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[Volume primo. Parte seconda.]
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sclii del Campagnola, c delloslcsso Mon-tagna, ollre il celebralissimo quadro diJacopo Bassano figurante il Crislo mortoportato al sepolcro da Giuseppe e Nico-demo, colla Vergine tramorlita pel doloreed altre donne piangenti; quadro dieammirasi nella eappella a sinislra dellainaggiore.

A. Massimo. I Ire altari di questa chie-setta vanno adorni di allretlanle pregia-tissime (de uscite dal franco e briosopennello di Giambattisia Tiepolo. Rap-presentano esse, S Giambaltista ne! de-serlo, il Riposo in Egitto e S. Massimoche prega dinanzi al re S. Osvaldo.

S. Matteo. Altra piceola cliiesa decoralanell’altare a deslra da im S. Mallen tia-fitto da un pagano; in quella a sinislrada un’ Annnnciazione della Vergine, en-trambi opere pregevoli del Padovanino .

S. Michele. Dell’ anlica diiesa nrnatatulta dai dipinli di Jacopo da Verona nel secolo XIV, ora non rimane piü diel’atrio in ctii slanno ancora liastevolmenteconservali alcuni fresdii dello stesso pen-nello. Da un lato e colorita l’Adorazioncdei Magi, ove si veggono i rilralli di al-cuni Carraresi; al lalo opposlo il Fune-rale della Vergine con gli Apostoli in-lorno al feretro. E’ (radizione die fra glispettatori a man deslra vi sieno effigialiBoccaccio, Dante, Petrarca e Pietro d’A-bano.

S. Nicolb. Senza che 1’ alluale diiesasia ancora quella falta editicare nel 1090dal vescovo Milone, non e perö posterioreal secolo XIII, fuorche nella porla e nellecolonne che soslengono le volle interne.Nella prima cappella a deslra evvi unatavoletla con la Vergine nell’alto di ado-rare il Bambino. Jnlissi nel niuro ai latistanno i Santi Rocco e Leonardo die pareforniassero con la tavola or nominatauna sola ancona. Sembrano tulte e treopere della stessa mano. 11 Rossetti viseorgeva la maniera di Cima da Cone-gliano, il Brandolese le sliina di data an-teriore.

Ognissanli. Cosi questa cliiesa coineI’ attiguo nionastero doveano erigcrsi suldisegno dello Scamozzi , ma poscia soloil secondo venne eseguito, die riusci peraltro difettosissimo non avendo poluloassistervi 1’ architetlo.

Nella cliiesa sola cosa degna d’ osser-vazione e la tavola dell’ allar mag-giore figurante Maria Vergine in gloriaed al piano S. Mauro e Sant’Agnese. Chi1’ attribuisee a Jacopo Daponte, clii al suodiscepolo Bonifazio.

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6'. Pietro. Questa cliiesa venne rinno-vata ed abbellita nqgli ultiini anniniercele eure ed i dispendj di monsignor arci-prete Scarpa .

Nel secondo altare a sinislra di diientra vedesi una conversione di S. Paolo,buona opera di Jacopo Palma il Giovane .La grandiosa tavola dell’ altar maggiore,dipinla sulla pietra e figurante GesiiCristo in atto di porgere le chiavi aS. Pietro alla presenza degli Apostoli, fualtribuila da alcuni a Domenico Campa-gnola, da altri a Dario Varolari.

I Senn. Cliiesa alzata da Fina Buzzae-carini, moglie a Francesco il Vecchio daCarrara, sul (inire del secolo XIV, soprail terreno ove stava la casa di Nicolö daCarrara , fatta demolire dal comune perpunire il ribelle ciltadino che aiea mae-chinalo dar Padova in mano allo Söhli-gem. Dell’antica cliiesa piii non rimaned’ intalto ehe i muri esteriori e la orna-tissima porla laterale.

II porlico esterno e aggiunla posterioreeseguitasi coi danari di un BartolomeoCampolongo.

Dopo il secondo allare a deslra entrandoper la maggiore vi e una nicchia (diiusada crislalli ove stanno dipinli in mezzaligura a fresco il morto Salvatore, MariaVergine Addolorata e S. Giovanni. T/au-tore n’ e ignolq , ma la maniera sentedello squarconesco.

Vicino alla porla della sagrestia vedesiil mausoleo alzato l’anno Wä a Paoloda Castro e ad Angiolo- suo figlio, giu-reconsulti e pubblici professori nellauniversila padovana . Consiste in un gran-tle basso-rilievo in bronzo, ove sono effi-giati in mezza figura i dne defunti nel-I’atto tli ricevere un libro da un angio-letlo. Credesi opera del Vellano.

1 due quadroni appesi ai muri lateralirappresentano , quello a sinislra 1' Appa-rizione di Maria Vergine ai fondatoridell’ ordine de’Servi; quello a destraArdingo vescovo di Firenze che li vestedell’abito nero. Opere entrambi di Lucada Reggio .

E in cliiesa e nella sagrestia veggonsialtri pregevoli quadri di Alessandro Ma-ganza, di Stefano dall’Arzare e dellascuola de’ Vivarinj.

S. Sofia. E anlichissima tradizione chequivi fosse la prima cattedrale di Padova ,ma monsignor Orologio ne diinoströ P er-röte. Nelle sue JYotizie storiche sulV ar~chiteltura padovana dei iempi di mezza ,il marchese Pietro Selvatico teniö invece