S. Marco, e poi li dariano la pace.Inlesa tal risposia si comincio a fare pa-lilieate dal lito di S. Nicolo a S. Spirilo,e poi circondando la cilta (ino a S. Mar-lin da Slra, tenendo navilii armali nellieanali. Dalla partc di tramonlana puocotemevano per esser 'l’reviso nostro , alquäle il Signor di Padoa all’ uitiino diagoslo pose F assedio con aiuto di Garlodalla Pace nepole del re d’ Unghuriacon 10,000 Unglieri. Alli .15 settembrio iGenovesi venncrö a Povegia e a Mala-moeco, dove feccno una baslia , e vi po-

CHI

seno bombnrde, die giungevano a S. Spi-i-ito ; e in Venezia entrava villuaria senori puoea per il Trevisano.... » Pensaiidoadnnque il governo alla piü valida difesadella dominanle , deliberö d’ accrescerele pubbliche gravezze, requisi gli ori egli argen li privati per farnemonefa; so-spese lulti i salai j del minislero, ordinödie i olauslrali medesimi fossero obbli-gali a prendere le armi; inline decretöla elezione di un eapitano generale , ilquäle, inveslito di sommi poleri, prov-vedesse al pcricolo della patria.

Mcnlre pero nel Gonsiglio mnggioreslavasi disculendo sulla scelta del per-sonaggio (poiclie il doge avea 72 anni),una molliUidine d’ uomini alterrili , didonne piangenti ingoinbrava la piazzadi S. Marco e circondava il palazzo. Sialzd un grido nel pojiolo : FogliamuFettor Pisani per generale: Fiva Pisani !All’ udire queste roinorose acclamazionie fama s’ affacciassc il prigioniero allaferriala del careere, c rispondesse: Nungiä viva Pisani! Firn, S. Marco ! Cresce1’ ainmirazione e il desiderio di quelgraiid’iiomo a si generöse parole : corn-prende il Senalo che il voto popolarc eil migliore parlilo che gli resta : e Vol-lere passa (lalle calene al romando senzaira deirimmerilalo castigo 0 grandc ugual-incntc nell’una e nellaltra fortuna. Ili-nasce allora il coraggio ne’Veneziani :lulti si adoperano in preparare armi,barehe e munizioni ; e i Genovesi chepoclii di prima minacciavano orgogliosi1’ odiala rivale, veggono con maravigliauna flolla sorta impensatamente navigarela laguna e difendere la cilla. Ma Chiog-gia , oggelto di lerrove e d’ incessanlepcricolo era in potere del netnico : sideterminö d’ arrischiar tullo per impa-dronirsene. Fu allora che il doge volleesser cgli slesso condoltiero dell’ inipresa,c giuro di non tornarc in palria sc quellacilta non cra ricuperata.

Il \cnerando Andrea Contarini , ascol-lala la messa solenne, s’avahzö il giornodi Valale in piazza di N. Marco alla lesladi lutta la nobiltä , tenendo in mano ilgrau gonfalono della rcpubblica con que-slo sali a bordo del 1c navi esallando al-F ultimo segno Fenlusiasino dell’inlerapopolazione ; la quäle accorsa sulla riva.iii spettatricc di quella sccna , in cuivije un presagio di vicina liberazionc.Salpo la liotla preccduta da quindi galeecolle quali Pisani blocrava il porto diChioggia. Vani gia stavano per uscire