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[Volume primo. Parte seconda.]
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quäle ebbe grau parte Amedeo VI di Savoja, sopranominato il Conte Verde . Con-seguenze prineipalissime di essa furonola cess'ione di Treviso al duca d’Auslria,e la consegna dell’ isola di Tenedo alconte di Savoja con facollä di disporne asuo piacimenlo dopo due anni.

Alcuni scrittori opinarono faeessero iVeneziani pei prinii uso dell’arliglierianella guerra surriferila: altri invece, os-servando che Daniele Chitiazzo, scrittorecontemporaneo, parla dell’ arliglieria co-nie di cosa nolissinra, e punto non ac-eenna fossero in essa adoperate per laprima volta neppure le bombarde, con-ghiellurarono fosse di giä a quell’ epoeaalquanto perfezionala. Malgrado siffaltadiscrepanza d’ opinioni non e per allroirnprobabile vi apportasse il generale Pi-sani dei notevoli miglioramenti: anzi nel-l'arsenale di Venezia eonservasi il 1110 -dello delle macchine a lui attribuite eehiainate bombarde, le quali lanciavanopalle di niarnto del pesodi ViOa 200 lib-l>re; ma la spesa riehiesla dal loro usoein tale che non si facevano operare senon una sola volla al giorno. Fu con 1111 adi queste che un giorno in cui Pietro Do-ria visitava i lavori di trinceramento aBrondolo, si rovesciö un inuro che nellasua cadula schiaccio il duce ncmico.

Dopo la guerra di Chioggia , volle ilgoverno serbar memoria di quella diffici-lissima e gloriosissima epoea coH’ordinaredie da essa venissero dalale le pubblicliecarte, cio avendosi ad intendere per la for-mtila ante e post bellum. Nel 1585 il dogeAntonio Veniercerco rislorarela citlä ossiaChioggia maggiore, dai danni patiti, es-sendo rimasta dislrutia la minore, e feceinvito a genli d'allri vicini paesi che venis-sero a ripopolarla. Da indi il commercioelapesca furono le occupazioni predilette de’suoi abitalori, e la storia di lei camminadi pari passo e congiunta con quella diVenezia : due fatti tuttavolta ricorderemospeciali a Chioggia , l’uno anteriore, l’al-tro posteriore aIla guerra. 11 primo risaleal 1509 in cui i Chioggiotti furono in par-ticol.tr modo presi di mira nella scomu-nica lanciata da Clemenle V quando iVeneziani presero Ferrara ; ed ebbero per-ciö a patirne gravi danni nelle persone enelle merci, sparsi com’ erano pel com-inercio in tutta llalia ed in Francia . Ilseeondo si riferisce al 1582, allorquandoil palermitano Sanseverino tentö d’indur-re la Francia a muoversi per la libera-zione del regno di Napoli . Quell’ anima

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siiperba (eosi lo qualitica il PmUa) si ado-perü, essendo in Venezia , tanto calda-mente coi legati di Francia , che raccol-sero in Chioggia tulti i capi principalidella parle francese in Italia per delibe-rare su quanlo fosse a farsi pel lmon suc-cesso delle faccende comuni. Vennervi icardinali Tornone e di Ferrara , il Ter-mes, il principe di Salerno stesso, il Sel-ves, oratore del re di Francia a Venezia ,il conte della Ulirandola, Cornelio Benti-voglio, il duca di Somma con niolti alt rifuoruscili napolitani, ridotti aH’estretnodi ricorrere ai forestieri per cacciar fore-stieri. Stimolava il principe con caldissi-me parole alla spedizione di Napoli ; maTermes ed il cardinale Tornone, dissua-devanoil tenlativo.Considerarono l’armataper trasportare uomini ed armi aneoranon essere pronta, la bnona stagione giätraseorsa; e perü, seguitando l’avviso deipiü prudenti, giudicü il consesso, nondoversi tentare il regno perallora; solo,per dar noja agli avversarj, spargevanofama di volersi muovere.

Fin dai primordj si resse Chioggia conproprio statnlo, ed ebbe polizia, cariche,uflicj separati, anche allorquando al de-bole governo tribunizio succedette qucllodei dogi. Godettero anzi sempre i suoiabitanti particolari privilegj, parecchievolle riconfermati. Cosi avvenne sottoAgnello Partecipazio , quando stabilmente(issati riinasero i doveri dei Chioggiottiverso i Castaldioni, o gaslaldi ducali, suc-eednti in parle delle atlribuzioni ai vec-chi tribuni; e furono determinati, allapresenza di tulto il popolo adunato ingenerale concione, i servigj ch'erano te-nuti di prestare al doge o ai suoi messicon barchc e carri ogni qualvolta anda-vano a caccia nelle selve di Loreo, fis-sando la ricompensa che ritrarne dovea-no. Cosi sotto Pietro Tribuno venneronuovamente determinati molti oneri e di-ritti della citlä, e ciö che piü imporlaregolati i confini del suo territorio versoAdige e verso il margine di Fusina, aConehe, Fogolana , ecc. ; lissando inoltrei censi ed ottenendo giustizia contro lemolestie suscitate dai Caloprini, i qualierano forse gastaldi ducali che aveanoabusato della loro autoritä. E nei conciljgenerali fu altresi sotto Orso 111 Parteci-pazio , confermato il diploma di PietroTribuno , quando il suo successore volleesigere maggiori redditi o prestazioni per-sonali.

Tali oneri e servigj andarono poi in