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[Volume primo. Parte seconda.]
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tieneil Bambinosulle ginocchia, senone unoriginale del Tiziano , e sicurainente unamagislrale copia del Padovanino . Ai latidi qnesla tela veggonsi San Girolamo eSan Francesco , mezze (igure di JacopoPalma il Giovine : da presso i quattro pro-tottori della eillü ed alcuni clierubini indue triangoli, li colori Domenico Uam-pagnola.

1 due quadri con la Fuga in Egitto e1’ Adorazione de’ Magi die slanno sullaparele a deslra sono di Francesco Bas-sano. 11 Redentore portanle la Croce ebuon dipinto del Padovanino F imaginedella Vergine e una delle niolte che di-consi del Sassoferrato . Nella tavola ligu-rante il Salvatore morto con la Verginee San Giovanni piangenli alcuni ravvi-sano il fare del Carpaccio, altri del Ra-ren tino.

Conservansi pure in quesla sagrestiadue preziosi codici tncmbranace« ad usolilurgico, i quali con le numerose lorominiature valgono ad attestare Io statodella pittura in Padova nel XI1 e nel se-guente secolo. L’ uno o un Kvangeliarioscritto e miniato da eerto Isidoro nel 1170;l'altro un Epislolario del 128!), lavoro diun Giovanni Gailtana canonico di Con-selve, celebre miniatore in <|noi tempi.Sta inoltre in quesla sagrestia un messalestampato a Venezia nel 1491 ed ornatodi alcune non ispregevoli miniature.

Ma piü degni d’altento esame sono quidentro alcune teclie e reliquiarj dei se-coli di mezzo, lavorati in argento contutto il piü gentile rabescame dell' artegotica. I piü nolevoli sono quattro. Und’essi contiene un dito di San Giambatlislae pel caraltere degli ornamenti e per laleggiadriadelcesello ranunenta le opere dioriliceria del secolo XIV. L'altro contieneuna reliquia di San Daniele ed il lerzodi S. Sebastiano: questi due sembrano ap-partenere al secolo XV. 1/ultimo e un’elegante croce sovra un picdestallo , incui e chiuso un pezzetto del legno dellavera croce. Va fregiata da genlili ligurinein argento, da altre in ismalto e da or-natini tanto sottilmente leggiadn , ch’ecosa a vedersi inirabile. Pare condottaverso la fine del secolo XIII , o lutt’ alpiü, sul eotnineiare del susseguente.

Uscendo di questa sagrestia si discendenella Sotto Confessione. Quivi suli’altaresi venera il corpo di S. Daniele scoperto lindall’anno 1078. Nell’arca slanno incas-sati due bassorilievi in bronzo rappresen-tanti il Martirio del Santo. Vanno anno-

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verati fra le piü belle opere di TizianoAspet ti.

Suli’altare della cappella contigua de-dicata al In Santa Croce si ainmira un gran-dioso reliquiario eesellato in argento conaraba fantasia verso ia metä del secolo XV.E una delle piü ingegnose e finite oper«tramandateci dalla oriliceria di quel tempo.

Risalendo in eltiesa per la via stessaper cui si discese, incontrasi la cappelladel Sacramento. ovu merilano osserva-zioue i due moniimcnti sepolcrali infisstai muri laterali della medesima. Quelloa deslra si alzo nel principio del seco-lo XVI dal Senato veneziano al vescovodi Padova Pietro ßarozzi; e si attribuiscea Tullio I.ombardo; quello a sinistra,imaginalo e scolpilo sulle inaniere delmedio evo, ebiude le ceneri del vescovodi Padova eardinale Pileo Praia morto nelsecolo XIV.

ln una slanza presso la vicina portalaterale vedesi una ricca cornice d’ar-genlo lavorala a cescllo da nn Francescodalla Sela, padovano, nel 1492. Rimpettoa quesla porta sta il cenotafio conseeratoda monsignor Soncin alla memoria diFrancesco Petrarca . L’nrehitettura e del-I’ ingegnere Zabeo; il busto, uno de’ piüpregevoli uscili (lallo scarpello del pa-dova no Rinaldo Rinaldi .

II pulpito di legno , addossata ad unode’ pilastri della nave maggiore e pen-siero cd intaglio di Filippo Parodi .

Segne Ia cappella del beato GregorioBarbarigo . La lavola dell’allare con G. C.in croce ed ai piedi la Maddalena e SantaCaterina e di Pietro Damini . U anticaiscrizione incassata nel muro a destra ela sepolcrale del vescovo Tricidio vissutosul linire del VI e sul cominciare del se-colo VU. INell’altare seguente il San Gi-rolamo nel deserto e opera giovanile diPietro Damini .

XciF ultima cappella una mezza figuradella Vergine col Bambino, fu colorita daStefano da!!’ Arzare padovano.

Uscendo per la porta maggiore s’in-contra a sinistra il battisterio, eretto än-torno alla meta del secolo XIII, e i>el se-guente l'atto oruare di pitture da FinaBuzzaccarini moglie di Francesco il Vec-chio da Carrara. Le pitlure a fresco sieongetturano opera di Giovanni ed An-tonio da Padova .

Vi si notano in uno spavtimento alcuniritratti, fra cui quelli della rieordata FinaBuzzaccarini ginoechioni dinanzi la Verginedi parecch i Uarraresi edi Francesco Petrarca