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limitala liberlä e eoine le alfre cillä ita-liane disconoseeva Eatilorilä dei rc gcr-manici. Enrico Vllralo dalle Alpi divisamlospegncrc 1c fazioni, abolirc Io liraimidi,slabiliro uniforme scrvilii. Srrisse alle cilläinviassero a jumijia dolla sua incorona-ziono ambasciadori in Milano. Padova noinvio seile Ira eui Albcrtino Mussalo. Rice-vula la corona diebiarb avere gia fcriuo eheogni cillä rieevesseda lui un vicario im-periale. 1 Padovani,sdegnando cedere, ep-pur pavenlando rcsistere, spedirono messiper esserne dispensati. Accolscli Enricoaspraniente, disse volcr salva la regia au-lorilä, non doversi Padova aspeitar gra-zia che adempiendo le condizioni da luiimposte. Proponessero quattro, egli sce-glierebbe Ira questi il vicario. Versasseroper lanta condiscendenza 60,000 fiorini;per Vicenza , che loro avrebbe dato infeudo perpetuo, 18,000 fiorini; per iaguardia del miovo presidc mille fiorini alniese.
Allorehe i messi svclarono nell’assem-blea ii volerc di Cesare, scoppiö tcinpe-sla d’urli e di eonlumeliose parole; 111 aal consiglio di rcsistere prcvalse quellodi (einporeggiare. In questo mezzo, (lauedeila Scala, ajulalo dai gltibellini fiioru-sciti di Vicenza , propoueva sorprenderequella cillä. l/imperatore voglioso dumi-liare i Padovatii, spedi al suo vicario diVeroiia alcune squadre eoniandate da Ai-mune vescovo di Ginovra. Müsse cosi rad-doppiato di forze Io Sealigero e uuo sluolo'di congiurali gli seliiuse 1c porle di Vi-cenza (1311). In Padova l’awciuilo instille prime non si eredetle. Aererlali delhtperdita, lulli s’allcstirono per la guerra.La niollitudine esei senz’ordine e ]>iCi cou-fusauieute marciö, fanto piii vicina allasconlilla quanlo piiVcerta della villoiia.Comballe alla spicciulala: pure-manleiitieil (erreno, finche Canc avvenlossi alla le-sta del Io liande alemanne. Allora si fo'generale la Riga e i Viceniini insullaronoai sobborghi, alle muro della decadulaloro domiiiafrico; poseia 'diverlirono le.aequo del Bacehiglionc a bongarc, siechepiii non conessero a Padova .
Non avvilili, ma dal sinislro resi piiisaggi inviarono i Padovani Alberlino Mussafo un’alfia volta oralore ad Enrico.L’imperadore assediava Rrescia. L’ammisenel suo eampo, plaCossi alle supplicazioni.concedclle il perdono, le condizioni eileprima aveva dale aggravo, impose sommeingenli. nomino il vicario, niandö il vc-scovo di Giuevra ehe rieevesse il giura-
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inentu di fedeltä. Padova riacquistö lagrazia imperiale a caro prezzo, ma tolle-rabilc in quelle sue eireostauze. Promise vEnrico di sopire, come prima il polessc,le discordiu coi Viceniini e collo Seali-gero che lullavia disertavano l’uiio e lal-Iro lerrilorio.
Brescia (inalmenle ccdelle e il siguorcdi Verona, che padroneggiava Vicenza difallo. [idle reggerla per dirillo creato vi-cario imperiale. Correa fama il fosse ditutta la marca trivigiana. I Padovani, dan-dole fede, deliberarono in generale as-semblea che farc si dovesse. Tenne caldodiscorso in favore della liberlä Rolandoda Pinzzola: raceomando Albertino Mus-salo l’obbedienza; ma Ia moltitudine, at-lerrati i gonfaloni, scassinate le aquile,deeise la guerra.
Compiacquesi della provocazione Ein-dole di Gane ambiziosa e guerresea. Piedequindi animosamente principio al eoni-balterc con un furioso assalto al forle diMonlegalda, e, diroccatene le niunizioni,s'ebbc prigioniera la guarnigione. 1 Pa-dovaui saecheggiarono le ville tra l’AIponce Lcgnago e le milizie vicenline compiu-lamenle seonlissero al ponlc di Quarlesolo.
Del che eorruccialo fuor di modo lo Sca-iigero e lagnandosi tradilo dai Vicen-tini e pareechi d’essi eonsegnaudo. al car-neliee, corsc poseia meücndo a ferro eda fuoi’o la conlrada lino a vista della ne-mica cillä.Tnvesli Montagtiana e mal riu-seilagli E impresa, eolse all’impensata ileorpo d’esercitö die marciava a Longare escnon fosse slalo soeeorso avrebbelo slermi-nalo. Quindi azzuffalosi a Carmignano la-sciii sul eampo il duce nemico, ed alcunebandierc de’ Padovani porto a Vicenza inIrionfo : questi dal eanlo loro presso Co-logna iavilupparono il prcsiilio veronesee se ne tomarono fesfosi co’ prigionierie quaüro baudiefe dello Sealigero.
Eiingo il confine succedevano frequenliscaranmccie con varia forluua e beuche Pa-dova avessc aperto Ia campagna con 10,000eavalli e A0,000 fanti, pure sefiza che niu-u’azione dccisiva ponesse fine alla guerra,Eesercilo, diradalo dai morti. andava ognidi piii seemaiulo di gagliardia. A queslodamio s’ aggiinise E intestina discordia.Slävano a eapb della padovana repubblieaPielro d’Alliclinio c Ronco Agolanti, giunlieolEusiiieggiare a Irasmodala ricehezza.Odiavanli i grandi perche ignobili, il pc-poio perche opulenti, sopra futli i signorida Carrara perche vaghi di soppiantarli.
Due giovani di questa famiglia si misero