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[Volume primo. Parte seconda.]
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la paee. fu bensi la Val Sugana tmilaal contado del Tirolo, ma rispetto a Fel-Ire e Belluno si obbligö Francesco da Car-rara di cederla alla repuhblica di Vene-zia appena gli venisse fälto di ricuperarladagli Austriaci medianle la restiluzionedel danaro ricevuto. Nellanno 1580 il Car-rarese riebbe infatti le duc cittä dall’ar-eiduca Leopoldo, verso il preventivo esborsodi ducali 40,000.

Scoppiö indi a poco la guerra tra gliScaligeri e i Carrnresi, a cui prcsero parlei Visconti di Milano. Soggiacque il Gar-rarese c scacciato di Padova dovelte ee-dere alle inilizie ducali anclie le cilla dibelluno e di Fellre. II Visconli liformöallora gli stabil i di entrambe io cilla epose in esse duc coimnissarj, i quali anome suo le reggessero. Lui morto (1402)la vedova Caterina, altese le terribili lur-bolenze di quei tempi, fcce interniere aicilladini di Fellre, die li lasciava in pienaliberlä di governarsi da se medesimi. edeglino eonsiderato il grave perieolo sovra-Mante ogni di al paese per cagione delleinlesline ed esterne discordic. a\ visaronodi assoggetlarsi alla repubblica venela ,eome quella che per cssere forte e potenteoffriva maggiori guarentigie di slabilitn edi pace.Nei giorno lögiugnodell’aimo 1404segui dunquela spontanen dedizione di i’el-tre, la quäle venne aeeolta da BartolomenNani a qucst'uopo spedilovi dal Senalo;e di essa stipulossi solenne istruinentodie leggesi per disteso nella Storia delsopra mentovato Bertondelli. Vegliava al-lora alla custodia del castello della cittäGiovanni di Milano, (iglinolo naturale diCan Grande della Scala, ehe n’era il Ca-stellano in nome de’ Visconti. Giovannieonsegno pertanlo la fortezza a’ cittadini,che in segno di padronanza la ritenneroper lo spazio di un’ora, indi ne diederole chiavi al Nani, da cui vennero ricevutein nome della repubblica. Da allora que-sta cittä fu capoluogo della giä ricordataproviucia feltrina, e la sua storia va quasidi pari passo con quella di tutta la re-pubblica veneziana. Solo noteremo ch’essavenne oceupata dai Francesi nel giorno 15marzo 1797 appena ebbero vinta e dispersala divisione Lusignano e fatlo prigionequel generale coinandante, e che da Na-poleonc fu data a titoio di ducato al suoministro della guerra Clarke.

Seguita la dedizione, il governo \enc-ziano con ducali del doge Michele Steno approvö il 28 maggio (406 gli Statuti ele Consuptwlini di Fellre . ma riservossi

FEI.

il dirillo di coireggerii c riforinarli ogni-qualvoll» il bisogno l’avesse richiesto, enel modo che gli fossc piaciuto. A reg-gere poi la cilla spedi un nobile del Con-siglio Maggiore coi tiloli di podestä e ca-pifano, conferendogli nutorilä civile e cri-minale iliimitala. ma non escludendo peicilladini 1’appellazione ai tribunali dellaoapitalc.

Tre magislraltire erano in Fellre: Con-sitjlio , Unicersitä di citld e Unirersitä diconmnitä. 11 Consiglio componevasi di 70individui. niunero invariabile per prescri-zione delle leggi. Morlo il padre succe-deva il iiglio maggiore, purche legitlimoe di 26 aimi compili. In mancanza di (i-glitioli surcedevano gli ascendenti e di-scendeuli piü prossimi al defunto, e neleaso in cui laluna delle famiglie ascritteal Consiglio si fossc eslinla, seguiva l’ag-gregazione di allra a maggioranza di suf-fragj. Qucslo sislcma fu avvalorato conducali di Francesco Foscari nel 1461, eeondecrelo del ConsigliodeiDieci nel 1495.

La Unirersitä di cittä era cosli'uita daidepulati e dai sindaei, uflicj subalternide’ quali direrno in appresso. Diseuteatullo cio che doveva essere proposto alconsiglio. e si radtinava sollanto einquevolle nell anno.

Nella Universitädi oimunitä, della an-che Universitä intern . aveano ingresso ,obre i deputali ed i sindaei, anclie tutlele allrc magistralure del territorio. Eranoin essa Iraltati gli affari concernenti lepubbliche gravezze e le contribuzioni do-vute al governo della repubblica.

Le anzidelte erano le inagistrature pri-marie: le secondarie poi erano le seguen-ti. Otto deputati, chiamati Savj, i qualiduravano in carica quatlro mesi, e do-veano riportare il beneplacito del veneto podestä prima di esercitare ii Ioro ufFi-zio; einque almeno di essi erano obbli-gati d’intervenirc alla spedizionc di tuttii proeessi criminali, ordinati dal governoo portati al veneto retlore, eome rilevasidai molteplici decreti registrati negli sta-tuti della cittä. Quattro Promeditori allasanitä aveano ampj poteri per tutto ciöche interessassc la pubblica salute, maoltre che al podestä, erano in particoiarmodo soggetti alla veoeta magistraturade’ sopraprovveditori e provveditori allasanitä. Per ultimo la definizione di tultele liti attive e passive della cittä e delcomune era aflidata a due Sindaei.

Diocrsi. — Alcuni fanno risalireal terzospcoIo la isliluzione della sede episcopnle