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dell’arcone predetlo tlue spartimenti, forsedella slessa mano. Quelle a destra rap-presenta la visita della Vergine ad Elisa-bella ; l’altro, a sinistra, Giuda che isti-gato da Salana slringe il saerilego patto estende la anano al prezzo del sangue.
Nell'interno i dipinti delle pareli late-rali sono da taluni attribuiti a TaddeoBartoli sanese.
ln (juesta medesima Iribuna e degnodi osservazione il sarcofago di Enrico Sero-vegno, morto nel 1320 in Venezia , oveda lungo tempo viveva in esiglio dallapalria. Nella sagrestia, sotlo una niccbiadi gotico slile , sta efiigiata in piedi lastatua dello slesso Serovegno, colle maniginnte e colla faccia rivolla al cielo.
S. Antonio (volgarmente il Santo). Nellapiazza alligua a (juesta basilica e degnadi molta osservazione la statua equestredi bronzo posta sovra eminente piedistailoligurante un deposito sepolcrale. Rappre-senta Erasnio da Narni dello il Gultame-lata illustre generale della repubblicaveneta . E opera stupenda del Donalello,qui chiamato con pubblico decreto dalveneto Senato per eternare la memoriadel prode capitano che salvd 1’ esercitodella repubblica nella guerra del 1438conlro lo Sforza .
Da presso sorge una cappellina nior-luaria gia dei principi Carraresi, ora dellafamiglia Papafava. Itacchiude sepolcri an-tichi, piu cari alla sloria che alle arti.
11 tempio di S. Antonio venne costrutlocol modello di Nicolö Pisano fra la secondameta del secolo XIII e il principio delseguente, trattane la cupola che vuolsiaggiunla soltanto P anno 1424. Fu trevolle eolpito da fuoeo e nel 1749 arserogran parle del tetto, quattro cupole, ilcoro e non poehi ornamenti; ma la pub-blica e la priyata pietä, nonche riinelterele perdute cose , ne condusse alcune apiu soda e splendida forma.
L'architetlura di quesla inagnifica ba-silica, colle sue areale emisferiche infram-messe alle acute, colla sua porta centi-nata e degrsdantc in archetti, coi massic-ci picdritli, colle cupole ora sferiche orafoggiale in cono, cogli archi moreschi deisuoi campanili, presenla il caratlere del-l’architettura che Du-Caumont con inge-gnoso nonie chiamd romanza^ qui poicommista al principio bisantino e ten-dente a volgersi verso le svelte e lan-ciate forme de\Varchi-acuta.
Una delie due ornatissime rose (la .si-nistra Cntrando per la porla maggiorc)
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che servono adilluminare le braccia dellacroeiera, fu alzala da un guerriero dellapalrizi,a casa Bisalica di Piacenza , comeappare dagli stemmi che, pur cancellati,scorgonsi ancora nel conlorno di essa.L’allra, di faccia, sembra dell epoca sles-sa, e, al dire del P. Polidoro, fu coslrutlaa spese della famiglia Zabarella.
Sulla lunelta della porla maggiore SanBernardino e S. Antonio ai lati del noniedi Gesü , e pr’egevole fresco di AndreaManlegna, ristorato da Francesco Zanoni,AI disopra vedesi una statua diS. Anlonio,del secolo XIV. Dietro di essa una Madon-na a fresco che fu della ora di Giotto , oradi Jacopo Avanzi , ma che venne intiera-menle ridipinla dallo slesso Zanoni versoil tinire dello scorso secolo.
Entrando per la porta a destra, la ta-vola del primo aitare con S. Carlo Bor-romeo e S. Giuseppe da Copertino , e delmentovato Francesco Zanoni. Quella delsecondo aitare, con S. Francesco d’Assisi che intercede dalla Vergine protezioneper le anime purganli, e di Matleo Pon-zone. Le due statue lalerali, in marmo,figuranti la Fede e la Speranza , scolpiteda Tommaso Aglio. Le porielle di bronzoche aprono l’ingresso alla vicina cappelladel Sacramenfo vennero fuse da Michel-angelo Venier. I bassi-rilievi in bronzosulla predella dell’aitare rappresentano,quello di mezzo Cristo morto fra due an-gcli; ai fianchi, due miracoli di S. Anlo-,nio. Nei lati della predella quattro angelLSono tulti preziosi lavori del Donatello .II tabernacolo, diviso in Ire ordini conmolti ornamenti e ligurine di bronzo, eopera poco lodata di Cesare Franco e diGirolaino Campagna. Inlissi alle pareli diquesla cappella, uno dirimpetlo all’altro,vi sono i due sepolcri di Erasnio da Nar-ni , giä ricordato e di Giovanni Antoniosuo liglio.
Nel quarto allare sta un pregevole la-voro di Pietro Damini , rappresenlante Cri-slo in Croce, la Vergine e San Giovanni.Vicino vedesi un grandioso monumenloerelto al celebre professore Ottavio Fer-rari , morto nel 1682.
La cappella di San Felice venne erellanei 1376, c dedicala a San Giacomo apo-stolo, da Bonilazio de’ Lupi, marchese di■Soragna che militava allora pei Carraresi.Quando poi nel 1804 si trasporto qui ilcorpo di San Felice fu a quest’ ultimosanto inlitolata.
Eieganle ed ornalissima n‘ e F archi-tellura. 1 bellissimi freschi che fregiano le