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[Volume primo. Parte seconda.]
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nell’ inverno. In generale puö dirsi chela temperatura delle acque del Garda dirado eccede il 2A R., e rade volle o nontnai scende al disolto dci 5.

II lago ordinariamente e Iranquillo, matalvolla lo si vede agitato dalle correnlid'aria che sprigionandosi dalle gole deivieini monti ne investono la superticie,la increspauo, l’arruffano, la metton sos-sopra. Cid nondinieno e assai raro il caso(•he i naviganti restino vittima della pro-cella. ha piena cognizione dei venti, lafrequenza dei porti e dei seni formalidalio sj)orgerc e dal ritirarsi dci montiponuo rassicurare il naviganle sul feliceesito del suo viaggio. I barcajuoli addi-tano perü delle puiito inemorande pernaufragi: narrano leggende e miraeoli :svisano il poco di vero col molto di ma-raviglioso ed esagerato. Una di questcpunle e chianiata delle tempeste. Parecehisono i venti che usano il lago di Garda ,henefici pressoche tutti, quali alla novi-gazione, quali alla prosperita degli agru-mi. Dovendosi tragittare il lago (1a tincapo all’ altro, infinita sarcbbo la noja,enorme la falica dei remiganli, se urtodi vento non ajutasse l’andala. Quel venloche lira da setlentrione a mezzoggiornoe pronmove la navigazione da Torbole e da Riva di Trenlo a Peschiera c a De-senzano, punli opposli del lago , addi-mandano i barcajuoli Sovci'j quasi ventoche vien di sopra. Glider appellano quelloche spira da mezzodi a settentrione. Lanatura fu poi cosi sapiente e giusta ehediviso a qucsti venti ore determinatc diattivitä, dodici ore circa all’uno o dodiciall’altro. Cosi tengono essi, in certo quälmodo, equabilmente diviso il dominiodel lago. I venti salubri e fccondatorisono quelli detli volgarmente montese .La vinezzdj vento umido e piovoso dilevante, e piuttostonocivo alla vegetazione.

Il lago di Garda , piii che da soli ro-vesciamenti di monti, prodotti da lunghecorrosioni delle acque, sembra sia slatoformato da qualcuno di quei grandi ca-laclismi ch’ebbero luogo al cominciaredell’ epoca diluviana, cui vuolsi eziandioatlribuire il deperimento di quelle speciegigantesche di animali maminiferi cheprecedettero la comparsa dell’ uomo , eche ovunque trovansi inviluppate nei ter-reni innalzati all’cpoca stessa. Gli effettiju-odotti dai sollevamenti si manifeslanocon chiari indizj in molli Juoghi dellegiogaje alpine che tiancheggiano il lago,conjineiando dal punto ove ha principio,

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fino al proinontorio di S. Vigilio , cheguarda il sud ; e si manifeslano del pariin quegli sterminati massi di rocce piri-che e di rocce netlunicbe , le quali siveggono tra Gargnano e Said, sulla spondaopposta del lago; nonehe negli spacchiverticali apertisi nei calcari in posto diToscolano, e nei colli di irasporto , for*inati anch’essi d’una congerie di sassididi natura differente, ma che in parlelianno i loro analoghi nelle Alpi del \i-cino Tirolo, donile sono venuli, ed inpartc crollarono dalle alte inontagne pros-sime al lago. Le polle di tepide sorgen!isolforose, di cui si & parlato piii sopra,servono anchVsse tdice il professore Cla-tullo) a corroborare viepiü il noslro giu-dizio sulla causa prima che influi allaformazione del lago, e a erederlo conminore csitanza di origine vulcanica.« L’opinione (segue a dire il sullodatochiarissimo professore) che il fondo oraoccupato dal Ilenaco fosse 1’ antico letlodell’ Adige , vienc mirabilmcnle appoggiatadalle osservazioni del eonte Giovanelli ,meritissimo podestä di Trento , dal quälemi furono gentilmente comunicate. Kglivide in fatto che l’apertura per cui esceil Mincio doveva servire di esito ad unamassa d’ acqua assai volle maggiore diquella che presentemente si vede; e chela porzione di letto del Mincio, non piitoc.cupata dall’ acqun ft coperta ovunquedi ghiaja e ciottoli evidentemenle similia quelli che porta auche adesso 1’Adige.Dioe, che osservando bene alla Chiusa lafaccia delle rupi, si scorge che ivi e se-guita una grande rotlura, per effetlo dispinla superiore; e ciö principalmente inquel punto nei quäle la superticie dellerupi medesime si mostra nieno anticadelle Alpi circonvicine. Oltre a ciö v‘ hain quei dinlorni segni evidenti lasciatidalP Adige sopra gli strati posti ad un’al-tezza signiticanle, i quali provano che piiiallo fosse nei prischi tempi il suo livelio.Il conte Giovanelli pensa che sui fian-chi aperti dei monti sussistono tultaviaindizj manifesti dell'antica direzione delliume verso il lago (per la parte di Rivoli);nei quäle coneetto lo con ferm a viepiü lacopia grande dei ciottoli atesini dispersisul piano, ora piü ora mono inclinato, diquella famosa contrada ». (Catullo , Deiterreni alluviali o postdiluviani delle pro-vincie venete.J

Fra le specie di pesci viventi nei lagodi Garda notereino le seguenti: anguilla,aola, barbjo, boza, bulbcro, carpione, ca-