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inura per un bei ponle a Ire arclii aS. Massimo e formando il eosi delto ca-nale di Roncajetla.
La eliiaviea Bovetta, poeo sotto al pontedi S. Leonardo, eroga dal (iume un pic-colo ramo d’acqua che passando pel ponledelto ancli’esso della Bovetta e per qucllodi S. Giaconio, rienlra iiuovamente ndcanale. di ponte Molino, dopo aver servitoad animare alcnni tqulicj per solo usodei quali sembra che sia slato escavato.
Finalmente allra derivazione per ser-vire alla navigazione e quclla che formail cosi detto canale di Santa Sofia, che haorigine dei Piovcgo alle Beccherie Nuovein Porciglia e finisce al ponte dell’Ospi-tale, ovesi congiunge al canale di S. Mas-simo. Per queslo mezzo il naviglio di Ve-nezia comunica col canale di Boncajettache conduce a Cbioggia.
A vieineglio conoscere quanto si abbiaprovveduto nella cilta di Padova alla co-moditä delle interne comunicazioni, bastiavvertire che mentre nelle allre cilta at-traversale da fiumi non si trova che unoscarso nnmero di ponti, quivi sc ne con-tano 28 alcnni dei quali, conie vedremo,di anlichissima coslruzione. Oltre questi,che possono chiainarsi principali, moltialtri ve ne sono che, sebbene di minoregrandezza, merilano tuttavia di essere ac-cennati. Il solo finmicello che passa da-vanti al collegio delle Rimesse , ne ha(piattro in pietra edificati non senzaqual-che eleganza di forme, a cui s’agginngeun acquedötto il quäle da S. Daniele, ri-mancndo sempre celato sotto la strada,
10 guida al Prato della Valle .
Di taii acquedotli il maggiore e vera-mente considerahilc per la sua lunghezzae pel suo artificio. e qoello che accoglie
11 canale di S. Croce all’ entrare ch’ essofa nel Prato della Valle e sotterranea-mente lo conduce al ponle dei Papi, ove,.dopo aver circuito Pisola, di nuovo si na-sconde negli anditi dei ponte medesimoper riuseire allato della basilica di S. Giu-stina. Qun§ti due tratti di canale coperlosono lunghi metii 250 circa.
Accennata cosi la lopografia della citta,soggiungiamo la descrizione dei pubblici eprivali edilizj ond’e adorna, non senza ri-cordare cheinolte delle sue stradesono lian-cheggiateda portici e alcune case esterna-menle dipinte, ma pressoche tutte unifor-mi rispetto all’ arcbilettura. In seguitoparlereiho degl’istiluti di educazione e dibenelicenza,dei conventi, delle carceri, ecc.non meno che di quant’ altro riguarda
PAD
la citta niedesima sia dal lato eeonomico,sia da quello amministrativo.
I.cofiiu sac.ui. — V. Andrea, t iö che avvidi osservabile in questa chiesa e una ta-vola collocata sopra la porta che mettein sagi'estia e rappresenlante i Santi Gia-eomo e Girolamo al piano, la SanlissimaTrinitä in alto, opera di guslo bellinesCodipinta nel 1559 da Girolamo da S. Cro-ce. llacconlanoalcunicronisti che nel 1209Padova movesse gnerra coidro i marehesid’Kste. Gii uomini della contrada di S. An-drea che in quella fazione supetarono dicoraggio gii altri, espugmita la rocca d’E-stc, di hi' portarono via un leone. A ri-cordanza deil’onorevole fatto i Padovaniposero sopra rozza colonna fuori di que-sla chiesa un leone sotto il quäle stavascritlo: MGGIX Magister Daniel fecit.Esso perd vonnc distrutto nel 1797 e solosurrogato dopo qualche anno da quelloche vedesi attuahnente, eseguito da Fe-lice Chiereghino.
Annunziata neIVArena. Oratofio si-tuato in una spaziosa piazza di liguraelittiea , che ha di lunghezza 310 piedipadovani e 210 nella sua maggiore lar-ghezza, chiamata arena poiclie le mura-glie ehe la circondano seguauo le vesti-gia di un antieo anfiteatro L’ oraloriovenne fatto inurare nel 1305 da EnricoScrovegno liglio a quel Reginaldo che perla sua famosa avarizia Dante colloeö nel-l’inferno. Le opere d’arte che rendono fa-moso quest’oratorio sono i freschi che vilasciö il liorentino Giotto , i piü conser-vali che ei riinanganodi queli'immortaleristoratore della pillura italiana. Pare cheli dipingesse nel 130ß. Questi freschi in-signi stanno disposti in tre ordini dispartimenli, nel piü alto de’ quali veg-gonsi rappresentate le azioni della Ver-gine, e nei due inferiori quelle di GesüCristo . Sotto ad essi e come a dire nelbasainento sono dipinte a chiaroscuro lesette principali virlü e di prospetto i vizjopposti. Sulla parete che sovrasta la portae figurato il giudicio finale. La vülta, tintain azzurro e seminata di stelle dorate, vainterrotta a quando a quando da sfondi,ove campeggiano in mezza ligura NestraSignora col Bambino, il Salvatore e pa-recchi Santi. Nelle fascie, che dividono|ier lungo gii spartimenti, sono varie ima-gini ed azioni dei profeti.
Nell’alto della tribuna, soprü l’arconc,sta un’Annunziala di un pennello menlargo e men corretto dei giottesco, mapure a quella scuola allevato. Ai lianchi