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seuola di Palma il Giovine. II soffitto edi'iso in 53 scotnparlimenti eoloriti (laPier Maria Penacchi. Quello del eenlroolTre la incoronazione della Vergine ed hanotevolmentc nobili tipi. Nella sagresliaeonservansi arazzi del Cinquecento so rar-loni d’ignoto pittore, forse tedesco .
Altri tempj ancora e inonastcri potreb-bonsi rieordare famosi in antico e diJilcuno de' quali appariscono tntlora gliavanzi, ma bastino i fin qui annoverali.Solo non possiamo tacere di S. Gipriano,ehe sarebbe isolelta se non fosse con-giunfa a Murano per breve e privatopassaggio |)oco stante da S. Pietro. Orde-Jafo Faliero trasferi quivi I’ abazia diS. Gipriano dal priino Malamocco virinoa somniergersi.
La cronaca di Andrea Dandolo fa risa-lire la costruzione della c.hiosa lino aitempi di Giovanni Parlecipnzio, eine al-1’anno 881 , poi fu ricostrutla nel 4009,poi nel 1608. il convento fu prima tc-nuto da’ Benedetlini, quindi dai Somaschi,quäl eollegio pe’ ehierici vcnez.iani e inquesta condizione durö lino agli Ultimitempi.
Da qtieslo collcgio non pochi passaronoa sedie episeopali o a calledre illustri.Ora ogni cosa e deserla ; solo ei gio\isapere , che parle dei monumenli cheformarono l’ornamcnto di S. Gipriano fu-rono trasferili in Venezia nei seminariodella Salute.
Tenuto discorso dolle chiese, le qualieostituiscono il principale decoro arlistieodell’ isola, allro non ei i'esta a notare senon che il ponle lungo (tra S. Pietro eS. Maria degli Angeli), venne eretto nel1843 da Francesco Maccolini , celehreslainpatore \eneziano ; e che nel palazzoTrevisan (di contro a S. Donato) sussi-stono ancora avanzi di pitture dello Ze-lolti e di Paolo Veronese , non meno chedi lavori in plastica del Vitloria.
Arte vetraru. — Le fabbriche dei ve-tri, dapprima sparse per la ciltä di Ve-nezia , \ennero continate a Murano in-torno al 1300, attesi i frequenti incendjche cagionarono. Ora per altro avvenedi bei nuovo qualcuna anclie in quellacitta e percio a tulte accenniamo nelieseguenti notizie , iutte formando un soloramo di commercio.
L’ isola acquisto allora molla impor-lanza : ottenne privilegj amplissimi ; isuoi ciltadini erano cittadini veneziani :Le alt re arti erano sotto il governo dei Jmagistrafi inferiori; F arte vetriaria era
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soggetla al consiglio de’dieci. Si tenevamateria di Stato: un lavoratore di Mu-rano che spatriasse era reo di morte. lnlanla oslimazionie s’ avea insomma 1’ artevetriaria , che le liglie de’ lavoratori divetro , sposate ad un nobile veneziano,conservavano a’figli loro quella purezzadel sangue, ch’ era neeessaria per averpartc nella sovranitä.
La muranese moglie di un nobile, se-deva fra le palrizie illustri, lllustrc pa-trizia auch’ essa, e come tale riverila dalulli. accolta da 1 Io sorelle come uguale.A cio aggiungasi il singolar privilegioche avea Murano di coniare annualmentealcune monefe d’argonlo detle oselle perdislribuirle al veneio rellore e alle ca-riche del suo consiglio. La oselln mo-strava da nna parle l’impresa della co-munila, ossia un gallo con una serpe nelroslro; dall’allra le insegne e i nomidel dogc , del podesla , del camerlcngo ,dei quattro deputali c l’anno progressivein cui battevasi.
Nel 1674 il nnmero di qncsle monetel'u limitato a 100; indi nel 1699 a sole80, e taute se ne coniarono lino agliultimi anni della repubbliea. II loro pesoera di 180 grani circa. INella RaccoltuPinelli si eita quella del 1881, d’ondc,si dice , <’he continua la seric lino agliultimi tempi: perö, sebbene pift veechioapparisca tal privilegio , non se ne tro-vano ordinarianicnle che dal 1673 o 1674(ino all’ultima del 1796 , che sola fratritte ricorda un fatto speciale , cioeI’ offerta di 800 soldati al dominio. Erara a trovarsi inliera la raccolta delleoseile.
Senza indagar qui donde provenissc aVenezia Parte velraria, Irasti notare chevi si eseguivano di cosiffatti lavori linodal secolo undecimo.
Nel 1280 Cristoforo Briani, udilo daMarco Polo che solle coste della Guinea facevasi incetta d’agate,di calcedonie edi altre simili pietre , ne tento P imifa-zione c giovato , fra gli altri , da Dome-nico Miotto, ci riusci per modo da spe-dirne a Bassora un assai grosso carico earricchire. II Miotto poi ridusse 1’ imita-zione delle gemme ad arte distinla dallacomposizione del vetro ; donde i mnrga-riteri. Fra questi , Andrea Vidaore fujnimo a maneggiare la margarita allafiannna volante della lucerna e ridurlai piü tersa e screziala, nonche indorarla ;| per cui, venuto in grido, ottenne nel 1828| una matricola particolare.