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[Volume primo. Parte seconda.]
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A niez/o il Seeolo XV nsciiono dalle.oflieine di Murano i primi erislalli e nelWII erano trovate lulte le possihi!i gra-duazioni ili eolori nel velro, negli snialtio nelle couterie, nondie la pnsta venfa-rina, come vedremmo in appresso.

Nel 4319 le fahhriehe di velri si divi-sero in varie dassi, le quali. secondo 1’ul-tima capilolazione , « mariegoln eranoquallro, le fahhriehe di soll! di \e!ro, nerislalli; quelle di laslre, quari e rulti;le fahhriehe di eanna ordinaria per con-lerie: quelle di eanna pei morgariteri ee jierlcri, e di puste in pani. A Venezia poi b escrcilavano le arli degli specebieri jde’marghai ilaj e de’perlaj alla lueerna. |le quali erano una dei ivaz.ione delle prime |tenule come arli madii.- j

Leggi speciali, lim» dal 1273 regola- !vano unarte di lantn iinporlan/.a pel com-mercio; soi vegliavasi allentainenle perdiei prodolli lbssero huoiii. si diseiplinava ,il liroeiniu eui doveano solloslare i gar- ;zoni per tendeisi ntli a divenire operaj, ilenevansi dne liere annuali, e severissi- jinamenle era vielato il porlar liiori dellelagune cosa alruna elf enirasse nella ina-iiipola/.ione dd velm.

l\d 480(i, seiolle le corporazioni d' arlie meslieri. ancllt! P industria velraria sitrovö aperla alla libera concorrenza; co-sirhe, abolite le anlidie dassilic/.ioni, orale fubbriche di Murano possono ridursia Ire calegorie: quellt* di eonlerie, <|uelledi vasellanii o recipienli di velro e quelledi erislalli c di laslre. Le labbrirhe deglispecchi, antieanienlo rinomalissinie da do-versi avere come una industria affalloeslinla.

Le eonlerie . si dislinguono in liue edordinarie. Per Je primc Loperazione piiinolevole e la fusione delle coinposizioninecessarie ad oltenere gli snialti o leranne per le pei le. Essevariano secoudoehe voglionsi avere uiosaici, pielre pre-ziose arliliciali od allri prodolli.

L’arte de’perlaj. che si e tradizional-mente ronservata , riduce il velro a tilid’estrema finezza come di sela , e eom-pie lavoii variamenle eolorati e intrec-eiati, vasi, bicchieri, cestellini, vaghissirnia vedersi e d’egregio ornainento. In([uesla speeie d’ industria si distinse inmodo parlieolare ultimaniente Jacopo Tom-masi.

Fra i prodolli meritevoli di attenzione,i quali escono dalle oflieine velrarie, van-no annoverati i vetri a tiligrana, i milleliori e la eelehro avvenlurina. Quanlo alle

\T.NFTO

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inanifattnre di vetro a liligrana, esse eranosingolare ornainento della industria \e-traria , e appena eomparvero ollenneromolto favore di eonipralori. Ma sieeoniela *moda non si nianlenne, cosi Parle ri-tenevasi spenla . e le lazze, i fiaschelli,le haeinelle venivano ui noslri giorni eer-eaii roii assai premura . e pereid pngalia earo prezzo.

II biissoliu resliluia Venezia quesPar-te, e tlopo di lui varj l'urono i prodolliottenuti, formandosene utensili, vasi, pa-lere, ed allri nggetli a foggin anlica. noumeno ehe laslre iniilanli i rnarini od an-che l'anlasliehe per niosaiei e mobiglie.Si l'eeero pure laslre e invelriale rotondea liligrana di nuova invenzione, per lequali ilBigaglia ottenne nnprivilegioesehi-sivo, e snpeiano in vaghezza le laslre eo-loralc, polcndo egregiamente servire afar invelriale di hellissimo efTelto per ilgiuoeo della luee ehe pud ollenersene.Egualmenle i mille liori sonn vaghissimi:nella loro fahhrieazione si dislinsero, fragli allri, i l'raneliini eil Bigaglia, il quäleproduee eziandio il rapolavoro degli snialtiV tim'itlaiina nrtijiciute.

K oggimai un seeolo ehe l arle di farqueslo suiallo si trovava nelle oflieine vr-liarie di Murano , e ben presto lal prn-dollo dilfondevasi oumque rieereaiissinio.

1 lapidarj dicono avventuiina una speeiedi quarz.o lendeule al giallo bruno , ilipiale rifulge pel lucrieare di paglielleehe sembrano d’oro: e rinviensi in varjliioghi: in Prancia, in Inghillerra, in Si-heria. La famiglia Miolli possedeva il se-grclo della sua eomposizione; ma da mezzoseeolo eredevasi perdula, ed ogni manieradi coniniereio era eessato. Inlorno al 4830,alle esposizioni d’ industria in Venezia eMilano , Dainislro, Barbarin, Moravia eCom-pagni, e Pielro Rigaglia presenlarono saggid’avvenlurina arliliciale. i quali fecerosperare risorla colesla fabbrieazione. Iri-falti il Rigaglia, nelle varie esposizioniche suceedellero, presenlo quasi sempre isuoi prodolli niigliorali, e cosi a Venezia fu restilnilo il vanlo di prima, e fu ri-novalo il eonunercio delPavvenlurina, laquäle si prelese di avere scoperto in Fran-cia, ma, per confessione degli slessi Fran-cesi, senza poter eguagliare la venela. 11Bigaglia riusci pure ad oltenerne in unasola fusione masse eonsiderevoli, siechepreslandosi a grandi lavori, s’accresceinproporzione an die il suo pregio. Egli,parccchic volle preiuialo pei progressi chefeco l'are all’industria velraria, inventö

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