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im pozzo chiamalo dei Santi lunodenli ,con molte reliquio di Santi scoperte, di-cesi, miracolosamente.
La tavola del vicino altare rappresentala B. Giacoma die a inezzo d’ un’ appa-rizione della Vergine seopre il pozzo oraaccennato; la dipinse Pielro Damini as-sai gentilmente.
Progredendo si enlra in una cappellinaove si venera un’ antica iruagine dellaMadonna, che vuolsi uscila illesa dalfuoco in cui la fece geltare 1’anno 741rieonoclasta Costantino.
Nell’ allare scrbasi il eorpo di S. Pro-sdocirno primo vescovo diPadova. 11 bas-so-rilievo delT altare stesso, figurante ilsanto \escovo fra due ungeli in ginoc-chio, e pregevolc opcra d’ignolo scultoredel secolo XV.
Nel coro vecchio la tavola dell’ altarerappresenta la Vergine sednla sopra unalto trono col Bambino solle ginocchia enel piano S. Prosdoehno e Santa Monicada un lato, S. Bcnedcllo e Santa Giustinadall'allro, ed un angiolelto sonanle lamandola ai piedi del trono. E’ opera he!-lissima di Girolamo Romani delto il Ro-manino, di Brescia .
Gli slali del coro offrono ingcgnoscprospeltive in tarsia operale da DoinenicoPiacenlino e da Francesco Parniigianoverso la metä del secolo XV.
Nella prima cappella a deslra della mag-giore un grandioso gruppo in marmo diGarrara figurante G. F. morlo ai piedidella Crocc, Maria, S. Giovanni o Mad-dalena piangenti. Fu scolpito da FilippoParodi che Io condusse da vero scolarcdel Bernini.
Nella cappella tnaggiore poi la Rmdacol martirio di Santa Giustina fu dipiulada Paolo Galiari nel 1678. Gli sfarzosie magnilici sedili del coro porlano inta-gliati in legno a hasso-rilievo azioni delVecchio e Nuovo Testamento . Pare l’in-ventasse Andrea Campagnola \alenle stuc-catore, c li eseguisse l'ra il 1886 e il 1860,Riccardo Taurino, famoso artisla nornian-no, sotto la dirozione del padrc abaleEutichio Cordes di Anvcrsa dollo inonaco,uno dei padri del concilio di Trenlo.
Nella cappella (die forma I’altro graubraccio della crociera, il grau quadro, adestra di chi guarda, col martirio deiSanti Gosina e Damiano, c anch’esso delmentovato Antonio Bälcstra.
11 scpolcro dietro 1’altare, ove diccsiriposi il eorpo di S. Luca Evangelisla, euna ricca cd ornatissima aren, i'atta ori-
Pad
gere nel 1516 da Gualpertino Mussato,fratello all’ illustre poeta c slorico Al-bertino.
Piü oltre , nella settima cappella , ilmartirio di S. Placido coi suoi compagni,e lavoro di Luca Giordano , vago e gra-zioso secondo le guide. sbiadato e scorret-lamente franco , giusta 1’ opinione delSelvatico.
Nell’ ultima, il martirio di S. GiacomoMinore , e buona opera degli eredi diPaolo.
L’antica magnilicenza del monasleroattiguo alla chiesa, le sue stupende e ce-lehralissime dipinture, sparvero quasi in-tieramente colle riforme che ad esso por-taronsi allorche si volle convertirlo inospedale degl’ Invalidi. Cionondimeno fa-rcino un cenno dei pochi avanzi che ri-niangono, invitando a leggere il Cavacio,il Rossel li, il Brandolese chi amasse avereun’idea della sua passata grandezza.
11 primo chioslro e ornato da due or-dini di eolonne, dorico il primo , jonicoil secondo. Fu architellalo nel 1888 daun Battista Fizionio, di cui non si enno-sce altra opera. Nel portico che dicevasila orazioiH! de’novizj, rimanc ancora l'o-razionc di (’risto nell’ orto , hclla operadi Domenico Campagnola . In fondo, al-I’altro lato del portico, ora convertilo indue stanze, ^eilesi una Deposizione dallacrocc, stupendo frcsco di Girolamo Pa-do\ano. Del reslo gli altri insigni freschidel Parcntino, del Campagnola e di Giro-lamo Pado\ano furono tulti sciagurata-mcnle nnlnancati.
S. Lucia. Questa chiesa va ricordataquäle buona architettura dei padovanoSanto Bcnato. Nella vicina
Scuola di S. Roccoj la sala a pian ler-reno e lulla coperla da freschi assai gua-sti dal leinpo, ove sono eftigiale alcuneazioni della Via di S. Rocco. T men ro-vinati lasciano scorgc-rc la seuola tizianc-sca. Il fregio a chiaro-scuro che gira in-terne a tut tu i! luogo non ineno che iSanti Rocco c Lucia dipinti fra gli archidella cappella sono di Domenico Campa-gnola , da cui vennero pur ripeluti sulmuro d’ una rasa contigua.
S. Marghcrita. La facciata di questachiesa sorse con disegnodi Tomaso Te-manza l’anno 1748.
S. Maria in Fasochiesa del Seminar iovescovile. Fretta sul cominciare del se-colo XVI, c decorala di tele di LainbertoLombarde, di Francesco o Leandro Ras-sano. di Bartolomco IMonlagna, c di fre-
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