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[Volume primo. Parte seconda.]
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c.ielo sia da esse oscuralo per lulla la

giornala.

La temperaluia niedia della cittä diPadbva e di 10° 0 R. II merctirio sale poinella stalo iino a 28" 6 IL. c ciü in par-ticolare nelle prime ore pomeridiane ; esi abbassa lalora nel verno ai 12" R. solleIo zero. specialmenle nelle prime ore an-limeridiane. Ma \nolsi avverlire che glieslremi accennati sono di bre\issima du-rala, poiclie la slagione invemale vienedi molto raddolcila dal quasi conlinuodominare dello scirocco. Ancora noleremoche nei varj distretli si risconlrano al-cune di Here uze. Le nebbie sono piü fre-quenli in quclli di Piove eGonselve; pri-mieramenle per la minore devalezza delloro suolo, poi ancbe per le maremmeche esislono nel primo e nelle sue vici-nanze. K quanlo alla lemperalura, nei di-slrelli di Esle e Monselice non meno dienei dinlorni di Teolo il lreddo e lalorapiü intenso e di piü lunga durala; manello slesso tempo la loro maggiore ele-vaz.ione e la presenza dei colli rendonoParia di quesli paesi piü pura.

Agricoi.ti ra. _ Walgrado i ripetnli la-

gni ehe nel Pado\ano l’agrieollurn vengaIraseurala, e lonlana sia da quello slalodi progressiAO miglioramenlo ehe sisrorgein allre provincie linilime, eome ad esem-pio in quella di Vicenza , cerlo e che. ri-spetto alnieno alla vile da cinquanP annidrea si allese con sempre maggiore slu-dio alia sua collivazione , ond’e ehe ilprodollo del vino si e piü clie raddoppiato.Parlando delle vili che si collivano soprale 3/4 parli della superficie del suolo pa-dovano e costitiiiscono una delle princi-pali ricebezze di questa provincia, si hannole seguenti varieta principali: Marzemina.E’ la piü stimafa, ma non quella che piüestesamenle si collivi, sopralutlo nel pia-no: quella poi di monle, cosi la biancaeome la nera, si vende anche per frutlo.Uva (Toro, cosi detta dalP aureo colorede’suoi grappoli. Si colliva ne’ monli; emangereccia, ma se ne fa ancbe Ainobianeo squisilo, che puo riescire ancbedabotliglia. Corbiila, Corbinella, Fnulara.Quest’ultima si ha da Ragnoli e da Tri-bano nel dislretto di Gonselve; se n’ epero moilo eslesa la collivazione anchein altri dislretti , dando essa un vinoforte, assai nero e che supera nella du-rala lutti i vini del padovano. Cavrara,JYegrara-RosseU«, la quäle da vino d’ol-tima qualila e si colliva parlicolarmenlcnei dinlorni di Rovolenla, Gatfa Luglinlica:

PAD

e di due qualila, eine bianca moseala: e mmmoscala: piü mangiereccia ehe da vino. P<t-turcsca, dal picciuolo rosso, e Palurescadal picciuolo verde: danno moilo mosloe vino assai gralo, ma non molto forlene moilo nero. Piyttofu : e poco coltivala(»erclie quantunipie renda saporilo il vinopure non gli da colore, qualila necessaria,nella provincia e ancbe in allri luogbi.perebe il vino riesea commerciabile. Tin-torin: Cu per qualehe tempo molto in vo-ga pol eolor nero di’essa da al vino, mae scijiila c gli comunica im saporc piul-loslo callivo: per la quäl cosa e quasidel (ulIo Iraseurala . specialmenle dopodie le uve oorbine, corbinelle c frinlare,eoltivale con grandc amore. arricehironoln eanliue di vino generoso, di lmon gu-slo cd abbaslan/.a colorilo.

Nel cireondario degli Eugenei si ten-göno le a ili hasse cd a palo secco; nelleCampagne adjaeenti al piano di Monseli-ce si lasciano asccndere sni ]iioppi agrandc allezza c non si polano che nellerzo anno. Nella parle alla ed asciulladella provincia le vili si tengono aocop-piate al noee e in bei festem dislesi dal-I’ una all’ allra pianla ; ma nei lerreni al-ipianlo umidi c bassi, al noec viene so-sliluilo il saloio e lalvolla il pioppo.

In quanlo alla collivazione dei gelsi,essa ha cominoialo ad eslendersi dopo(juella delle vili ed al presente e in gran-dissiina allivilä. Alcuni fra i piü riechtpossidenti ne fecero estesissime pianla-gioni con ollimo successo, anche in queiluogbi ehe per la loro siluazione uiuidae bassa, eome per esempio Correzzola ,non sembrano i piü favorevoli per que-sli alberi; e molli proprietarj consacranopersonalmenle alla collivazione dei gelsied all’ allevamenlo de’bachi da sela leeure piü assiduc. ln generale rari sonoquegli agricoltori che non abbiano o po-co o molto arriecliito i lorocampi di questaiitilissima pianla. Siceome pero il gelsoama piuttoslo un suolo siliceo-calcario chetroppo argilloso, cosi sembra die a pre-ferenza se ne dovesse proinuovere lacol-tivazionc piü die allrove nei dintorni diPiazzola, dove se anche i gelsi fornisserominore quantila di foglia, questa perösarebbe piü consislente, e di migliorcqualila riuscirebbe la sela. Il dislrelto diCamposampiero e quello di Montagnananella parte die eonlina col Vicentino ,posseggono i luogbi piü abbondanti digelsi."'

Siccome i monli non occupatio die una