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pareti, e mostrano fatti della paSsione diGesü e azioni della vita dell'apostolo SanGiacomo, vennero eseguiti da JacopoAvanzi ajutato dall’ Altichieri, e ristoratidallo Zanoni nel 1775. Merita attenzioneil ricco atlare di lini inarini con cinquestatu# antiche. Nel muro dietro 1’ altareTenne infissa la pietra sepolcrale di Bar-tolomea Scrovegna, nioglie a Marsilio IIda Carrara , signor di Pad.ova, morta nel1533. I due sepolcri aderenti alle paretichiudono le ossa, 1’ uno di Bonifazio deiLupi edilieatore della cappella, 1’ altro diquattro della famiglia Rossi un tempo Si-gnora di Parma; ira questi b Pietro, ilfamoso nemico dello Scaligero, che ri-guadagnö a Marsilio da Carrara il domi-nio di Padova .
11 vicino andito che metlc ne’ chioslricontiene sepolcri che ineritano d’ essereosservati per 1’ architetlura e per le pit-ture che li adornano. Il piü interessanteb queilo del brcsciano Ravellonzo inortonel 1373.
Nella sagreslia son degne di altcntoesame le larsic degli armadj, che il Bran-dolese con buone ragioni rivcndicö a Lo-renzo e Cristoforo Canozi, arlisti che nelsecolo XV ebbero grande fama in questogenere di lavori. Beilissimo e pure il bas-so-rilievo in marino sovrapposto a qucsliarmadj, nel quäle si elligio il miracolodella müla; e gentili pur sono gli orna-menti architettonici e le Statuette egualmente di marmo ehe lo circondano. Nellastanza vicina sono allri armadj, fregiatidi belle prospettive in tarsia de’suiildicaliCanozi.
Ritornando in chicsa b degno d’osscr-vazione il ben conservato fresco vicinoalla porta della sagreslia eseguilo nel 1509da Filippo Vcroncsi. Figura S. Catcrina eSan Felice ehe presentano un divoto aMaria Vergine. Segne un sareofago delmedio evo con istalua stesa sulFarca. Cliiu-de le ossa di Marino Zabarelia. Nella pri-ma cappella Antonio Pcllcgrini dipinsecon molla franehezza il martirio di San-ta Culerina, e nella seconda queilo diSant'Agata, Giambaltista Tiepolo , o|ieraehe rapisce per la tonante espressione delviso della santa.
ln questa cappella e pregevole per (i-nezza d’ ornati il monumento sepolcraledi marmo rosso, apparlenente alla fami-glia Buzzaccarini.
Nella terza awi una Santa Giustina bal-tezzala da San Prosdocimo, di Jacopo Ce-ruti: e l’antieo sepolcro della famiglia Ca-
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podilista. Nella quarta un San Lodovieoche dispensa elemosine, di Pietro Rotari .Giovanni e Jacopo Grassi cominciaronoad alzare nel 1690 la cappella seguentedenominuta il santuariOj la quäle, giustal’opinione dei piii intelligenti, non ha ve-run pregio architettonico. Filippo Parodi scolpi le statue delle quattro virtü, la Fedela Caritä, la Penitenza e F Umiltä; edegualmente quelle dei Santi Bonaventurae Francesco, i sei angeli che sostengonole candele ed il Santo col gruppo d’ an-geli sul frontispizio.
Degnissime d’esser vedute sono le pre-ziose teche chiuse in questo santuario,contenenti quasi lulte reliquie di santi emartiri; quella specialmente ov’ b custo-dita la lingua di Sant’ Antonio , ornatis-sima e gentile fatica d’ orificeria, ese-guita a quanlo pare sul finire del seco-lo XIV.
Uscendo dal santuario e proseguendoil giro del presbiterio l’opera piü prege-vole che incontrasi e quella del terzo al-tare, di Antonio Balcstra, rappresentanteMaria che porge il Bambino a Santa Chia-ra vicina a spirare.
La cappella della Madonna Mora e unavanzo della chiesa di Santa Maria Mag-giore editicata intorno alFanno 1110, poialterrala in grau parte per dar luogo allapresente basilica.
E degno di molla osservazione Faltaregotico che contiene la Madonna da cuivenne il noine alla cappella stessa. V’ ejnir qui un deposilo della famiglia Obiz-zo, lavoro del medio evo.
Segne la cappella del beato Ltica Bel-ludi. Consecrata agli apostoli Filippo e Gia-como, fu tutla dipinta a fresco con azio-ni di entrambi, con allre di Gesü Cri-sto, nonclie con fatti rclativi al beato Lu-ca Bclludi; specialmente quando Sant’An-lonio gli apparve a rivelargli la vicinaliberazionc di Padova dalla tirannide diEeceliuo. Molli ne vogliono autorc GiustoPadovano. Domeniiui Sandri li deturpö,rislaurandoli, nel 1786.
Uscendo per la cappella della MadonnaMora e tornando in chiesa vedesi il pre-gevole deposito di Raffaelc Fulgoso, illu-stre giureeonsulto del secolo XIV: poi siinconlra la cappella di Sant’Antonio; unadelle piü magnitiche del mondo cristiano.F.bbe a soprastanti, nel 1800, Giovannied Antonio Minello padre c figlio; piütardi Jacopo Sansovino ; e nel 1533 Giain-uiaria Falconetto.
La faeeiala si alza su cinque gentili ar-