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[Volume primo. Parte seconda.]
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disuso o cd volger del tempo, owero peresenzione in cambio di preslali servigj ,come xediamo accadere net secolo Xlil,circa quello dclle gailine (Vcdi Hebe) cheogni famiglia pagar doveva al (löge, con-donalo in grazia <lel xalore ehe dimoslra-rono i Chioggiotli in una baltaglia controi Padovani. Verso lo slesso teinpo parecessasse anche quello del vino diMont’Albano, che offerir doveano pure annual-menle come riferiscono il Morari e il Ca-roldo.

Ai gastaldi ducali furono poi surro-gati nel 1211 e 1214 i podestä , i qualila governarono fino al cadere della ve-neziana repubblica.

11 codice antico di Chioggia , tra infi-nite prescrizioni proprie del tempo o lo-eali, come il vietare ai non parenti lointerxenire alle feste nnziali, alle mere-trici la dimora nella cittä e alle donncin generale 1’ uscir di casa dopo le dueore di notte; conliene saviissirne disposi-zioni, di cui forse e il piü antico esem-pio: lali sono i provvedinienti per quelliche perixano in mare od in luoghi sco-noseiuti, le niolle leggi per la lmonacoltura degli orli, e perche i presidenliagli argini vigilassero e visilassero ognianno i tcrrcni ovt! il mare polea rccardanni.

Oscura per altro e l'economia inlernadurante il XIII secolo.

Trovansi nominati un cousiglio mag-giore, uno niinorc dci Pregadi, gli ufhrjdi proprio, esaminadori, giustizieri, tu-tori di pupilli e procuratori della clncsamagcjiore. ln quel tempo ebbe originel’ufticio di caneellier grande, il quäleduräva in cariea Ire anni, e portaxa al-lora il titolo di scrivan gründe.

Gli statuti si riformarono eou Ire suc-eessive correzioni: la prima segui nel1552, epoca corrispondente alla compila-zione del libro VI degli Statuti Fene-ziani e questa riforma si disse Exccrptaex corretionibus Fenetiarum 1552. Laseconda si feee con permissione del Con-siglio maggiore veneziano neH’anno 1547col titolo Correliones et additiones partimde novo, partim de Statutis et ConsiliisFcnetorum sumptae. La terza ebbe luogonel 1581, dopo il riaequisto di < hioggia,e parli dal Senate medesimo di Venezia che l’ordinava con decreto dei 29 noveiu-bre. Con questo decreto, riflettendo essoalla notevole diminuzione degli abitantidi Chioggia (poiche da lß mila che necontava prima, era ridotta ad averne 5000

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solianto) soppresse aleune del le suddelteeariche e eoncenlrö in im solo individuola eaneclleria del conmne, dandogli ilnome di Cancellierc. Nel seguenle anno1582, a’27 di gennajo , con nuova deli-berazione registrata negli Statuti diChiog-gia, fu la cittä esentala da molte con-tribuzioni e accordata la ciltadinanza ve-neta e di Chioggia si d’intus che d'extraa chiunque entro due anni xi si fossereeato a dimorare abneno per un intierodecennio. A questi decreti vennero dietronuovi capitoli aggiunti allo Statuto a mo-difieazione de’precedenli.

Con tutto cio il consiglio di Chioggia non otlenne un sistema stabile che nelsecolo XV, laonde eonlinue erano le dis-senzioni e le conlroversie. Nel 1455 fupresa la risoluzione da esso consiglio diChioggia di negare l’ingresso nel inede-simo a coloro che niancavano dolle qua-ütä richicste dalle consueludini aristo*cratiche; ma tale detcrminazione nonebbe |>ieno effetlo che nel 1465, indi nel149t venne sanzionala dal Consiglio deiDieei, lissando j*ei candidati l’ctä di 25anni compiuti e vielando qualun(|uc in-noxazione, che non avessc prexiamenteotlenuto il suo assenso.

Negli Ultimi anni della repubblica 1 am-minislrazione civile di Chioggia era si-steinala nel modo seguente. II Consigliomaggiore componevasi de’soli cilladinioriginarj, ognun de’quali giuraxa nellemaui del Caneellier grande e alla pro-senza del podestä xenelo la legitlimiläde’suoi nalali e il compimenlo di 25 anni,il che registravasi nel cosi delto Librode’cittadini giurati. Da’ membri compo-nenli questo Consiglio eslraevansi quelliper la formazione del minore, costiluitoda trc deputati e Ire consiglieri col ve-neto nobile rettore. Spettaxa al consigliomaggiore la dislribuzione di aleuni uffieje altre carichc della cittä: al Consigliominore apparleneva pure l'elezione di al-euni uffiej e inoltre l’esame di tutli gliaffari da proporsi al Consiglio maggiore.Lo scrivan grande veniva eletto da’ suf-fragj del detto maggior Consiglio, ma eraaltra cosa dalla carica di caneellier grandedella cittä, ufficio vitalizio e decorato diveste ducale a guisa de’procuratori diS. Marco in Venezia . Questi nominavasida un collegio di 25 cilladini, era capode’ notaj e aveva dirillo di proporre alConsiglio maggiore lütte le faccende chedallo stesso dovevano esser deliberale. Ilpriino docutuento in cui al Cancellierc e