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Uicordanze dei tempi romani trovansiparecehi marmi dissepolti in Serniione,in Garda, in Desenzano, in Salö e inRiva di Trento . Una bella raeeolta sene vedo nell’opera di Otlaiio Rossi, Lememorie bresciane. E ehi arnasse per av-ventura piü cireostanziate nolizie inlornoai marmi antiehidellc miet e, non avrebbeehe a consultarc il Gruteru, il Panvinio ,ii eavalicre Giulio Dal Pozzo, il Saraina,il Maffei, il eonte Ignazio Bevilacqua La-zise, il Tarlarotli e il nobile Ortis Wa-nara.
Lc piaggie del lago di Garda salironoa celebrita sia nelle storic del medio evosia in quelle dei nostri giorni. Nel nonosecolo rosseggiarono di sangue fraterno.
1 Benacensi tentarono sotlrarsi alla si-guoria di Verona ; ma debellaii dopolungo cd accanila lotla nell 5 849, si vi-dero aitretti a sottomellersi all'emulaeitlä % ineitriee.
Tealro di lungo e sanguinoso conflittofurono pure le rive e le aeque del Garda nel secolo quinlodecimo, al tenipo del fa-inoso assedio di Brescia , promosso dal-1’ ambizione di Filippo Maria Visconti contro i Veneziani . II principe di TrenloAlessandro di Mazovia si vide implicatoin questa contesa, e per mala sorle sidichiarö in favore del Visconti contro larepubblica di Venezia .
II Barbncovi nelle sue Memorie stori-clte della cittd di Trento narra qucslofalto in suecinto nel modo ehe segue :
« Avendo l’armata del duca Filippo Ma-ria Visconti 1’ anno 1458 Stretta d’ asse-dio la cittä di Brescia soggetla al doini-nio veneto , ed rssendo impedita la co-municazione col Veronese dal marchesedi Mantova collegalo col Duca , Gattame-lata capitano generale dei Veneziani , siaccinsc all'impresa di atlraversare la ValNabbia, la contea di I.odrone e le Giu-dicarie per quindi sboccare nell’Archesee per la valle Lagarina trasferirsi a Ve-rona . Prima perö di tale impresa Luigidel Venne, ministro del duca di Milano ,erasi porlato a Riva, ove aveva eonchiusoeol principe vescovo Alessandro un trat-tato di alleanza contro la repubblica; equindi fu che nelle Giudiearie si trova-rono sulle armi i contadini del paese perordine del principe vescovo, i quali vali-damente si opposcro al passaggio di Gat-tamelata, che non senza gravissimo dannoentrü poi nel Veronese . La guerra fusfortunata pel duca di Milano e pe’ suoialleali, ed il principe vescovo di Trenlo
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ebbe in essa a perdere Riva, la quäle fuassediata per terra e per acqua, e dopouna lunga difesa presa dai Veneti il di 0maggio 1440, nel potere dei quali rimase,perehe nella susseguita pace di Cremona dell’anno 1441, Riva eolle sue pertinenzevenne giudicata alla repubblica ». A que-sto proposito noleremo che l’anno 1459segna una traccia indelebile e cospicuane’fasli veneziani . In occasione della dettaguerra contro Filippo Viseonti, sonosiportale da Venezia al lago di Garda cin-(|ue galee ed allri venticinque bastimen-ti, convegliandoli su per valli e monta-gne dall’Adige al porto di Torbole , suiconfini del Trentino . Questo maravigliosotrasporlo, che venne paragonalo eon en-fatica espressione al passaggio delle Alpi fatto da Annibale , denota la sorprendenterisoluzione della repubblica nelFadottarcripieghi, disprezzando i maggiori oslacolinel menlrc che assicura cncomio costanlea eerto Sorbolo di (andia ed a NieoloCarcavilla, per le scmplici manovre im-piegate ad cffettuarlo, e per averne quelprimo assicurata la possibilitä dell’ese-cuzione.
In questi Ultimi tempi navigli gucr-rieri solcarono le acque del Garda in oc-casione dell’assedio di Pesehiera del 1800,il nono anno della repubblica francese .
In quanto ai confini delle provineie diVerona, di Brescia e di Trento , andaronodel continuo soggeUi ad alterazione.
Il principato di Trento , per darne unesempio, si protendeva assai piü dentronel lago di Garda che nol faccia al pre-sente, sia dalla parle della riviera bre-sciana che della veronese .
I commentatori di Dante spiegando quelsuo passo dell’ Inferno:
Lu>-jo e nel me/ro Id dove il Trentino e quel di Ur *sei« e’l Veronese
Srgnir poiria ciaseuno tn suo camutino ;
lissano i confini della provincia di Trento (ai tempi di Dante s’intende) al Prato cosi delto dell* Farne vicin di Gampione.II principe di Trento possedette eziandiola contea di Garda nella riviera veronese .— V. Gahua, cimune. — L’imperatoreBarbarossa la diede in feudo ad Adal-berto principe di Trento li 17 settembreUB6, colla condi/.ione: « Ne ei liceat il -lud (castrum) infeudare aut vendere , autimpignorare . vel aliguo modo ab Ecclesiatridentina alienare. Ad majorenn quoquecautelam Burgenses in Castro tiardae ad